Attualità, Persone & Idee

Opera, Voci dal carcere oltre le sbarre

La scuola di vita di ''Leggere Libera Mente''

(Foto di copertina: Margherita Vitagliano) - La psicologa Barbara Rossi, è l’anima di una vera “scuola di vita”: Leggere Libera Mente è uno spazio in cui un gruppo di giornalisti e psicoterapeuti tiene regolari corsi di lettura dei classici, scrittura autobiografica, creativa, giornalistica, poesia e prosa ad una sessantina di persone recluse nel carcere di Opera. Momenti di confronto, di analisi che hanno dimostrato come la biblioterapia e la scrittura possono svolgere un ruolo importante nella vita del recluso.

Grazie al gruppo eterogeneo di persone sensibili che hanno condiviso le proprie competenze con l’unico scopo di occuparsi di progetti di promozione sociale, in carcere in particolare, passo dopo passo, la Casa di Reclusione è diventata un banco di prova e si è rivelata un eccezionale laboratorio creativo. Giornalisti, psicoterapeuti, filosofi, insegnanti, cultori di materie letterarie ed editori con il sostegno della Direzione del Carcere hanno raggiunto traguardi impensabili prima. Anzitutto il coinvolgimento di persone detenute che in questi anni sono stati l'anima e il motore del lavoro svolto.

Un lavoro di squadra sfociato nella pubblicazione di ben 15 volumi, pubblicati da edizioni la Meridiana, La Vita Felice e Mimesis, e che ha portato le stesse persone detenute a partecipare e vincere Concorsi letterari e di poesia. Con la semplice forza i pensieri e le riflessioni a lungo compresse di chi, chiuso fra le mura del “gabbio”, al di là di sbarre apparentemente insormontabili, ha trovato la sforza per aprire il proprio “io” ed affidare disagi e fragilità alla poesia ed alla scrittura.

Ne è venuta anche una Associazione presieduta dalla stessa Barbara Rossi, attiva da oltre dieci anni nata nel 2008 all'interno della Casa di Reclusione di Milano-Opera, dove alcune persone detenute ed ex detenute hanno potuto relazionarsi con i giornalisti Renzo Magosso, Alberto Ferrari, Stefano Natoli e Carlo Ubezio (grafico); il filosofo Martino Menghi; il counselor Paolo Romagnoli; Miriam Graziosi (studente); Giulia Molari (assistente sociale) nonché il direttore scientifico della Libera Università di Anghiari, prof. Duccio Demetrio.

Dalla esperienza è scaturito anche un periodico interno “In Corso d'Opera nato nel 2015 e riconosciuto dal’Associazione Lombarda della Stampa, interamente realizzato fra le mura del carcere, del quale sono redattori gli stessi corsisti – detenuti, coordinati da giornalisti professionisti e dai docenti di LLM che in questi anni ha raccontato il mondo invisibile della quotidianità del carcere, di scampoli di vite trascorse nell’isolamento della detenzione il tema dell’attesa (i numeri sono consultabili online clicca qui)

Attività che dimostrano come esistano vie alternative per il recupero che dovrebbe essere il vero obiettivo di ogni carcere.

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