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Boom di ingressi al Giardino di Boboli

+6% di visitatori e maxi-campagna di interventi

Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli hanno fatto il “pieno” di visitatori nella giornata a ingresso gratuito in occasione della ricorrenza dell’incoronazione a granduca di Cosimo I. Quasi 18.000 le presenze nell’anniversario della nascita del Granducato di Toscana, avvenuta il 27 agosto del 1569.

Oltre 10mila (10.450) le persone che hanno scelto di visitare il Giardino di Boboli - tanti anche gli ingressi da Annalena e Porta Romana – e circa 7mila (7.138) i biglietti staccati, invece, per visitare i musei di Palazzo Pitti. Merito anche del programma Rinascimento di Boboli, una serie di interventi per rendere ancora più suggestivo e godibile il giardino storico che nell’Oltrarno fiorentino cinge e abbraccia Palazzo Pitti, l’ex reggia dei Granduchi.

La collezione di agrumi di Boboli è una delle più importanti in Europa a livello botanico. Con le sue circa 500 piante coltivate in vaso, appartenenti a circa 60 varietà diverse,  parte delle quali di varietà medicee, è un angolo di paradiso e un angolo dove si respira il Rinascimento italiano. Nel 2018 ha attirato 1.188.409 visitatori nel 2018 (+9% rispetto all'anno precedente). Il Giardino  è sotto tutela Unesco dal 2013.

Il terreno dove sorge fu acquistato nel 1418 da Luca Pitti, costruttore dell'omonimo palazzo, destinato a divenire Reggia dei Granduchi. Nel corso del 1500 fu acquistato da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I,  e ben tre famiglie (Medici, Lorena, Savoia) hanno messo mano ai suoi fiori, ai suoi vialetti, alle sue geometrie eleganti. Nei suoi 30 ettari di parco ci sono oltre 3000 piante ad alto fusto presenti, tra le quali abitano circa 300 statue.

Furono i Medici dal 1500, a curarne per primi la sistemazione, creando il modello di giardino all'italiana che divenne esemplare per molte corti europee. La vasta superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all'aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte, prima fra tutte quella celeberrima realizzata da Bernardo Buontalenti, e di grandi fontane, come quella del Nettuno e dell’Oceano. Le successive dinastie Lorena e Savoia ne arricchirono ulteriormente l’assetto, ampliandone i confini che costeggiano le antiche mura cittadine fino a Porta Romana. Di notevole suggestione visiva è la zona a terrazzamenti dove si trova il settecentesco padiglione del Kaffeehaus, raro esempio di architettura rococò in Toscana o la Limonaia, costruita da Zanobi del Rosso fra il 1777 e il 1778.

Con fondi della Regione Toscana sarà presto restaurato il Giardino “segreto” delle Camelie, di oltre 300 metri quadrati, che si erge su un lembo di terra stretto e lungo, situato sul lato di ponente di Palazzo Pitti che oggi versa in stato di abbandono (i bastioni hanno segni di cedimento strutturale). I lavori sono previsti nel biennio 2020 -2021. Conclusi invece i restauri dell’esotico giardino della Botanica superiore.

Grande cura è ovviamente dedicata al patrimonio arboreo di Boboli, che conta centinaia di alberi plurisecolari: è in corso un accurato programma di monitoraggio e valutazione di stabilità delle piante di alto fusto, con la sostituzione di eventuali esemplari che non rispondono ai requisiti di sicurezza o arrivati a fine ciclo.

“Il Giardino richiede una cura costante ed un lavoro grande, continuo e spesso silenzioso – spiega  la coordinatrice del parco Bianca Maria Landi - con l’apertura del Giardino della Botanica Superiore vogliamo però dare voce ad un’altra delle identità di Boboli, perché crediamo fortemente nel valore dell’educazione alla bellezza e perché il Giardino sia sempre di più un luogo dove aver voglia di sostare e trattenersi, per poterne comprendere gli equilibri avvicinandosi con la giusta attenzione e rispetto”.

E' stato messo intanto in cantiere anche il progetto di apertura nel giardino della ‘Gelateria Buontalenti’ (dal nome del celebre architetto che proprio a Boboli creò la ‘Grotta Grande’, e che nel ‘500 inventò il ‘dolce ghiacciato’, precursore del gelato moderno): sorgerà nel prato dei Castagni, collocato nella parte alta del parco, in un edificio di fine ‘800.

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