Arte, Cultura & Spettacoli

Il deserto fiorito di San Gerolamo

Al Ferdinandeum Museum di Innsbruck le opere di Lucas Cranach

E' un angolo italiano la facciata del museo in stile neorinascimentale fiorentino: una nota anomala nella asburgica Innsbruck. L'edificio che ospita il  Tiroler Landesmuseum chiamato "Ferdinandeum" è architettonicamente armonico colpisce per la cupola che richiama lo stile della città e racchiude l'aula centrale rotonda  pensata come sala per esporre le figure della fontana di Leopoldo.

E' infatti museo sin dalla sua fondazione (1823) e in questo denota l'attenzione che già al tempo c'era per il patrimonio storico tirolese. Una visita consente un viaggio nel tempo di ben 30000 anni, dall'età della pietra all'arte contemporanea, ma la struttura è aperta a mostre di ricerca come quella attualmente ospitata (e aperta per tutta l'estate 2018) dedicata a Lucas Cranach, noto come Cranach il Vecchio che pur dedicata ad un artista del '500 apre uno squarcio sul perchè il deserto fiorì in selva, animata da belve docili, nel mentre l'artista narrava il santo che traduce la Bibbia.

La mostra è introdotta da una preziosa collezione antica di Bibbie del tempo (persino in miniatura)  al fine di cogliere  un saggio della rappresentazione iconografica del tempo e questo permette subito di capire quanto 'avanti' fosse l'artista che salta le modalità classiche del '500 per una autonoma interpretazione di una meditazione ce viene trasformata in metafora umana.

Quando Lucas Cranach dipinge il San Gerolamo in un paesaggio roccioso nel 1515  (una pittura su legno di Tiglio splendidamente conservata nei suoi colori originali) l'artista fa emergere ciò che le meditazioni del santo potevano produrre, trasferendo la persona in un meta-tempo e in un meta-luogo tra fiere docili pienamente coinvolte nella gioia del traduttore della Bibbia. Il deserto fiorisce, si avvicina all'occhio dei contemporanei dell'artista, rimanda ad un deserto interiore che chiunque può sperimentare.

Cranach il Vecchio è annoverato accanto ad Albrecht Durer fra i pittori rinascimentali più significativi. Di lui si conoscono le nude dee dell'amore, i ritratti di Lutero e le Madonne (una di queste è l'immagine ritenuta miracolosa di Maria Ausiliatrice conservata nell'altare maggiore del Duomo fra le immagini più riprodotte dell'intero Arco Alpino). Ma c'è anche un Cranach completamente diverso, attratto dalla rappresentazione attenta della natura. Ed è proprio questo aspetto che la mostra vuole far emergere allinenando alcune straordinarie raffigurazioni di San Girolamo grazie al quale l'artista illustra paesaggi animali e piante che al tempo non erano affatto diffusi o al più erano solo elemento di sfondo dei dipinti. Ecco che  il tema di San Girolamo penitente nella natura selvaggia schiude a una emozionante sperimentazione: la Selva e le forme di vita che la popolano assumono un ruolo di protagonista al pari del soggetto e sono una metafora della vita dell'uomo.

Non meno interessante la storia culturale conservata al Tiroler Ferdinandeum: la pinacoteca vanta una deliziosa collezione fiamminga nella quale è un piccolo quadro a calamitare gli sguardi: è il "vecchio con berretto in pelliccia"  che Rembrandt annoverava tra gli studi di teste. Tra i ritratti ci sono anche dipinti del Craffonara e il Claudio Monteverdi musicista dipinto nel 1630 da Bernardo Strozzi.

Al piano interrato la collezione Archeologica ospita reperti importanti dell'area tirolese orientale. Tra questi la più antica raffigurazione di una caccia alle lepri. Al primo piano si accede al Medioevo tra reliquari istoriati, arredi sacri e statue devozionali fino al gioiello: l'altare di Castel Tirolo (1370), il più antico altare a portelle di tutta l'area alpina.

Tra violini antichi del mestro Jakob Steiner e antichi pianoforti, il Ferdinandeum annovera capolavori di arte orafa del periodo barocco e deliziose stoviglie tra cui bicchieri d'epoca Biedermeier, fino ad arrivare alla sezione dedicata ai maestri del diciannovesimo secolo. E qui l'occhio spazia tra Oskar Kokoschka, Egon Schiele, Gustav Klimt e molti altri, fino ad arrivare alla sezione contemporanea. Qui purtroppo si sente subito la nostalgia e la voglia di tornare ...indietro: per riattingere all'armonia.

 

fotoservizio: O.Galletti
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info: Ente Nazionale Austriaco per il Turismo


Autore: Corona Perer

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