Scienza, Ambiente & Salute

Api, cruciali per la vita sulla Terra

20 maggio - Giornata mondiale delle api: salvarle è nostro interesse

Le api sono cruciali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e raccolti per un valore stimato di 40 miliardi di dollari. Se non verrà fatto nulla per salvaguardarle, molta della frutta e verdura che amiamo rischia di scomparire e un terzo delle scorte di cibo andrà perduto.

In occasione della quarta Giornata Mondiale delle Api, che si celebra il 20 maggio, il Trentino ha ricevuto un dono speciale da Tomaž Kunstelj, Ambasciatore della Repubblica di Slovenia in Italia. Alla Fondazione Edmund Mach sono arrivate due artistiche arnie tradizionali slovene come omaggio e segno di collaborazione per la tutela delle api.

 

L'iniziativa si colloca nel contesto delle celebrazioni per la Giornata mondiale delle api, istituita dall'Assemblea delle Nazioni Unite nel 2017 su iniziativa del Governo sloveno. Si celebra per ricordare la data di nascita (20 maggio appunto) del famoso apicoltore sloveno Anton Janša (1734-1773), uno dei fondatori dell'apicoltura moderna.

L'ambasciatore ha parlato dell'ottima cooperazione tra Slovenia e Italia in tutti i settori e a tutti i livelli, come lo dimostrano anche l'ultima visita del Presidente della Repubblica di Slovenia Pahor dal Presidente della Repubblica Italiana Mattarella il mese scorso e il prossimo Comitato di Coordinamento dei Ministri che si terrà a metà giugno. Di grande importanza è anche la collaborazione transfrontaliera sul piano culturale, valorizzata dal progetto Capitale Europea della Cultura Nova Gorica - Gorizia 2025. L'Ambasciatore Kunstelj ricopre anche il ruolo del Rappresentante Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).

La cultura delle api permea da sempre la Slovenia ed il Trentino e gli scambi culturali in tal senso sono antichi di secoli. "Non è azzardato dire che le radici dell’apicoltura trentina moderna vadano ricercate proprio in Slovenia - spiega Paolo Fontana, che alla FEM opera in seno ad un gruppo di lavoro che si occupa dell'attività di sperimentazione e consulenza sulle api-. Fin dal XVIII secolo il Trentino ha attinto alla grande esperienza degli apicoltori sloveni e soprattutto all’opera di Anton Janša.

Queste conoscenze tardarono a penetrare il resto d’Italia e d’Europa ma in Trentino invece trovarono rapidamente un terreno fertile grazie alla vicinanza culturale e politica e questo ha fatto sì che il Trentino, tra il XIX e XX secolo, abbia donato all’apicoltura italiana alcuni tra i suoi massimi innovatori.

Slovenia e Italia non sono solo terre di apicoltori, ma anche paesi dove la ricerca in apidologia è molto avanzata. Negli ultimi anni FEM è impegnata a 360° gradi sulle tematiche relative alle api ed all’apicoltura, affrontando, in collaborazione con i locali apicoltori ed anche in sinergia con APSS, tematiche come gli effetti collaterali degli agrofarmaci sulle api, le modalità di controllo delle principali problematiche sanitarie in apicoltura, la selezione e la tutela genetica dell’ape da miele, la valorizzazione dei mieli di territorio e la formazione professionalizzante in ambito apistico. Anche gli altri apoidei e le colonie selvatiche di api da miele sono oggetto di approfondite e innovative indagini da parte di FEM e tutti questi studi avvengono inoltre nell’ambito di una vasta e fitta collaborazione scientifica, sia a livello nazionale che internazionale.

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API, SENZA DI LORO NON C'E' VITA

Senza che ce ne accorgiamo, miliardi di api stanno morendo e la nostra catena alimentare è a rischio. Le api non si limitano a fare il miele: sono una forza lavoro immensa e umile, che impollina il 75% delle piante che coltiviamo. I pesticidi tossici le stanno sterminando. L'Unione Europea ha già proibito quel gruppo di veleni che numerosi scienziati accusano per la morte delle api.

Negli ultimi anni stiamo assistendo al rapido declino nella popolazione delle api: alcune specie si sono già estintee proprio in California - dove si produce la maggior parte del cibo negli USA - ogni anno gli apicoltori perdono un terzo delle api.Gli scienziati sono alla disperata ricerca di risposte. Mentre alcuni studi, spesso finanziati dalle industrie chimiche, affermano che la causa potrebbe essere una combinazione di fattori, tra cui malattie, perdita dell'habitat e sostanze chimiche tossiche, altri studi, indipendenti e autorevoli, sono giunti alla conclusione che i colpevoli siano i pesticidi neonicotinoidi.

Navicello (Rovereto)

La scomparsa delle api mellifere selvatiche preoccupa anche in Trentino. La rigidità climatica di questa primavera che non ha permesso la dischiusa dei fiori le ha affamate, tanto che - non era mai accaduto - gli apicoltori sono stati costretti a nutrirle con il loro stesso miele di magazzino. In alcuni casi le api avevano divorato le larve.

Se le api dovessero scomparire dalla Terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di sopravvivenza. Lo aveva calcolato Albert Einstein, segno che il problema è noto. La «Giornata mondiale delle api» che si celebra ogni anno serve a ricordare le conseguenze che la loro scomparsa provocherebbe. Allo scopo servono politiche comunitarie uniforni, in particolare sul tema dell’utilizzo dei pesticidi usati in agricoltura. Che sono in gran parte responsabili della morte degli insetti impollinatori, soprattutto quelli selvatici e non controllati direttamente dagli apicoltori.

Le attività di ricerca, sperimentazione e consulenza della FEM Fondazione Edmund Mach proseguono in modo ininterrotto negli apiari dislocati in Trentino con una impegnativa ricerca sul ruolo dei fuchi nelle colonie di api, una attività di biomonitoraggio ambientale in tutto il Trentino, una sperimentazione su una apparecchiatura elettronica per il controllo della varroa, una sull’alimentazione delle api e la seconda stagione di ricerca sugli apoidei in diverse tipologie prative della Val di Fiemme. Una sperimentazione sull’impollinazione della fragola ed una ricerca sugli apoidei sarà avviata nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

E' stato inoltre attivato un servizio di messaggistica  SMS ed e-mail che prevede  indicazioni sulle attività apistiche da mettere in atto.  Primi in Italia i tecnologi che operano nella sede periferica di Vigalzano di Pergine Valsugana hanno diffuso anche un metodo di monitoraggio della Varroa semplice, rapido ed efficiente: il cosiddetto metodo dello zucchero a velo. La Fondazione Edmund Mach ha anche attivato la prima edizione del corso per formare apicoltori professionisti.
(maggio 2020)

foto Corona Perer

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