
Convivenza uomo-lupo, l'allarme c'è
Trentino Alto Adige - La convivenza uomo-lupo
Il 9 agosto 2024 il presidente della Provincia di Bolzano ha firmato un'autorizzazione per il prelievo di due lupi in Alta Val Venosta. Il TAR di Bolzano ha subito accolto l’istanza delle associazioni animaliste fermando l’abbattimento dei due lupi ordinato dalla Provincia di Bolzano in quanto i lupi sono una specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat e della Convenzione internazionale di Berna.
Dati ISPRA e dati Provincia Autonoma di Trento dicono che i lupi in Italia attaccano le persone oltre il doppio delle volte rispetto agli orsi. Secondo il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento negli ultimi 150 anni in Italia sono documentate 9 aggressioni da orso nei confronti dell'uomo, di cui una fatale nel 2023. Tutte avvenute in Trentino.
Per quanto riguarda invece gli attacchi da lupo, sempre negli ultimi 150 anni (ossia dal 1875) in Italia solo le persone predate e uccise, ossia esclusi i feriti sopravvissuti, sono state almeno 5 (donna, 1914, Roccaraso; uomo, 1917 circa, Palena; donna, 1922, Rivisondoli; uomo, 1922, Cittaducale; uomo, 1923, Marradi). Fonte, lo zoologo prof. Giuseppe Altobello. ossia proprio colui che individuò, oltre alla sottospecie orso bruno marsicano, la sottospecie Canis lupus Altobello, poi rinominata Canis lupus italicus Altobello.
Il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento però curiosamente spiega che il lupo è un animale schivo ed elusivo di per sé, non attacca l’uomo, non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui allontanarsi velocemente. Ma recentemente l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), branca scientifica del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, ha ufficialmente dichiarato che a causa dell'aumento del numero dei lupi (l'Italia è lo stato europeo com il maggiore numero di esemplari) si è generata una paura nei confronti di questa specie. Almeno 220 lupi popolano la Provincia Autonoma di Trento,
Secondo l'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali, nell’arco temporale 2017-24, sette sono stati gli individui di lupo che hanno manifestato un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, realizzando 19 aggressioni, tra cui gli 11 attacchi di una singola lupa registrati a Vasto nell’estate del 2023. A questi eventi si aggiunge il recente caso di Agnone, in Provincia di Isernia, avvenuto lo scorso 10 giugno, nel quale una femmina di lupo ha morso una ragazza ed è stata immediatamente catturata e trasferita in un recinto del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Quindi 20 attacchi con feriti! Da notare che i casi citati da ISPRA sono solo quelli accertati in base all'esame del DNA, quando fatti. Il conteggio degli attacchi della sola lupa di Vasto in realtà è di 15, solo che gli esami del DNA sui feriti prima non erano stati fatti durante le cure ospedaliere.
Da notare che recentemente solo per fortuna non ci sono state vittime da lupo in Italia. La lupa di Vasto in due occasioni attaccò, ferì e tentò di trascinare via, addirittura di giorno e sulla spiaggia, due bambini di 4 anni, salvatisi solo perché i genitori li trattennero disperatamente tenendoli per le gambe. Un bambino di 5 anni invece, addirittura in un parco pubblico dentro la città di Roma, fu ferito ma salvato, e a fatica, solo dall'intervento dello zio e di un gruppo di nove adolescenti. Da notare che ad oggi nessun lupo è mai stato abbattuto legalmente in Italia – persino quelli che hanno ripetutamente attaccato esseri umani, anche con tentativi di predazione di bambini rimasti feriti, come a Vasto, Roma, Casalbordino, Finale Ligure –, nonostante sia previsto in deroga da anni dall'art. 16 della Direttiva Habitat, deroga largamente applicata da altri stati soggetti (la stessa dell'Italia, ma da noi non si fa), a questa Direttiva. Secondo diversi studiosi, il regime di protezione in vigore ormai da decenni ha ridotto o fatto scomparire nel lupo la paura nei confronti dell'uomo, come evidenziato dall'aumento dei casi di lupi confidenti che non fuggono immediatamente ma che anzi tollerano la vicinanza dell’uomo anche a distanze ridotte, pure di giorno e persino dentro città come Roma e Milano.

(Foto: Unsplash by Bz Provinz)
L'ISPRA ha sempre dichiarato che lupi e orsi sono pericolosi, e pure il dr. Andrea Mustoni, del Parco Naturale Adamello Brenta e che è stato il coordinatore tecnico del progetto LifeUrsus e ha gestito il processo di reintroduzione degli orsi sulle Alpi (o meglio, nei fatti, nel Trentino...). Mustoni dichiarò e dichiara tuttora: "Ho sempre detto, e l'ho anche scritto nei miei libri, che prima o poi gli orsi avrebbero aggredito qualcuno, l'avrebbero ucciso. La cattura degli orsi problematici, seguita dall'ergastolo, non funziona, e l'unica soluzione è l'abbattimento".
Visto che ogni esemplare può mutare comportamento, tutti gli orsi del Trentino sono potenzialmente pericolosi, nessuno escluso. L'orso non è "cattivo" ma neppure "buono", come invece tanti, giornali inclusi, cercano di spacciare, insieme a chi con il business dei grandi predatori continua a lucrarci. Ma, ripetiamolo, il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara anche dove ci sono gli orsi è possibile raccogliere funghi, andare a caccia, raccogliere la legna, andare a passeggio, fare sport, lasciare liberi i bambini.
Si fa sempre un paragone come gestione, da parte degli animalisti/ambientalisti, del Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti. Ebbene questo parco è vasto 8.983 km² (1/3 più grande della Provincia di Trento, ossia più della Corsica, e ha spazi selvatici immensi) ma ha solo 124 lupi e circa 150 orsi bruni! E in quel parco i residenti sono solo 1.057 (millecinquantasette) e non esistono allevamenti di bestiame. E i lupi e orsi problematici e pericolosi per l'uomo vengono abbattuti dalle autorità, subito e senza scampo. Visto che la gran parte degli orsi vive solo in una parte della Provincia Autonoma di Trento, lì ogni esemplare ha a disposizione solo 23 km² circa (per capire, meno di 5 km per 5), che è nulla se si considera che nel famoso Parco Nazionale di Yellowstone ogni orso bruno ha invece a disposizione 60 km². Con la differenza che il numero annuale di turisti a Yellowstone è decine di volte inferiore a quello del Trentino.
Ma torniamo in Alto Adige. Il Corpo forestale provinciale ha autorizzato al prelievo dei due lupi (tali autorizzazioni alla rimozione degli animali sono valide per 60 giorni dalla data della firma). L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) aveva dichiarato il prelievo conforme alla legge provinciale, ma non ha fornito una valutazione.
Convivere con il lupo richiede strategie scientifiche anziché abbattimenti rapidi; la specie Canis lupus è importante per l'ecosistema e non la causa dei problemi agricoli - sono critiche molto severe quelle espresse da due esperti in due interviste per il Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige sulla decisione dell'UE di ridurre lo status di protezione da “rigorosamente protetta” a “protetta”.
Ora nell'UE sarà più facile abbattere i lupi. Ad agosto 2025, a Strasburgo, la maggioranza nel Parlamento europeo ha votato a favore della riduzione dello status della specie Canis lupus da “rigorosamente protetta” a “protetta”. Il declassamento ha suscitato reazioni controverse in Europa: apprezzato da ambienti conservatori e agricoli, è invece criticato da rappresentanti della scienza e dell’ecologia.
Il nuovo status consente maggiori margini di intervento (come abbattimenti selettivi, un’eliminazione di individui problematici era possibile anche prima), ma non autorizza la caccia indiscriminata e sottolinea che ogni misura deve comunque garantire la conservazione della specie. Critica la recente decisione dell’Unione Europea come basata su motivazioni politiche piuttosto che scientifiche, evidenziando il ruolo simbolico del lupo nelle tensioni tra mondo rurale e politiche ambientali.
Secondo Francesco Romito (Associazione Io non ho paura del lupo), abbattere i lupi non risolve i conflitti con l’allevamento, può peggiorare il bracconaggio e destabilizzare i branchi. Propone invece una gestione basata su prevenzione, educazione e coinvolgimento delle comunità locali. Inoltre, segnala che la semplice conta dei lupi non è indicativa: conta la distribuzione e la stabilità ecologica, che in Alto Adige è ancora precaria.
Infine, avverte che la perdita dello status di protezione rigorosa potrebbe compromettere i rimborsi UE per i danni da predazione. Per Romito, la convivenza con il lupo è possibile solo con strumenti scientifici, prevenzione concreta e supporto a chi gestisce allevamenti, evitando soluzioni affrettate come gli abbattimenti indiscriminati.
Prima della nuova normativa in Austria si sarebbero concessi già abbattimenti in violazione delle leggi europee. Nonostante il lupo sia ancora protetto dalla legge, in Austria verrebbero autorizzati abbattimenti con facilità, spesso con motivazioni che ritiene deboli o pretestuose. I dati parrebbero dargli ragione: Tra il 2021 e il 2024 sono stati uccisi 36 lupi in Austria (con soli nove branchi), contro 20 in Germania in 25 anni (con 209 branchi).
La Corte di giustizia europea ha dichiarato illegali queste pratiche. Inoltre, aggiunge Pichler, per ostacolare i ricorsi delle organizzazioni ambientaliste, le autorità austriache ricorrerebbero a decreti, escludendo il controllo giudiziario, in violazione della Convenzione di Aarhus.
L'opinione pubblica europea, secondo sondaggi e petizioni, non considererebbe il lupo un grande problema. Tuttavia, in molti paesi, campagne mediatiche e politiche alimenterebbero paura e ostilità verso il lupo per fini elettorali e populisti. Il lupo verrebbe così strumentalizzato come capro espiatorio dei problemi del settore agricolo, nonostante sia una specie autoctona fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi.
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