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L'Uomo della Sindone

Il libro di Marco Fasol e Corona Perer - Nel 2008 alla BBC rivelò: le analisi al carbonio 14 erano sbagliate

Un telo che reca l’immagine di un uomo alto più o meno 1,80 cm, con barba e capelli lunghi, muscoloso, visto di fronte e posteriormente. Un uomo che aveva subito la crocifissione

Quel lino, realizzato da un tessitore di qualità professionale, non era un telo qualunque: era di proprietà di un uomo riccoe Giuseppe di Arimatea lo era. Fu lui a richiedere a Pilato il corpo di Gesù e quel sudario probabilmente era suo: come lo avrebbe deposto senza? 
Le fibre di lino sono rintracciabili al Mediterraneo orientale o al Medio Oriente. La cucitura è identica a un artefatto trovato a Masada in Israele, datato tra il 40 a.C. e il 73. Il tessuto è stato datato tra il 300 a.C. e il 300 d.C.

I test chimici e biologici dimostrano che ci sono pollini tipici di Gerusalemme e soprattutto macchie di sangue sul sudario, del gruppo sanguigno AB e del gruppo antigene MNS. Inoltre, non ci sono pigmenti di vernice di alcun tipo sul sudario, eliminando la possibilità che il sudario sia una sorta di falsificazione artistica estremamente intelligente. E l'immagine ricreata con tecniche 3D è sconvolgente.
 

La Sacra Sindone è stata esposta e contemplata via streaming ai tempi del Covid.  E' l'immagine più famosa e controversa. Le nuove generazioni  della Sindone sanno poco o nulla o soltanto una cosa: che è un falso del Medioevo. Non è così e a dirlo sono stati gli stessi studiosi che lo avevano in un primo tempo sostenuto.

Nel 2008 dai microfoni della BBC ammisero che l’analisi al carbonio 14 (che alla fine degli anni '80 datò il telo al Medioevo) era non attendibile e persino “sbagliata”. 

“L’uomo della Sindone, un’immagine tra scienza e mistero” scritto da Marco Fasol e Corona Perer (ediz. Grafica, euro 12,00), allinea le evidenze scientifiche a favore e contro il prezioso telo con una tecnica originale. Gli autori si chiedono: cosa avrebbe dovuto sapere il falsario per farla così bene? Avrebbe dovuto conoscere la fotografia, conoscere e aver censito 56 pollini individuati sul telo e magari usare sangue di due cadaveri ma dello stesso gruppo sanguigno (perché è certo che le macchie sul telo siano di un uomo ferito e sanguinante).

Se Fasol tratta il telo da un punto di vista scientifico, Perer da giornalista ne analizza la portata sul piano della comunicazione alla luce del Vangelo di Marco riletto secondo la teoria della Comunicazione di massa. Papa Francesco ha venerato la Sindone nel 2015. Il sudario che avvolse il corpo di Gesù è sempre stato al centro di tesi contrapposte. E non smetterà di esserlo perchè è "il" mistero.

Ma cosa dice al credente di oggi questo reperto? "E' il  segno del bene che vince sul male, un messaggio di amore contro l'attuale crisi della società" dice l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. "E' un segno di speranza per le sofferenze del mondo, tra cui l'arcivescovo cita anche "gli estremismi e le violenze contro le persone innocenti".

Il dietro-front degli scienziati andato in onda la sera del Sabato Santo della Pasqua 2008, impressionò il mondo ma non ebbe la stessa presa mediatica che aveva avuto la loro errata analisi venti anni prima.

Al tempo stesso in questi ultimi 30 anni, varie scienze come archeologia, botanica, fisica e chimica hanno definito almeno dieci prove che fanno risalire il reperto con certezza al I° secolo d.C.

Cosa avrebbe dovuto sapere il falsario per farla così  bene? Avrebbe dovuto conoscere la fotografia, conoscere e aver censito 56 pollini individuati sul telo, 3 dei quali tipici di Gerusalemme. Impensabile per l'epoca. Ammissibile per chi ha fede e crede nella potenza del Mistero.

Il libro può essere richiesto a: info@giornalesentire.it

 

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