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Alla scoperta del Corridoio Vasariano

Firenze: fu costruito in soli 5 mesi

di Paola Cassinelli - Il Corridoio Vasariano fu realizzato da Giorgio Vasari  a Firenze nel 1565 su richiesta di Cosimo I de’ Medici,  per il matrimonio del figlio Francesco I con Giovanna d’Austria.  Questo percorso, costruito in soli cinque mesi, consentiva il passaggio protetto tra piazza della Signoria, sede del Governo, e  piazza Pitti, sponda sud della città toscana,  attraversando l’Arno grazie a un trasferimento sopraelevato che univa gli Uffizi con Palazzo Pitti.

I piccoli affacci che consentivano di accedere da una posizione privilegiata alle bellezze della città avevano tuttavia l’inconveniente di essere posti su Ponte Vecchio, un luogo percorso da botteghe di macellai che non offrivano ai Granduchi uno spettacolo godibile e tantomeno sensazioni olfattive piacevoli.

Proprio in concomitanza con la sua realizzazione quindi i macellai furono trasferiti e al loro posto furono collocate botteghe orafe che rappresentano, ancora oggi, il prestigio della città, anche se purtroppo la particolare situazione economica seguita al dramma sanitario sviluppatasi nell’anno in corso, le ha messe in gravi difficoltà, impedendone la regolare apertura.

Per tutta la reggenza medicea il corridoio mantenne la sua funzione di passaggio e addirittura sembra che fosse possibile attraversarlo con piccole carrozzelle e fermarsi su panchine per riposare, conversare o leggere.
Con l’avvento dei Lorena nel 1737, il Corridoio perse la sua funzione e divenne un luogo privato, triste e solitario.

Più tardi durante la seconda guerra mondiale, come mostrano film storici tra i quali il famoso Paisà di Roberto Rossellini, venne utilizzato per temerari attraversamenti, essendo l’unico collegamento rimasto per mantenere rapporti tra il  nord e il sud della città.

Altra importante segnalazione su questo meraviglioso luogo è quella che percorrendo il Corridoio Vasariano, proprio nel tragitto che passa sopra al Ponte Vecchio e termina al Giardino di Boboli, è stata conservata per molti anni una collezione esclusiva e incomparabile quella degli Autoritratti degli artisti.

Iniziata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici, che nel 1664 possedeva già 50 esemplari, acquistati da collezionisti o ricevuti in dono da artisti e nel corso dei secoli ha continuato ad essere incrementata da tutti coloro che desideravano mantenere vivo il ricordo di maestri dell’arte internazionale. Nel Settecento proprio con l’avvento dei Lorena gli Autoritratti vennero tradotti in incisione e venduti ai turisti che ritenevano questi fogli di grande valore e li riportavano  a casa come ricordo della loro visita  alla città.

Oggi il Corridoio Vasariano è chiuso per restauri e sembra che riaprirà nel 2022 con nuovi allestimenti, molte botteghe non sono ancora in grado di mostrare i loro preziosi manufatti , i turisti non possono tornare a godere delle bellezze della città e anche i fiorentini disertano, per attenersi alle regole di sicurezza imposte dal Governo, ma anche dal buon senso.

Nonostante questo difficilissimo momento il Corridoio Vasariano continua ad affascinare con i suoi sensazionali scorci che manifestano una silente bellezza.


Autore: Paola Cassinelli

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