Scienza, Ambiente & Salute

Le virtù del Mango, frutto degli dei

di Laura Bonelli

C’è un frutto che ha il colore del sole d’agosto e un gusto  che ricorda la pesca, l’arancia e la rosa tutti assieme, arriva dall’India ma viene coltivato anche nella nostra Sicilia. Si tratta del mango, uno dei vegetali più conosciuti della famiglia delle  Anacardiacee, assieme al suo piccolo cugino pistacchio.

Il sapore e il profumo sono tanto intensi da sprigionare una forza, che, secondo una teoria che intravede l’azione delle piante sulla nostra parte emozionale, è in grado di supportare l’individualità contro le caratteristiche mostruose dell’uomo, contro chi cerca di prosciugarci l’energia. Sarà forse l’abbondanza di vitamine contenute ad accrescere la vitalità, poiché in esso si trovano la A, C e molte vitamine del gruppo B. Oltre a queste non mancano neppure i minerali, come il potassio e il calcio.

Dal suo territorio d’origine arriva una bella storia antica che lo vede protagonista di una lotta fra dei. Narada, un uomo saggio ma anche scaltro decise di salire al monte Kailash e portare in dono un mango al dio Shiva e a sua moglie Parvati spiegando che quel frutto era particolare: donava saggezza e sapere, ma solo se mangiato intero da una sola persona. Parvati ringraziò Narada, ma rifiutò il dono dicendo che se non avesse potuto condividerlo con Shiva non avrebbe saputo che farsene. I due figli degli dei, Ganesha e Kartikeya,  videro il frutto profumato e succoso e desiderarono contenderselo. Shiva si arrabbiò molto con Narada perché capì che l’uomo stava portando scompiglio, ma si arrese e stabilì una gara tra i due. Chi avrebbe percorso più velocemente per tre volte il giro del mondo avrebbe avuto il mango per sé.
Kartikeya volò con un pavone attorno al pianeta, convinto che avrebbe vinto, ma al suo ritorno trovò il fratello con il frutto in mano.
“Come hai fatto ad essere più veloce di me?” domandò stupito. Ganesha spiegò che aveva chiesto ai genitori di mettersi uno vicino all’altra e aveva girato attorno a loro per tre volte, perché, per lui, Shiva e Parvati erano tutto il suo mondo. Kartikeya sorrise approvando l’intelligenza del fratello e Ganesha alla fine gli regalò il suo mango. La storia insegna che su questa terra ci sono uomini che devono percorrerla tutta per acquisire conoscenza, mentre ad altri basta solo guardare dentro di sé.
E dall’India arriva anche una deliziosa ricetta perfetta per assaporare il mango. Si tratta del lassi, una bevanda a base di yogurt, qui nella versione che contiene il frutto vinto da Ganesha.

 

La ricetta | LASSI AL MANGO
 
1 mango maturo
5 cubetti di ghiaccio
1 vasetto di yogurt bianco intero da 125 ml
Un pizzico di cardamomo macinato
Un cucchiaino raso di zucchero o malto di riso o succo d’agave
Acqua all’occorrenza

Sbucciare il mango e tagliarlo a dadini. Frullarlo poi aggiungere il ghiaccio e lo yogurt e frullare ancora. Aggiungere un pizzico di cardamomo, lo zucchero e, se troppo denso, qualche cucchiaio d’acqua.


Autore: Laura Bonelli

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)