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Giordania, il mondo secondo Madaba

La geografia antica in uno straordinario mosaico

Le ricerche archeologiche sui primi siti dell'antica cristianità in terra di Giordania, hanno  trovato una chiave di lettura straordinaria in un luogo della Giordania, l'antichissima Madaba situata ad appena 36 chilometri a sud-est di Amman.

Abitata da almeno 4.500 anni e menzionata nella Bibbia con il nome di Medeba, la città faceva parte del regno moabita, passato poi ai Nabatei e quindi incorporato nella Provincia romana dell'Arabia nel 106 d.C. (quando il regno nabateo viene conquistato dall'imperatore Traiano).

A Madaba si trova uno straordinario mosaico che è la fotografia del mondo cristiano dell'epoca. Conservato nella chiesa ortodossa di San Giorgio, narra grazie a due milioni di tessere colorate, la mappa di villaggi e città dove il messaggio cristiano era arrivato.

La  famosa mappa-mosaico di Madaba che rappresenta 27 città della Terra Santa, menzionate nell'Antico e Nuovo Testamento, a est e a ovest del fiume Giordano. Risalente al 560 d.C. raffigura la cristianità dell'epoca: dalle città fenicie di Tiro e Sidone a nord nell'odierno Libano, all'Egitto a sud e dal Mar Mediterraneo a ovest al Deserto Arabo a est.

La Terra Santa è riprodotta con molti interessanti dettagli. Gerusalemme compare al centro perchè era la città più importante: si riconoscono la Chiesa del Santo Sepolcro e il Cardo Maximus, un'ampia strada fiancheggiata da colonne e ci sono pure 157 didascalie in lingua greca. Tra le città della Terra Santa dell'epoca ci sono le giordane  Karak e Madaba.

Il mosaico è stato scoperto nel 1897 per caso: si voleva costruire una chiesa e si trovò invece la mappa di tutte le chiese antiche. E' un capolavoro di straordinaria bellezza ed importanza che testimonia anche la prima sede vescovile (dal V secolo in avanti Madaba ebbe un proprio vescovo) e l'abilità dei mosaicisti del tempo che lavoravano per le varie chiese del territorio circostante.

Certamente i ceramisti e i mosaicisti di Madaba (dove tuttora continua una scuola molto qualificata) ebbero un ruolo anche nella realizzazione dei mosaici di Umm Ar-Rasas, proclamata patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

foto: Umm al-Rasās chiamata anche Castrum Mefa'a (in latino) o Kastron Mefa'a (in greco-bizantino)

Il sito oggi coperto da una tettoia (non proprio suggestiva), racconta di una città, cinta da mura e menzionata nella Bibbia, fortificata dai romani, della quale restano oggi diversi edifici, tra cui chiese, un pozzo, scale e archi di pietra, oggetto di scavi e restauri. A vista si intravvede anche la più alta torre antica della Giordania (15 metri senza porte e scale interne) usata come luogo di eremitaggio dai primi monaci cristiani, oggi ricovero per stormi di uccelli.

Nella zona i turisti arrivano, ma non come questi luoghi meriterebbero. Incrementare il flusso è una delle intenzioni programmatiche del Ministero del Turismo giordano, nella consapevolezza di poter giocare un ruolo importante nel turismo religioso con siti che chiedono soste meditate e regalano emozioni per lo Spirito.
Antico e Nuovo Testamento si danno la mano sul Monte Nebo e il visitatore prova la grande emozione che fu anche dei tre Papi: Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger  e lo stesso Papa Bergoglio sono saliti da pellegrini.

La Croce intrecciata col serpente collocata in cima al Monte Nebo è stata creata dall'artista italiano Giovanni Fantoni. L'artista coglie felicemente due simboli: il serpente di bronzo forgiato da Mosè nel deserto e la crocefissione di Gesù.


Autore: Corona Perer

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