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Jerash, la Pompei d'Oriente

La città nascosta per secoli sotto la sabbia

(Corona Perer) - Jerash, l'antica Gerasa, ha più di 6500 anni.  Il suo massimo splendore si ebbe durante il dominio romano. Nascosta per secoli sotto la sabbia, è stata scavata e restaurata negli ultimi 70 anni  rivelando un ottimo esempio di urbanistica d'epoca romana. Per questo è chiamata anche la "Pompei d'Oriente". Vi si entra dall'Arco di Traiano.

La Giordania è una terra affascinante che ha sempre attratto gli antichi viaggiatori. Terra di passaggio di carovanieri, su scenari di grande bellezza e maestosità. Incanta la forza primordiale del deserto, i suoi colori, la sua mutevolezza, il verde improvviso che si apre su distese che sanno di sabbia, roccia, sole e sale. I suoi gioielli? Petra certamente, il deserto dove si incontrano i suoi pastori, il Mar Morto, il sinuoso e verde cammino del fiume Giordano che segna un confine carico di significati per l'umanità. E poi Jerash con i suoi magnifici colonnati.

Seconda soltanto a Petra tra le destinazioni preferite dei turisti in Giordania, si trova su una pianura circondata da aree boschive collinari e fertili bacini.

Conquistata dal generale Pompeo nel 63 a.C., cadde sotto il dominio dei Romani e fu annessa alla Lega della Decapoli, l'alleanza delle dieci grandi città romane. La città visse il suo periodo di massimo splendore sotto il dominio dei Romani, quando era nota con il nome di Gerasa; oggi è una delle città di epoca romana meglio conservate al mondo.

Costituisce una splendida testimonianza della grandezza e delle caratteristiche dell'opera di urbanizzazione condotta dai Romani nelle province dell'impero in Medio Oriente: strade lastricate, colonne, templi in cima ad alture, meravigliosi teatri, spaziose piazze pubbliche, bagni termali, fontane e mura interrotte da torri e porte cittadine.

La Giordania incantò i Turchi come i Romani, fu terra di commercio e di storia, ed è parte integrante della Terra Santa. Baciata quasi da una speciale benedizione vive in pace nell'angolo di pianeta più agitato. Ed è un viaggio dell'anima.

(reportages: 2015)

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