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Caorle a misura di bike

Turismo slow e tutto l'anno: ottima la laguna veneta

(foto e testo di Corona Perer) Quando si dice Caorle si dice mare, spiaggia e ombrellone, ma c'è molto, molto di più. Caorle è nel suo borgo storico marinaro, nella laguna, negli ampi spazi aperti, ideali per turismo slow tutto l'anno.

Caorle si scopre e si gusta facendo "anche" vita da spiaggia, quella più nota e conosciuta: ma l'entroterra di Caorle regala ai suoi visitatori un lato meno conosciuto, fatto di panorami vastissimi, dove l'occhio si perde contemplando orizzonti infiniti, tra canali e vaste aree coltivate.

Il Borgo Storico è delizioso con le case colorate. Non a caso il porto è dentro la città e a Caorle si arriva costeggiando un canale dove sono ormeggiati tutti i pescherecci e dove il pesce viene battuto all'asta ogni giorno al Mercato Ittico Comunale, quando i pescatori tornano dal mare con il prodotto del loro prezioso lavoro (singolare il rito: il prezzo di ogni bancale viene sussurato all'orecchio del battitore che deve ricordare a memoria offerta ed offerenti).

Ma per capire bene cosa sia Caorle e il suo territorio occorre affrontare i percorsi ciclopedonali, le oasi naturalistiche per il bird-watching, le dune sabbiose, le pinete secolari e le aree protette, teatro e riparo di una natura ricca di biodiversità con centinaia di specie di uccelli che qui scendono durante le loro migrazioni o stazionano per nidificare.

A Ca’ Corniani, sede  di una azienda agricola e di una cantina storica, si trova la ciclo-stazione, una piattaforma di biciclette ed e-bike di ultima generazione con guide specializzate per condurre alla scoperta dei percorsi ciclabili, sorti lungo i canali e i campi coltivati frutto delle bonifiche di primo Novecento. Un bellissimo anello ciclopedonale da 32 km, facile e accessibile  alle famiglie con bambini, come ai bikers più esperti, che è collegato al percorso GiraLivenza. Il bike tour di Ca’ Corniani si può fare con Carlo Stefanel, ottima guida e titolare di Bike & Go

Si parte dopo aver scoperto una delle più grandi aziende agricole d’Italia (fondata da Generali), e si pedala tra edifici storici, lunghi filari di tigli, campi coltivati  a mais, frumento o soja, vigneti, ripercorrendo la storia di un luogo sorto dal nulla.

Qui, per condurre le bonifiche, nacque dal nulla persino un paese per dare casa ai lavoratori e alle loro famiglie, con la scuola per istruire i figli dei mezzadri, mentre i loro genitori lavoravano per conquistare la terra strappandola alle acque malsane della laguna. Un meraviglioso esperimento sociale che oggi viene visitato e raccontato nella sua storia nel museo aziendale interno alla Cantina, da quelle stesse persone che, ancora viventi, ricordano le fatiche dei loro avi: 80 mezzadri su 1700 ettari di suolo da bonificare.

Lungo il percorso si incontra la prima storica idrovora che cambiò la storia di queste terre e avviò una gestione meccanica delle acque. Oggi al suo interno c'è un piccolo museo che racconta l'epopea delle bonifiche e i suoi eroi. Un'esperienza che si può fare tutto l’anno, specialmente in autunno, quando le miti giornate di sole rendono piacevole l’attività all’aria aperta, dando la possibilità di intraprendere lunghe pedalate.

I numerosi itinerari ciclopedonali che collegano la spiaggia all’entroterra offrono la possibilità di raggiungere ache un'area litoranea bonificata di  grande interesse ecologico: Valle Vecchia, in località Brussa, oggi sede di un centro di ricerca di agricoltura ecosostenibile creato dalla Regione Veneto  che ha permesso non solo di bonificare l'area ma di 'costruire natura' e zone umide. Questa area comprende anche un tratto di spiaggia selvaggia di Caorle  - raggiungibile su  due ruote o a piedi  - tra la pineta, le dune e il litorale sabbioso.

Questo territorio si estende per circa 900 ettari ed è delimitato sui quattro versanti da acque marine, lagunari e fluviali: un rifugio per gli amanti della natura, della tranquillità e del birdwatching grazie anche alle apposite altane che permettono di osservare tantissime specie di uccelli stanziali e migratori.

La laguna di Caorle, riconosciuta oasi naturalistica protetta e Sito di Interesse Comunitario, è una delle più vaste dell’Alto Adriatico e custodisce angoli inediti che raccontano una particolare identità storico-culturale: qui vissero i primi abitanti di Caorle, famiglie di pescatori che abitavano i casoni, tipiche strutture in legno e canna palustre ancora oggi visitabili.

I Casoni erano le antiche abitazioni dei pescatori o i depositi dei loro arnesi, la base logistica per affrontare le battute di pesca, quando era ancora notte. Oggi in alcuni di questi, si fa ittoturismo e ristorazione e si degusta il pesce pescato al mattino (leggi qui)
 
La laguna caorlese di gusta anche facendo sport lenti, in stretto contatto con la natura, in escursioni solitarie, lontane dal traffico e dagli affollamenti, magari in canoa o in una caolina a voga veneta (si rema in piedi).

E a sera... frittura di pesce. A Caorle è fantastico: lo propongono tutte le osterie. E' fritto bene e leggero. Tra spaghetti alle cozze, zuppa di pesce, grigliate miste non c'è che l'imbarazzo della scelta. A far la differenza è però sempre l'oste. Un consiglio? Andate da Bepi Sara, ottimo ristoratore, nonchè titolare dell'Hotel Sara nella spiaggia di Levante. Sorridente, simpatico: è lui il must di ogni piatto. Oppure all'Antico Petronia, dove il titolare sa sempre in anticipo cosa arriverà dal mare, mentre le barche stanno ancora rientrando dopo una notte di lavoro.

 


Autore: Corona Perer

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