Arte, Cultura & Spettacoli

Rossini 150, Pesaro celebra il grande compositore

2018, 150° dalla morte di Gioachino Rossini

Bisogna dire che Gioachino  Rossini era certamente uomo pacioso e dotato di senso di humour oltre che il grande musicista compositore a cui dobbiamo partiture che hanno reso l'Italia del bel canto celebre in tutto il mondo. Diceva di aver pianto tre volte  nella sua vita: per i primi fischi ricevuti con l'opera buffa “La Cambiale”, ascoltando il violino di Paganini, e  durante un gita in barca quando un tacchino ripieno di tartufi cadde in acqua. Tutto il resto fu dunque affrontato con quel sorriso che da queste parti è più romagnolo che marchigiano. Dell'Europa del tempo, peraltro non ancora nata, il pesarese fornisce una curiosa e simpatica definizione descrivendo le note musicali con le pulsioni degli stati nazionali del tempo:

l'Austria piena di debiti aborrisce il do
la Prussia sempre indecisa non dice mai si
il Papa fa gli ultimi sforzi per essere re
l'Inghilterra in qualunque questione risponde mi
l'Italia guardando Venezia dice
il temporale per non cadere vorrebbe fermare il sol
e in mezzo a tante ciarle la sola Francia... fa

Lo scritto autografato è esposto nel piccolo Museo della Casa natale del grande pesarese dove una visita è d'obbligo in questo 2018. Sono 150 gli anni trascorsi dalla morte di Gioachino Rossini (Pesaro 29 febbraio 1792 – Parigi 13 novembre 1868), e quindi il 2018 è stato dichiarato per legge “anno rossiniano”.

Le celebrazioni coinvolgono Pesaro, Urbino e Fano, nelle Marche, dal 12 luglio al 18 novembre, con la mostra diffusa “Rossini 150”. L’esposizione è stata ideata dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane, è promossa da Comune di Pesaro, Comune di Urbino, Comune di Fano, in collaborazione con la Regione Marche, e organizzata da Sistema Museo. Un progetto inter-istituzionale che ripropone la promozione territoriale allargata già sperimentata con successo nel 2017 con la mostra diffusa “Rinascimento Segreto” che ha affermato un'identità marchigiana forte, la valorizzazione dei beni culturali e l’incentivazione del turismo.

L’evento si avvale inoltre dell’importante collaborazione con la Fondazione G. Rossini, il Conservatorio Statale di Musica “Gioachino Rossini”, il Rossini Opera Festival, l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, istituzioni pesaresi, e con il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Accademia dei Musici, struttura artistico musicale di ricerca e divulgazione della musica classica, che opera principalmente nelle Marche.

Articolato in tre sedi, il percorso “Rossini 150” mantiene una omogeneità di fondo ed esplora aspetti particolari della vita, dell’opera, dei luoghi e più in generale del tempo di Rossini. L’allestimento suggestivo e originale offre al visitatore un’esperienza unica. Un viaggio nel mondo rossiniano per scoprire la figura del maestro nella versione più completa e autentica possibile.

Pesaro, città natale del Cigno, ospita a Palazzo Mosca – Musei Civici la mostra “Pesaro racconta Rossini”, esposizione esperienziale e multimediale, con percorso narrativo a cura di Emanuele Aldrovandi, che vuole far rivivere la complessa vicenda biografica del compositore e far apprezzare al meglio le sue intramontabili opere. Viene inoltre riesposta integralmente la prestigiosa collezione Hercolani-Rossini, composta da 38 dipinti e un marmo, pervenuti a Gioachino in punto di morte per ripagare un suo prestito ai nobili bolognesi Hercolani. Infine il Conservatorio G. Rossini, in collaborazione con l’Ente Olivieri e la Fondazione G. Rossini, cura una ricca sezione documentaria che ripercorre la propria storia a partire dalla nascita, nel 1882, per volontà del maestro.

A Urbino, nella sede di Palazzo Ducale, Sale del Castellare, si prosegue con la mostra a cura di Vittorio Sgarbi, “Gesamkunstwerk: Pelagio Palagi e Gioachino Rossini”, dedicata alle opere del noto e apprezzato pittore bolognese Pelagio Palagi; disegni, dipinti e ritratti (in gran parte inediti), provenienti dalle Collezioni della Fondazione Carisbo, dalla Fondazione Cavallini Sgarbi e da gallerie e raccolte private, documentano il “secolo” rossiniano tra neoclassicismo e romanticismo.

Nella città di Fano, al Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti, la mostra “Rossini, il teatro, la musica” prende spunto dall’esibizione fanese del piccolo Gioachino per conoscere l’innovativo teatro barocco di Giacomo Torelli e per raccontare la tematica della scrittura musicale di colui che diventerà un genio assoluto in questo campo. L’esposizione di autografi a cura della Fondazione G. Rossini e la guida all’ascolto della musica, con proiezione di video in grande scala, consentono ai visitatori di entrare in contatto con l’opera e comprenderne le partiture.

Pesaro con la casa museo resta il fulcro. Arrivando nella casa natale si ammirano tante chicche: la poltrona del Barbiere di Siviglia (donata dall'ex-ministro Franceschini), la cucina  e le stanze interne. Una guida virtuale  permette la “Rossini Experience”:  un attore che personifica il musicista spiega che il pavimento è proprio quello sul quale il piccolo Gioachino trotterellava, e i segreti delle sue opere che si possono ascoltare appena entrati, come se si fosse a teatro. Sono esposti i libretti e anche il curioso testamento dove il musicista dona tutto alla moglie e alla Città di Pesaro, lasciando qualcosa anche al suo fedele cameriere, poi però qualcosa deve andare storto e con una postilla la liberalità verso il dipendente viene revocata.

Pesaro è la città della Musica, e Rossini si respira ovunque: si intravvede persino nelle tante istituzioni dedicate alle arti da Palazzo Olivieri oggi sede del Conservatorio Musicale 'G. Rossini' al teatro fino al cinema sperimentale. Della memoria del grande musicista la Pesaro odierna è piena e giustamente orgogliosa. A Rossini è dedicato l'ottocentesco Teatro 'G. Rossini', opera dell'architetto Pietro Ghinelli, inaugurato nel 1818 (che quindi compie 200 anni!) e oggi una della sedi dell'annuale Rossini Opera Festival.

Pesaro è anche città di nobile storia. Sorta alla foce del Foglia, da cui prese il nome antico (Pisaurus) e si affaccia sul mare Adriatico. La “palla” (come la chiamano i pesaresi) scolpita da Pomodoro per significare il mondo che si corrompe è ormai il suo simbolo. La fontana affacciata sul lungomare comunica una grande armonia: non puoi immaginare il mare agitato sostando ad ammirarla ma i frangiflutti costruiti dall'uomo dicono che da queste parti il mare quando si arrabbia fa sul serio erodendo la costa.

Abitata  fin dal sec.VI a.C. in quanto scalo marittimo, fu facile approdo per i romani che la fortificano con mura ad impianto rettangolare e vi costruiscono sui due assi del cardo e del decumano, individuabili oggi nelle attuali vie S. Francesco e corso XI Settembre con  via Branca e via Rossini. Dopo le scorribande di Goti e Longobardi entra nell'orbita della Chiesa prima del risveglio come libero comune nella prima metà del XII secolo. Come spesso accade non fu amica dei suoi vicini, mirando ad espandersi verso Fano con un ramo dei Malatesta detti anche Guastafamiglia (a questa famiglia appartenevano anche Paolo e Francesca uniti da tragico amore). La famiglia ebbe però il merito di  promuovere l'arte e quando entrano gli Sforza (1445) la corte malatestiana è già illuminata. Sono gli anni in cui prende forma Palazzo Ducale poi saranno i  Della Rovere a far entrare Pesaro nel ducato di Urbino, con la quale diventa capoluogo della Legazione Pontificia

Il sistema museale offre importanti incontri. Da vedere la splendida collezione di ceramiche istoriate costituenti oggi il Museo delle Ceramiche, annesso ai Musei Civici, dove nella Pinacoteca è esposto quel capolavoro assoluto che è la 'Pala di Pesaro' di Giovanni Bellini (detto Giambellino).

Curiosa la stupenda chiesa romanica di via Branca che certamente pone qualche domanda. Se uno vuole entrare d'istinto per accendere una candela, capirà di aver sbagliato porta: incontra infatti un bancomat. Presto spiegato: la Chiesa  a causa di un terremoto vide crollare una delle sue navate, che non venne più ricostruita. La Chiesa venne poi sconsacrata e diventò fiancata del palazzo delle Poste che si affaccia sulla grande piazza con tutt'altra impronta architettonica, dentro un quadrilatero istituzionale costituito da altri due importanti palazzi: Comune e Prefettura. Il sorriso che a Rossini non mancava mai, è davvero la dimensione più naturale per vivere Pesaro. Basta pigliare un aperitivo da Harnold's nella piccola piazza del Teatro per sperimentarlo.

 

ROSSINI 150 12 luglio – 18 novembre 2018

''Pesaro racconta Rossini''
A cura del Conservatorio G. Rossini e di Emanuele Aldrovandi

PESARO Palazzo Mosca – Musei Civici

''Gesamkunstwerk: Pelagio Palagi e Gioachino Rossini''
A cura di Vittorio Sgarbi

URBINO Palazzo Ducale, Sale del Castellare

''Rossini, il teatro, la musica''
A cura della Fondazione G. Rossini

FANO Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti

info prenotazioni e biglietti: www.mostrarossini150.it

 


Autore: Corona Perer

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