Arte, Cultura & Spettacoli

Amedeo Modigliani, torna a Livorno

Omaggio a Dedo, nel centenario dalla morte, al Museo della Città

Amedeo Modigliani nella memoria collettiva sta nei volti delle sue donne: tante, dentro una vita fatta di amori, tradimenti, sregolatezze. L'artista torna nella sua Livorno con una mostra che celebra i 100 anni dalla morte. Chiuse gli occhi giovane e in povertà, senza sapere che il mondo lo avrebbe annoverato tra i grandi e che la casa d'aste Sotheby's - un giorno - avrebbe battuto per 31 milioni di dollari un suo quadro: accadde a New York nel novembre 2006.

Amedeo Modigliani, detto "Dedo", a Livorno  è nato e cresciuto. A Parigi lo chiamavano Modì. Uno straordinario protagonista della storia dell'arte "artista maledetto"  ancora oggi considerato uno dei grandi interpreti della pittura europea del Novecento.

Il 24 gennaio prossimo ricorrono i 100 anni della morte di Amedeo Modigliani e Livorno saprà rendere omaggio al suo cittadino più conosciuto, uomo che ha rotto gli schemi razionali e conservatori del suo tempo e che ha dedicato la sua breve vita alla ricerca di una personale dimensione artistica. Era il 22 gennaio 1920 quando Amedeo Modigliani veniva ricoverato, incosciente, all'ospedale della Carità di Parigi dove muore, due giorni dopo, all'età di 36 anni, di meningite tubercolare, malattia incurabile al tempo, che era riuscito, miracolosamente, a sconfiggere vent'anni prima.

A celebrarlo sarà la mostra  Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre presentata oggi, alla presenza del sindaco di Livorno Luca Salvetti, dell’assessore alla cultura Simone Lenzi, del curatore della mostra Marc Restellini e del coordinatore del progetto Sergio Risaliti.

Parigi fu teatro della sua grande, seppur breve, stagione artistica. Nei quartieri di Montparnasse e di Montmartre, Modigliani aveva stretto amicizia con Guillaume Apollinaire, Paul Guillaume, Maurice Utrillo. Era da tutti ammirato per la sua cultura, il suo fascino e il suo carisma. Grande rivale di Modì, così era conosciuto Amedeo a Parigi, era Pablo Picasso, che il pittore di Livorno ammirava e odiava. Picasso era però affascinato dal giovane artista italiano, e dalle sue opere in cui si rispecchiava tutta la bellezza dell’arte rinascimentale espressa con un linguaggio assolutamente moderno.

Modì incantava per il suo talento geniale e l'approccio intransigente all'arte, per la sua bellezza e per la sua passionalità mediterranea. La sua vita era però anche prigioniera dell’alcol e delle droghe e  “sopra le righe”: tante amanti, tra le quali le poetesse Anna Akhmatova e Beatrice Hastings,la sua giovane compagna, Jeanne Hébuterne, artista di talento che tutti adoravano, decide di accompagnarlo nella morte, nonostante aspettasse il secondo figlio da Amedeo.

Elvira era la musa-modella, "la Quique": intimamente legata al pittore tanto da comparire in numerosi dei suoi nudi, è intrigante (senza mai perdere in castità) . Quando non posava, frequentava con lui la Parigi bohemienne in cui il bel pittore italiano si era fatto notare per gli eccessi e la creatività.  Ciò che divise la modella prediletta dal suo artista fu un tradimento: Amedeo si invaghisce della bella e disinibita Beatrice figlia di un  filatore  londinese. "Non volermene" disse Amedeo ad Elvira. "Devo seguire il mio istinto come nell'arte rincorro l'ispirazione, ho bisogno di avventurarmi nell'universo femminile, esplorarlo, carpirne i segreti". Questo era Modì.

Nella Ville Lumière, immergendosi nell’avanguardia artistica di allora,  aveva trovato l’energia necessaria per essere invincibile, come artista, ma a Livorno Modigliani restò sempre legato, tanto da tornarci più volte nel corso della sua breve vita.

La mostra allestita al Museo della Città di Livorno fino al 16 febbraio 2020, è organizzata dal Comune di Livorno insieme all’Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno. E' curata da Marc Restellini con il coordinamento di Sergio Risaliti ed offre al pubblico l’occasione di ammirare ben 14 dipinti e 12 disegni di Modigliani raramente esposti al pubblico.  Sono eccezionalmente riuniti i dipinti e disegni appartenuti ai due collezionisti più importanti che lo hanno accompagnato e sostenuto nella sua vita. Paul Alexandre che per primo lo ha sostenuto a Parigi, e Jonas Netter che ha riunito, come un esperto e geniale collezionista, i più bei capolavori del giovane livornese.

Per il curatore, Marc Restellini: “La mostra è un ritorno a casa, sono felice di questa occasione e ringrazio e mi complimento con tutta l'Amministrazione per il coraggio e la rapidità delle scelte. Non poteva esserci decisione migliore di portare la mostra di Modigliani nella sua città nell'anniversario del centenario della morte”.

''Questa mostra è un’occasione unica e irripetibile. Un evento che per Livorno ha una valenza eccezionale. Amedeo Modigliani torna nella sua città natale'' afferma il Sindaco Luca Salvetti "la mostra è un’occasione unica e irripetibile: Livorno si è preparata ad ospitare tutti coloro che verranno a salutare il grande pittore. Piazza del Luogo Pio, che accoglie il Museo della Città dove è allestita la mostra, si è fatta bella e sarà un piacere attraversarla. Ha cambiato aspetto ed è diventata una vera e propria piazza europea con area pedonale, manto erboso, alberi e un grande portale alto 6 metri e largo 8 a forma del logo del Museo della Città, passaggio attraverso il quale si accede alla mostra".

A dimostrazione che la cultura nutre e rinnova le città.


Autore: Corona Perer

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