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Danni collaterali da Covid19: la DAD

E se la didattica online rendesse dipendenti da internet?

E se la DAD e il lockdown peggiorassero la dipendenza da internet? Condita all'isolamento da cameretta può diventare un mix esplosivo negli adolescenti, i più esposti al rischio "dipendenze" ?  Ma c'è un'altra domanda più urgente: e se non andare a scuola, o andarci a singhiozzo, aumentasse la dispersione scolastica?

Lo scenario inedito che si prospetta dopo la costrizione alle regole che tuttora incombe, rende  urgente attrezzarsi per affrontare in modo efficace il complesso mondo degli adolescenti. E porsi qualche domanda.

Insofferenti per natura alle regole, si teme che la reclusione, con l’uso massiccio di internet e social, possa  favorire la chiusura e al tempo stesso incrementare cyberbullismo, abuso di tecnologie, alcool, sesso e droghe. Si teme che la distanza dall'aula faccia anche passare il concetto: della scuola posso fare a meno. E che aumenti la rabbia.

Nel saggio ''Adolescenti senza limiti. Genitori e scuola nell’era digitale'' (Edizioni Ares), Giampiero Camiciotti (psicologo) e Alessandra Modugno (insegnante) presentano un quadro preoccupante. Il lockdown si è trasformato in uno stato di ibernazione, una sorta di  «letargo adolescenziale».

Anche la psicologa Elisa Caponetti analizza  la didattica a distanza e lancia un allarme. ''Le conseguenze seguite al drastico cambiamento imposto dalla DAD, nella maggior parte dei casi, sono state molteplici e sovente hanno arrecato serie ripercussioni a livello cognitivo, emotivo, relazionale ed educativo" afferma la dr.ssa Caponetti.

''Ovviamente, ogni singolo caso è specifico, in quanto ogni situazione presenta esiti di benessere e malessere diversificati. Ciò nonostante, si stanno riscontrando comportamenti disadattivi molto comuni insieme ad una rilevante conseguente instabilità emotiva''.

L’impossibilità, per molti studenti, di poter andare a scuola e l’imposizione di doversi adeguare alla cosiddetta DAD (didattica a distanza) dall’oggi al domani, non è stato vissuto come un evento positivo dalla stragrande maggioranza dei minori. I ragazzi, a partire dal mese di marzo, sono stati così catapultati in una nuova dimensione fatta di assenza di socializzazione e isolamento domiciliare. La socializzazione, le consuetudini quotidiane, i compagni di scuola, contribuiscono massicciamente allo sviluppo emotivo e sociale.

Elisa Caponetti segnala che d’improvviso gli studentisono stati sconnessi dal mondo reale e si sono ritrovati costantemente connessi a quello virtuale.

''Il rapporto umano è stato delegato alla modalità virtuale, generando così conseguenze sia a livello emotivo che cognitivo e soprattutto nell’alterazione di un proprio stato di benessere.Inizialmente, si era invece verificata in molti, una reazione positiva. Il lockdown ha consentito ai bambini di stare insieme a mamma e papà 24 ore su 24 potendo così ricevere attenzioni esclusive da entrambi i genitori. Ma questo è stato vero soprattutto per i più piccoli''.

Per gli studenti adolescenti, le cose sono state ben più complicate. "Soprattutto in questa fascia d’età, il contatto umano è imprescindibile e non può essere sostituito o compensato dalla tecnologia. Con la didattica a distanza si è creato un nuovo modo di fare insegnamento e apprendimento. Se da un lato si è cercato di preservare la continuità scolastica, dall’altro, l’utilizzo dischermi di pc, smartphone e tablet hanno reso più difficile cogliere l’empatia e l’espressività dei volti, che filtrano le emozioni alterando con facilità la realtà. E così la vita reale si è trasformata velocemente in virtuale" conclude la psicologa.

Quali sono i possibili sintomi di una sofferenza da Dad? Occhi arrossati, stress, paure crescenti di vario tipo, depressione, ansia, crisi di panico, frustrazione, senso d’impotenza e inquietudine. Ma anche, svilimento, profondo senso di inadeguatezza e solitudine. Estremamente comune poi l’insorgenza di insonnia e mal di schiena a causa della postura adottata per dover stare tanto tempo seduti di fronte ad uno schermo. L’isolamento forzato ha purtroppo inoltre prodotto seri rischi comportamentali. Affianco a tutto ciò, va segnalato lo sviluppo di dipendenze a cui siamo stati tutti più esposti a rischio, a maggior ragione ciò è valso per i soggetti con maggiori precedenti fragilità. In particolare, si è diffusa l’addiction alimentare e la dipendenza da pc, smartphone e strumenti tecnologici.

Occorre che il mondo della scuola - insieme alle famiglie - vigili anche su questo.

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