Scienza, Ambiente & Salute

Vaccino Gardasil, effetto placebo

Come fare statistica ignorando l'obiettivo: la salute della donna

Informed Consent Action Network (Ican) è l’associazione che con Robert Kennedy Jr. ha portato alla luce il fatto che mai, in trent’anni, il Ministero della Salute USA (HHS) ha rispettato l’obbligo di legge di effettuare controlli di sicurezza ed efficacia sui vaccini per trasmetterli al Congresso. Ora, da una lettera di risposta di Ican allo stesso Ministero, circa l’uso di placebo nei trial clinici precedenti l’approvazione dei vaccini, si scoprono delle pratiche che fanno semplicemente inorridire.

Innanzitutto, ma per alcuni non è una novità, i vaccini nella stragrande maggioranza dei casi non vengono testati con un gruppo di controllo a cui somministrare un placebo (test in doppio cieco). Al gruppo di controllo, invece che il nuovo vaccino, solitamente si somministra un vaccino già in commercio. Quanto questa catena sia debole e sostanzialmente inutile nell’ottica di conoscere l’effettiva efficacia e sicurezza del prodotto è piuttosto lampante.

Ma quello che è successo nel 2006 con il Gardasil (vaccino contro il papilloma virus) è l’apoteosi. In quel caso non c’era un “vaccino” già in commercio con cui metterlo a confronto. Ecco allora come è stato fatto il test:

> 10,706 donne hanno ricevuto il Gardasil

> 9.092 donne hanno ricevuto Amorphous Aluminum Hydroxyphosphate Sulfate (AAHS), un adiuvante a base di alluminio, che secondo molte ricerche peer review è citotossico  e neurotossico, in grado di far sviluppare sindromi autoimmuni

> 320 donne hanno ricevuto un vero placebo

Nei sei mesi di trial, il 2,3% delle donne che ha ricevuto il Gardasil ha sviluppato qualche sindrome autoimmune. Stessa percentuale per il meta-gruppo di donne che hanno ricevuto l’AAHS o il placebo. Quindi, visto che il gruppo “Gardasil” e il gruppo di controllo (gruppo AAHS + gruppo placebo insieme) avevano risultati simili, il vaccino è stato considerato sicuro e autorizzato per il commercio.

Quello che però il produttore si è dimenticato è di indicare la percentuale di donne che ha sviluppato sindromi autoimmuni a seguito della somministrazione del placebo. Questa percentuale è pari a zero. Zero casi.

Riepilogo il sistema usato: prendi un gruppo di donne piuttosto grande. A metà di loro dai il Gardasil. All’altra metà circa dai una sostanza riconosciuta tossica. Ad una piccola percentuale rimanente (1,5% circa) dai il placebo. Chi ha preso il Gardasil, per il 2,3% dei casi ha effetti collaterali. Stessa cosa per chi ha preso la sostanza tossica. Chi ha preso il placebo non ha effetti collaterali. Ma gli ultimi due gruppi li metti nello stesso calderone e, come per magia, ecco che i conti si sistemano.

In tutto questo: quanto è etico somministrare a circa 10.000 donne una sostanza tossica (l’AAHS) che non ha nessun effetto terapeutico?

Non ci credete? Leggetevi la lettera di ICAN e controllate le fonti. Eccola qui > clicca
 


Autore: Manuel D'Elia

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