Scienza, Ambiente & Salute

Olio del Garda: è una buona annata

Sa di erba fresca, fieno, carciofo e mandorla

Si preannuncia una buona annata per la coltivazione dell'olivo in Trentino che nel 2019, per una serie di concause climatiche e agronomiche, ha visto una perdita del prodotto di circa il 90%. I tecnici della Fondazione Edmund Mach spiegano che le prospettive quest'anno sono di una ottima fioritura, buona allegagione e si spera in un’altrettanta produzione di olive.

Il territorio del Garda è il cuore di un piccolo sistema olivicolo, meno dello 0,5% della produzione italiana, noto in Italia e nel mondo per la produzione di oli extravergini di qualità. Alla olivicoltura trentina, una realtà da 1.800-2000 tonnellate di olive, da cui si spremono mediamente 270-280 tonnellate di olio extravergine di oliva, è dedicata la pubblicazione edita dalla Fondazione Edmund Mach che sintetizza le ultime ricerche e sperimentazioni sviluppate negli ultimi anni.

L’olio Extra Vergine di Oliva Garda è un prodotto DOP che si distingue per il sapore delicato e caratteristiche organolettiche precise: colore dal verde al giallo più o meno intensi, un odore e un sapore fruttato con una acidità massima dello 0.5%.

Sa di erba fresca ma anche di fieno, rimanda al carciofo ma ha anche un retrogusto di mandorla. Insomma nel panorama degli oli italiani è qualcosa a sè. Le olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta “Garda” provengono dai territori olivati delle province di Brescia, Verona, Mantova e Trento.

 

 

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)