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Vitis incorona i migliori Arneis e Favorita

I vitigni autoctoni del Roero protagonisti della 1^ edizione

Il territorio del Roero dal 22 giugno del 2014 assieme alle Langhe e al Monferrato è entrato a far parte della lista dei beni del patrimonio dell'umanità Unesco per i suoi valori anzitutto paesaggistici ed enogastronomici. Il panorama  è dolcissimo: qui chi ha sete di infinito, lo assapora dai borghi e dalle colline coltivate, ricche di castelli e cascinali posti alla sommità di pendii dove accanto alla vigna ci sono i noccioleti vanto della gastronomia e della tradizione dolciaria piemontese.

E' la terra di tante eccellenze (il tartufo, e appunto la nocciola) e anche di vini autoctoni che conoscono una seconda giovinezza: è il caso dell'Arneis e della Favorita protagonisti di una gran soirée promossa dall'Enoteca Regionale del Roero 2.0 al Castello Reale di Govone: "Vitis i grandi bianchi del Roero" ha presentato il meglio della produzione 2018, selezionata dai migliori sommeliers, ed ha premiato in una serata di spettacolo, bel canto e tanta raffinatezza enogastronomica, numerosi produttori del territorio.

Una strana parabola quella dell’Arneis: da vitigno apprezzato in epoca rinascimentale, viene usato ad inizio Ottocento per il Vermuth e poi relegato ad uva da tavola o per attirare gli uccelli. Il rilancio arriva negli anni 70 quando i produttori scommettono nelle sue potenzialità di vino bianco secco e il grande successo che ne viene, sia in Italia che all'estero, gli fa guadagnare la doc nel 2004 e in seguito la docg.

L'Arneis è un vino autoctono la cui pianta germoglia precocemente, fiorisce nella prima decade di giugno, per andare a vendemmia a metà di settembre. Certamente la sua bontà viene dalla specifica natura della terra roerina che è di tipo marnoso, con un buon tenore di calcare, argilla e sabbia elemento quest'ultimo che rende il terreno permeabile e ''sciolto''. L'origine marina di questi terreni li porta ad essere poveri di sostanze organiche, ma ricchi di sali minerali. La coltivazione su colline dai pendii irti, ma sempre sotto i 400 metri di altitudine, ha determinato operazioni colturali in cui è la mano dell’uomo a fare la differenza. C'è dunque tanto saper fare dentro un calice di Arneis.

L’altro bianco autoctono del Roero è il Favorita, apprezzato alle nobili mense da secoli. Viene coltivato soprattutto nel Roero benché tra gli esperti sia noto come ''Langhe Favorita'' e cresce bene nel Roero per la componente sabbiosa del terreno, ambiente ideale per arrivare a completa maturazione. Tra i bianchi del Roero c'è naturalmente il Moscato bianco per il quale la storia va ancora più indietro e si risale al 1300, anche se il vitigno era già noto in epoca romana.

I paesaggi vitivinicoli del Roero sono tutt’uno con il contesto sociale, basato sull' economia del vino. L’area, piuttosto vasta, comprende una ventina di comuni. Con la prima edizione di  “Vitis", l’ Enoteca Regionale del Roero agisce da motore di promozione territoriale. Vanta una selezione di 300 etichette e 66 produttori associati,  e con grande dinamismo fa del vino un volano turistico e culturale, della tradizione locale una grande naraazione e delle proprie vetrine il palcoscenico per le eccellenze del territorio.

In questa prima edizione sono stati premiati con il titolo onorario di “Vini dell’anno 2019 dell’Enoteca Regionale del Roero” il Soelì Roero Arneis DOCG Metodo Classico della Cascina Lanzarotti, la Langhe Favorita DOC 2018 della Cascina Chicco, il Roero Arneis DOCG 2018 dell’Azienda Agricola Borgogno Rivata e il Serramiana Roero Arneis DOCG 2018 della Cantina Marsaglia, la riserva Sette Anni Roero Arneis DOCG dell’Azienda Agricola Negro Angelo & Figli e il Moscato d’Asti DOCG Santa Vittoria d’Alba dell’Azienda Agricola Fratelli Rabino. Nel corso della serata di premiazione, ogni membro della giuria ha raccontato un vino specifico, ricordando la storia del vitigno e descrivendone il terreno di provenienza e le note di degustazione. Ogni vino è stato selezionato infatti da una giuria di enologi e rappresentanti di AIS, ONAV e FISAR: Andrea Dani dell’Associazione Italiana Sommelier, Michele Alessandria per ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), Luigi Bertini per FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori), Gianpiero Cordero giovane maître del ristorante stellato Il Centro di Priocca (CN), Gianfranco Cordero stimato enologo e consulente di prestigiose aziende vitivinicole italiane.

Situata a Canale, l’Enoteca consente di trovare tutto il meglio della tipicità roerina: dalla pera madernassa alla nocciola trilobata e punta a valorizzare il patrimonio paesaggistico  attraverso eventi ed iniziative innovative. "Vitis è un esempio di questo approccio rispettoso della tradizione ma avanzato che intende la promozione del vino e dei prodotti tipici del territorio come un'unica entità socio-culturale"  spiega il sen. Marco Perosino, presidente dell'enoteca regionale del Roero, oltre che sindaco di Priocca. Sotto la sua guida l'enoteca ha scelto di puntare alle azioni di comunicazione a livello nazionale: dopo questo evento si prevedono in autunno degustazioni mirate, visite alle tartufaie ed anche una collaborazione con le altre enoteche del Piemonte. E tutto sempre nel segno della collaborazione territoriale, come quella con l'Ecomuseo delle Rocche attarverso il quale il turista assaggia il vino e il territorio in e-bike attingendo a 250 chilometri di sentieri tracciati su 26 percorsi diversi. E per ognuno una storia diversa. Questo è il vero storytelling che produce turismo.

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