Scienza, Ambiente & Salute

Api: aiuti per i produttori di miele

Sostegno ad un settore cruciale per la vita sulla Terra

A favore del settore dell’apicoltura la Provincia di Bolzano ha ricevuto 161.039 euro di sussidi dall'Unione Europea. I costi sono coperti per il 50% dal Fondo nazionale di rotazione e per il 50% dal Fondo europeo agricolo di garanzia.

I beneficiari dei contributi sono i consorzi di apicoltori con sede in Alto Adige, a cui appartengano almeno il 40 per cento delle aziende a livello provinciale. Viene finanziata l'organizzazione di eventi e corsi di formazione e aggiornamento per apicoltori ed esperti di api. Sono inoltre supportate le misure di comunicazione e l'identificazione e l'applicazione di tecniche avanzate per trasmettere le nuove conoscenze nel settore dell'apicoltura. Le associazioni possono inoltre richiedere l'acquisto di alveari, di farmaci per combattere le malattie della colonia di api e di attrezzature per la migrazione delle api.

I decreti del ministero prevedono, tra l'altro, che le regioni e le province autonome stabiliscano criteri aggiuntivi per l'applicazione dei sottoprogrammi. Le linee guida forniscono anche finanziamenti per i controlli di qualità sui prodotti dell'apicoltura. Domande fino al 15 febbraio.

23 dicembre 2020

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API, SALVARLE E' NEL NOSTRO INTERESSE

Le api sono cruciali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e raccolti per un valore stimato di 40 miliardi di dollari. Se non verrà fatto nulla per salvaguardarle, molta della frutta e verdura che amiamo rischia di scomparire e un terzo delle scorte di cibo andrà perduto.

Senza che ce ne accorgiamo, miliardi di api stanno morendo e la nostra catena alimentare è a rischio. Le api non si limitano a fare il miele: sono una forza lavoro immensa e umile, che impollina il 75% delle piante che coltiviamo. I pesticidi tossici le stanno sterminando. L'Unione Europea ha già proibito quel gruppo di veleni che numerosi scienziati accusano per la morte delle api.

Negli ultimi anni stiamo assistendo al rapido declino nella popolazione delle api: alcune specie si sono già estintee proprio in California - dove si produce la maggior parte del cibo negli USA - ogni anno gli apicoltori perdono un terzo delle api.Gli scienziati sono alla disperata ricerca di risposte. Mentre alcuni studi, spesso finanziati dalle industrie chimiche, affermano che la causa potrebbe essere una combinazione di fattori, tra cui malattie, perdita dell'habitat e sostanze chimiche tossiche, altri studi, indipendenti e autorevoli, sono giunti alla conclusione che i colpevoli siano i pesticidi neonicotinoidi.

La scomparsa delle api mellifere selvatiche preoccupa anche in Trentino. La rigidità climatica di questa primavera che non ha permesso la dischiusa dei fiori le ha affamate, tanto che - non era mai accaduto - gli apicoltori sono stati costretti a nutrirle con il loro stesso miele di magazzino. In alcuni casi le api avevano divorato le larve.

Se le api dovessero scomparire dalla Terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di sopravvivenza. Lo aveva calcolato Albert Einstein, segno che il problema è noto. La «Giornata mondiale delle api» che si celebra ogni anno serve a ricordare le conseguenze che la loro scomparsa provocherebbe. Allo scopo servono politiche comunitarie uniforni, in particolare sul tema dell’utilizzo dei pesticidi usati in agricoltura. Che sono in gran parte responsabili della morte degli insetti impollinatori, soprattutto quelli selvatici e non controllati direttamente dagli apicoltori.

Le attività di ricerca, sperimentazione e consulenza della FEM Fondazione Edmund Mach proseguono in modo ininterrotto negli apiari dislocati in Trentino con una impegnativa ricerca sul ruolo dei fuchi nelle colonie di api, una attività di biomonitoraggio ambientale in tutto il Trentino, una sperimentazione su una apparecchiatura elettronica per il controllo della varroa, una sull’alimentazione delle api e la seconda stagione di ricerca sugli apoidei in diverse tipologie prative della Val di Fiemme. Una sperimentazione sull’impollinazione della fragola ed una ricerca sugli apoidei sarà avviata nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

E' stato inoltre attivato un servizio di messaggistica  SMS ed e-mail che prevede  indicazioni sulle attività apistiche da mettere in atto.  Primi in Italia i tecnologi che operano nella sede periferica di Vigalzano di Pergine Valsugana hanno diffuso anche un metodo di monitoraggio della Varroa semplice, rapido ed efficiente: il cosiddetto metodo dello zucchero a velo. La Fondazione Edmund Mach ha anche attivato la prima edizione del corso per formare apicoltori professionisti.
(maggio 2020)

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