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Vanda Piffer, signora...in giallo

La rivincita del thrilling: esce il quarto episodio

E sono quattro: Grazia Corte, nata in Trentino-Alto Adige,  avvocato che ha lavorato anche come sceneggiatrice radiofonica, animatrice, fotografa e gallerista, ha creato un personaggio che piace ai lettori. La scrittrice è ormai al quarto dei suoi gialli venati di umorismo, che hanno per protagonista la vulcanica e spudorata Vanda Piffer.

Il successo è stato tanto inatteso quanto sostanzioso. Così, dopo l'esordio con “La beauty farm fatale” è uscito nelle librerie “Vanda Piffer e i delitti di Natale” e "Misfatti al Cucchiaio" ed il recentissimo  "Vanda Piffer e il giardino devastato" edizioni Disegnograve (con la nuova collana Segnogiallo).

La piccola casa editrice roveretana  con questo titolo ha inaugurato una nuova collana: Segnogiallo, dopo quelle varate negli anni scorsi: Scrittorillustratori, Volo libero e La Meduse s’amuse. Segnogiallo raggruppa per lo più autori italiani  con una caratteristica comune: sono scrittrici e scrittori che raccontano vicende noir ambientate in campagna, in montagna, in terre di confine e, in genere, lontano dalle grandi realtà urbane. Anche le trame sono di stampo classico, dove l’attività di indagine, sia pure aggiornata con i più moderni sistemi investigativi, ha per oggetto le relazioni umane, i risvolti psicologici, più che l’azione poliziesca.

I libri gialli che hanno per protagonista l’imprudente e vulcanica avvocata altoatesina Vanda Piffer, scritti da Grazia Corte alias Gloria Canestrini, hanno sempre al centro degli enigmi, dei misteri da svelare, criminali da smascherare e situazioni da risolvere: c’è anche la polizia, ma più che essere affiancate da questa investigatrice poco convenzionale, le forze dell’ordine ( con in testa il giovane ispettore Thomas Berger) sembrano affiancare lei. Abbiamo intervistato l'autrice.

Quali sono gli ingredienti fondamentali per un buon noir?
Ci vuole sempre un sottile umorismo, senza mai arrivare alla farsa. Vanda Piffer è un personaggio a tutto tondo, una donna con molti difetti ( nei libri emergono tutti) e qualche talento nel campo della logica e dell’intuizione.
E’, soprattutto, una donna coraggiosa e talvolta spericolata, che non si arrende mai.

Vita e finzione si intrecciano tra Vanda Piffer e Grazia Corte. Come è arrivata a scrivere dei gialli?
C’è un filo che unisce  tutto il mio lavoro  e solo oggi me ne rendo pienamente conto.  Mentre si scrive, si crea, è difficile stabilire nessi, forgiare piani e programmare temi di lungo periodo perché ci si concentra solo su quanto si sta realizzando (per quanto mi riguarda, in maniera quasi artigianale).  Così, a posteriori, posso dire che i  libri nei quali ho raccolto leggende e storie popolari,i radiodrammi,  le varie sceneggiature che nel corso degli anni si sono susseguite per i canali due e tre della Rai, i saggi e, da ultimi, i romanzi,  hanno una matrice comune che nasce dai miei studi sui processi seicenteschi  per “superstizione”, ma anche dalla mia professione.

C'è anche un’attenzione particolare ai luoghi. Quanto incidono nella narrazione?
L’ambientazione, il contesto, per me hanno sempre grande importanza, forse al pari dei personaggi. Anche i luoghi possiedono una storia e un’identità come le persone e le loro narrazioni sono strettamente intrecciate. Qualcuno, nel presentare i miei libri, ha evidenziato una tensione molto “politica” sottesa al racconto, dove il senso di giustizia anima le trame e pervade gli slanci dei protagonisti.

E questo viene invece dalla sua storia personale di Avvocata....
I libri gialli che ho pubblicato negli ultimi anni, che vedono agire  un’eroina dal carattere molto particolare come Vanda Piffer, rispecchiano certo una volontà riparatrice, di stabilire nessi e soprattutto di cercare soluzioni.
Credo anche che chi si dedica alla scrittura non possa che arricchirsi con l’impegno civile, con la partecipazione, con il confronto delle idee. Confrontarsi il più possibile con i lettori e raccogliere gli spunti che nascono da questo confronto è molto utile.

So che sta già lavorando al quinto episodio. E' così?
E' così. Il prossimo giallo, il quinto che ha per protagonista Vanda Piffer, ( Il titolo c’è, ma per scaramanzia rimane ancora segreto) la vedrà certamente alle prese con paurosi delitti da affrontare,  ma non con la pandemia. Non riuscirei mai a travasare questo dramma (nel quale purtroppo siamo ancora immersi)  in un’opera di fantasia, dove invece mi piace giocare a una serissima sfida con il lettore alla scoperta di un colpevole.  Riuscire a “rimettere a posto le cose”, almeno con l’immaginazione, è la vera dimensione e forse anche la vera  finalità del giallo.

Con la pandemia cosa le è mancato di più?
In questo ultimo anno ho purtroppo dovuto ridurre l’attività di presentazione nelle librerie e nelle fiere dedicate: sarebbe stato difficile  proseguire, per via delle restrizioni dovute alla pandemia. Questo aspetto del mio lavoro mi è molto mancato, perché stare di fronte al pubblico raccontando qualcosa di una trama, di un ambiente, di un personaggio,  è davvero molto stimolante. Talvolta queste sono anche occasioni per  dialogare anche sul nostro modo di vivere ( il genere giallo è speciale, perché affronta molti aspetti del vivere contemporaneo), sul carattere delle persone, sui nodi insiti nei rapporti.

C'è più attenzione al noir ultimamente, vero?
Sì, fortunatamente. In tutt’Italia ci sono dei piccoli club del giallo che leggono, recensiscono, pubblicano post, davvero coinvolgenti:  con uno di questi in particolare, ho un rapporto speciale perché ha letteralmente adottato Vanda Piffer! Ci sono molte rubriche che parlano di libri e intervistano gli autori. Di buono c’è che, con la pandemia, il numero dei lettori sembra aumentato e si può dire che sia un buon momento per l’editoria.
 

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Autore: Corona Perer

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