Arte, Cultura & Spettacoli

Bruno Lucchi insieme Ezio Bosso

Padova, Palazzo Santo Stefano, dal 17 ottobre 2026

Il 17 ottobre alle ore 11.00, nella Sala Consiliare di Palazzo Santo Stefano - spazio museale della Provincia di Padova, Piazza Antenore 3 - inaugurazione di “BRUNO LUCCHI, EZIO BOSSO INSIEME”  a cura di Marina Sonzini.

In questa pagina la presentazione dell'artista:

 

La mostra fotografica dedicata a Ezio è stata presentata per la prima volta al pubblico a Merate, a Villa Confalonieri. Ma questa storia era cominciata prima.

Erano passati cinque anni dalla scomparsa di Ezio. In quel tempo avevo continuato a riguardare le fotografie, a ricordarlo, a parlare di lui. Ma soprattutto avevo continuato a incontrare gli amici che me lo avevano fatto conoscere, quelli con cui, negli anni, avevamo condiviso tanti concerti, viaggi e occasioni per incontrarlo.

Parlando di Ezio, inevitabilmente tornavano le fotografie, i ricordi legati a quei momenti, le storie che ciascuno di noi conservava. Da quelle conversazioni nacquero quasi contemporaneamente due idee che si intrecciarono fin dall'inizio: la volontà di fondare Horus, un'associazione per promuovere arte e bellezza e, soprattutto, far conoscere la genialità di Ezio a chi non aveva avuto il nostro stesso privilegio di incontrarlo e condividere con lui un tratto di strada; e l'idea, praticamente immediata e condivisa, di raccogliere le mie fotografie e costruire una mostra per raccontare, attraverso quelle immagini, una parte del mio rapporto con lui.

L'idea della mostra nacque così, in modo naturale, quasi senza bisogno di cercarla.

Poi quella storia ha trovato il suo primo luogo: Villa Confalonieri, a Merate, dove per la prima volta quelle fotografie sono state presentate al pubblico.

Da Merate è arrivata Levico, la mia città. Qui le fotografie hanno incontrato le mie sculture e il progetto ha cominciato a prendere una forma nuova.

Ed è proprio a Levico che è successo qualcosa che non avevo previsto. È  arrivata Marina.

Marina Sonzini è giornalista e curatrice, ma è anche, come me, una persona che ha seguito Ezio per molti anni. Ha percorso centinaia di chilometri per ascoltarlo nei concerti, per incontrarlo, per esserci. Lo ha conosciuto attraverso la musica, ma anche attraverso quei momenti più semplici che rimangono nella memoria quando il concerto è finito.

Quando ha saputo della mostra di Levico è venuta a vederla, quasi come faceva quando partiva per un concerto di Ezio. Ha trovato le mie fotografie, le sculture, quel dialogo tra immagine e materia che avevo cercato di costruire. Poi ha voluto conoscermi.

Ci siamo incontrati e la sintonia è stata immediata. Abbiamo parlato di Ezio, naturalmente, ma anche di fotografia, di scultura, di mostre e di quello che ancora poteva nascere da quella storia. Da quell'incontro è arrivata l'idea di portare il progetto a Padova.

Ma già da tempo ero tornato a guardare le fotografie che avevo fatto a Ezio negli anni. Erano centinaia. Alcune le conoscevo molto bene, altre erano rimaste nei provini, fotografie mai scelte, frammenti di momenti che avevo quasi dimenticato.

A un certo punto ho sentito che la fotografia, da sola, non mi bastava più.

Ho cominciato a strappare, a ricomporre, a sovrapporre immagini, frammenti, provini. Non cercavo semplicemente una nuova tecnica. Cercavo un modo per continuare un dialogo.

È così che ho incontrato il Kintsugi: la frattura non viene nascosta, ma diventa parte dell'opera. Lo strappo diventa un segno, la ricomposizione una possibilità, l'oro una nuova forma di luce.

E lentamente ho capito che stavo facendo qualcosa che andava oltre la fotografia.

Non posso più fotografare Ezio.
Questi collage sono il modo che ho trovato per continuare a lavorare con lui.

Da quei primi esperimenti sono nati i nuovi Kintsugi-collage, opere uniche che presenterò per la prima volta proprio a Padova. È una ricerca che non considero conclusa: la fotografia incontra la materia, la memoria entra nell'opera, l'immagine si rompe e si ricompone. Quello che prima era soltanto una fotografia diventa qualcosa di diverso.

Per questo a Padova non porterò semplicemente la mostra fotografica già vista a Merate e a Levico. Porterò le fotografie dedicate a Ezio, le mie sculture e, per la prima volta, questi nuovi lavori nati dal loro incontro.

Ci sarà anche un catalogo, per lasciare una traccia di questo cammino e raccogliere insieme le fotografie, le opere, i testi e le storie che lo hanno accompagnato.

Guardando tutto questo insieme, mi accorgo che forse non si tratta più soltanto di una mostra. È il nostro modo di ricordare Ezio: un modo fatto di fotografie, materia, oro, sculture, parole e incontri.

Marina ha scritto che tutto questo è “il nostro regalo, il ricordo più affettuoso che potessimo tributare a Ezio”.

Mi riconosco molto in queste parole. Perché ogni volta che torno a parlare di Ezio, ogni volta che riguardo quelle fotografie o lavoro su uno di quei collage, c'è ancora quella commozione che arriva agli occhi.

Come quando finiva la musica e iniziava la leggenda. Ora siamo a Padova.

Il 17 ottobre alle ore 11.00, nella Sala Consiliare di Palazzo Santo Stefano, spazio museale e sede istituzionale della Provincia di Padova, si aprirà un nuovo capitolo di questo percorso.

Merate. Levico. Padova.

Tre luoghi diversi, tre momenti diversi, una storia che nel frattempo continua a cambiare.

E forse la cosa più bella è proprio questa: non so ancora dove ci porterà.

Perché alcune storie, quando cominciano a camminare, non hanno bisogno di sapere già dove arriveranno.

Camminano. Insieme.

(Bruno Lucchi)

 

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