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Il Giardino di Boboli, paradiso della botanica

Il parco che cinge Palazzo Pitti, ex reggia dei Granduchi, diventa anche Giardino Letterario

Boboli,  è il giardino storico che nell’Oltrarno fiorentino cinge e abbraccia Palazzo Pitti, l’ex reggia dei Granduchi. Nelle sue varie parti rinascimentali e barocche Boboli è stato per secoli il modello a cui si sono ispirati tutti gli altri giardini di corte in Europa, incluso quello di Versailles.

Boboli appartiene all’European Route of Historic Gardens ed è Patrimonio Unesco dal 2013. E' un vero e proprio museo all’aperto  unico al mondo, con uno straordinario patrimonio botanico, e un impianto paesaggistico e architettonico che ospita, tra i suoi viali, aiuole e boschetti, una collezione di oltre 300 sculture dell’età classica, del Rinascimento e del Barocco.

 

Da vedere la collezione di agrumi di Boboli, che è una delle più importanti in Europa a livello botanico. Con le sue circa 500 piante coltivate in vaso, appartenenti a circa 60 varietà diverse,  parte delle quali di varietà medicee, è un angolo di paradiso e un angolo dove si respira il Rinascimento italiano. 

Del giardino scrisse anche Herman Hesse, in Storie di vagabondaggio ''Wanderung''.

“Quando penso a Firenze la prima immagine che ricordo non è il Duomo o l’antico Palazzo della Signoria, ma il piccolo stagno con i pesciolini rossi nel Giardino di Boboli. Là, durante il mio primo pomeriggio fiorentino, mi capitò di parlare con alcune donne e con i loro bambini e ascoltai per la prima volta il dialetto fiorentino; e fu la prima volta che sentii davvero quella città, che tanti libri mi avevano reso familiare, come qualcosa di reale e vivo, come una città con cui potevo parlare e che potevo afferrare con le mani” (Hermann Hesse)

Scrittori, poeti, filosofi e artisti nei secoli hanno visitato il Giardino di Boboli e ne sono rimasti affascinati. Eugenio Montale era solito andarci quando viveva a Firenze, per declamare poesie alla sua musa. Lo amavano anche Henry James che ne parla nel suo “taccuino di viaggio”, Dostoevskij  e Goethe che rimane a Firenze per poche ore, ma trova il tempo per visitare il Giardino Granducale. Da sempre luogo dell’immaginazione, Boboli ha ispirato opere, anche in tempi recenti, di scrittori popolarissimi come Dan Brown.

Proprio per il fascino esercitato sull'intellighenzia europea è nato “Boboli Giardino letterario": il martedì e giovedì (a partire dal 18 maggio), percorsi in italiano e inglese che raccontano il Giardino visto con gli occhi di grandi scrittori. I gruppi, massimo 10 persone per data, seguiranno l’ordine di ricevimento delle mail. La visita dura circa due ore. Prenotazione obbligatoria anche via mail: ga-uff.eventiboboli@beniculturali.it

La storia di questo giardino inizia nel 1418 quando il terreno fu acquistato da Luca Pitti, costruttore dell'omonimo palazzo, destinato a divenire Reggia dei Granduchi.

Nel corso del 1500 fu acquistato da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I,  e ben tre famiglie (Medici, Lorena, Savoia) hanno messo mano ai suoi fiori, ai suoi vialetti, alle sue geometrie eleganti. Nei suoi 30 ettari di parco ci sono oltre 3000 piante ad alto fusto presenti, tra le quali abitano circa 300 statue.

Furono i Medici dal 1500, a curarne per primi la sistemazione, creando il modello di giardino all'italiana che divenne esemplare per molte corti europee.

 

La vasta superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all'aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte, prima fra tutte quella celeberrima realizzata da Bernardo Buontalenti, e di grandi fontane, come quella del Nettuno e dell’Oceano. Le successive dinastie Lorena e Savoia ne arricchirono ulteriormente l’assetto, ampliandone i confini che costeggiano le antiche mura cittadine fino a Porta Romana.

Di notevole suggestione visiva è la zona a terrazzamenti dove si trova il settecentesco padiglione del Kaffeehaus, raro esempio di architettura rococò in Toscana o la Limonaia, costruita da Zanobi del Rosso fra il 1777 e il 1778.

 

Con fondi della Regione Toscana sarà presto restaurato il Giardino “segreto” delle Camelie, di oltre 300 metri quadrati, che si erge su un lembo di terra stretto e lungo, situato sul lato di ponente di Palazzo Pitti che oggi versa in stato di abbandono (i bastioni hanno segni di cedimento strutturale). I lavori sono previsti nel biennio 2020 -2021. Conclusi invece i restauri dell’esotico giardino della Botanica superiore.

Grande cura è ovviamente dedicata al patrimonio arboreo di Boboli, che conta centinaia di alberi plurisecolari: è in corso un accurato programma di monitoraggio e valutazione di stabilità delle piante di alto fusto, con la sostituzione di eventuali esemplari che non rispondono ai requisiti di sicurezza o arrivati a fine ciclo.

Il Giardino di Boboli è aperto dal lunedì alla domenica (ad eccezione del primo e l’ultimo lunedì del mese) dalle ore 8,15 alle 18,30. Tutte le informazioni sul  sito web ufficiale delle Gallerie degli Uffizi o al numero 055294883.

 

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