Monet, Tempesta a Sainte Adresse
Monet, Tempesta a Sainte Adresse
Arte, Cultura & Spettacoli

Claude Monet, centenario della morte

Monet, figura cardine della rivoluzione artistica impressionista

Parma, 23 gennaio 2026 - Monet fu figura cardine della rivoluzione artistica impressionista. Moriva nel 1926 e in questo anno si celebra il centenario da allora.

La luce fu elemento centrale nell’opera di Monet e degli Impressionisti, ma anche il riflesso di un’eredità artistica che, a cento anni dalla scomparsa dell’artista, continua a influenzare e ispirare il mondo dell’arte.

In Monet si respira  il clima di rinnovamento della prima metà dell’Ottocento, che vede la pittura francese ancora legata all’accademismo, ma già attratta dalla pittura en plein air praticata dalla Scuola di Barbizon. Gli artisti iniziano a sperimentare come la percezione influenzi la rappresentazione, con la luce che diventa elemento centrale e mutevole, capace di trasformare colori e atmosfere.

Nel centenario della morte del pittore francese Claude Monet (1840 – 1926), Parma accoglie la mostra ''Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard'', in programma dal 14 febbraio al 31 maggio 2026 nelle sale di Palazzo Tarasconi. L’esposizione, prodotta da Navigare S.r.l. con il patrocinio della Provincia di Parma, è curata dallo storico dell’arte Stefano Oliviero, e presenta più di 70 opere di oltre 30 artisti, provenienti da collezioni private italiane e francesi, tra le quali spiccano due dipinti di Monet, figura cardine della rivoluzione artistica impressionista.

Un focus speciale mette, infatti, in dialogo l’opera giovanile Tempête à Sainte-Adresse (1857 ca.) e un dipinto della maturità, Les Pêcheurs de Poissy (attr., 1882 ca.), offrendo uno sguardo privilegiato sull’evoluzione della poetica del Maestro, autore del celebre dipinto Impression, soleil levant (1872) da cui il movimento impressionista prese il nome, e sulle tecniche che hanno influenzato generazioni di artisti.

“La pittura come esperienza del momento”, una delle tre ree della mostra, è proprio dedicata al racconto della Belle Époque impressionista, con alcuni dei suoi immediati anticipatori e protagonisti in mostra: Eugène Boudin, maestro di Monet, Alfred Sisley, Paul César Helleu, Johan Barthold Jongkind, Henri Gervex, Giovanni Boldini. La pittura si concentra sulla percezione immediata, la luce naturale diventa il vero soggetto, la pennellata si frammenta, mentre il colore acquista autonomia, e la vita moderna entra pienamente nella pittura. Ogni dipinto diventa il risultato di un incontro tra occhio, luce e momento vissuto.

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