Arte, Cultura & Spettacoli

Van Eyck, An Optical Revolution

In tempi di Covid19 sono i musei a raggiungere il visitatore

Proprio come i Maestri Fiamminghi varcavano i loro confini e si recavano all’estero spinti da fame di conoscenza, in tempi di musei chiusi per il Covid19, cambia la fruizione artistica: le loro opere sono su una piattaforma virtuale per offrire agli appassionati d'arte di tutto il mondo l'opportunità di ammirare capolavori ... da casa.

A causa delle restrizioni dovute al coronavirus, la mostra Van Eyck, An Optical Revolution evento del 2020 si tene a porte chiuse. Till-Holger Borchert, co-curatore della mostra di Gent, ha mostrato le opere raccolte su Facebook e l'esperta d'arte Frederica Van Dam, ha risposto alle domande di chi ha partecipato al tour virtuale. E' nato così il progetto Stay at Home Museum.

Il 2020 è l’anno di Jan Van Eyck e della città che ospita il suo capolavoro, Gent. L’omaggio al pittore che ha rivoluzionato la pittura fiamminga arriva in coda alla celebrazione di altri due grandi ambasciatori delle Fiandre: Rubens nel 2018 e Bruegel nel 2019.

Il restaurato capolavoro assoluto di Van Eyck, il Polittico dell’Agnello Mistico, nell’ottobre del 2020, troverà una nuova ubicazione all’interno della Cattedrale di San Bavone - Sint-Baafs, dove si aprirà anche un nuovo Visitor Centre. Il Polittico (pale esterne), insieme a circa la metà delle opere di Jan Van Eyck, è protagonista della mostra Van Eyck An Optical Revolution in programma al MSK - Museo di Belle Arti di Gent. E' il terzo e ultimo anno del progetto Flemish Masters 2018-2020.

Per oltre 250 anni, dal XV alla fine del XVII secolo, le Fiandre furono un faro di belle arti nell'Europa occidentale e una fonte d'ispirazione per i celebri movimenti artistici di quei giorni: i Primitivi Fiamminghi, il Rinascimento e il Barocco. Gli artisti fiamminghi erano noti per la loro abilità artigianale, la creatività e per le innovazioni tecniche. Il loro contributo trasformò quella che era una regione fiamminga già ricca e urbanizzata, in una delle aree culturali più raffinate, con impressionanti realizzazioni sia nell'arte che nell'architettura.

www.flemishmasters.com

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Rubens, il genio di Anversa

I maestri fiamminghi sono gli ambasciatori delle Fiandre. E chi meglio del diplomatico poliglotta, collezionista e artista Pieter Paul Rubens? La politica fu certamente una sua grande passione: pupillo dell'arciduchessa Isabella,  partecipò a diverse missioni diplomatiche. Fu lui a negoziare un accordo di pace tra Spagna e Inghilterra, un'iniziativa che avrebbe portato alla cessazione delle ostilità tra spagnoli e olandesi, stretti alleati degli inglesi. Rubens era uno stimato ospite di corte in tutta Europa e molti contemporanei lo consideravano altrettanto abile nella diplomazia quanto nella pittura. Era venerato da tutti come un artista senza pari.

Nato nel 1577 a Siegen (nell'attuale Germania), ma cresciuto ad Anversa dove arrivò con la madre dopo la prematura morte del padre, imparò a dipingere da artisti affermati: Tobias Verhaecht, Adam van Noort e Otto van Veen. Nel 1600 si recò in Italia, a Roma e Venezia, e poi in Spagna. Già allora si era rivelato un talento straordinario e ben presto cominciò a ricevere incarichi reali da entrambe le corti.

Nel 1608, rientrò ad Anversa come pittore ufficiale di corte per i Paesi Bassi, titolo conferitogli dall'arciduca Alberto d'Austria e da Isabella di Spagna. Fu allora che acquistò una casa e un terreno nella Piazza Wapper, nella zona centrale dell'odierna Anversa, e cominciò a riprogettarla completamente.

Ispirandosi all'architettura dell'antica Roma e del Rinascimento, Rubens elaborò lui stesso il progetto di ristrutturazione e trasformò una normale casa fiamminga in un "palazzo". Ampliò notevolmente la casa aggiungendo uno studio, un padiglione da giardino e un museo di sculture con cupola. C'era anche un magnifico porticato che offriva una splendida vista sul giardino e sul padiglione.

Il risultato fu eccezionale. Da allora, il suo studio divenne una fucina di attività con molti dipendenti e studenti, alcuni dei quali sarebbero diventati famosissimi, come Anthony van Dyck e Jacob Jordaens. Lo studio realizzò centinaia di creazioni e dipinti, molti dei quali su commissione.

Durante i suoi viaggi, ottenne incarichi di alto profilo, tra cui la realizzazione di 24 dipinti sulla vita di Maria de’ Medici per il Palais du Luxembourg a Parigi. Nel 1630, Rubens tornò per sempre nelle Fiandre e acquistò il castello di Elewijt alle porte di Bruxelles. Qui dipinse la più grande opera che gli fosse mai stata commissionata, ossia 112 dipinti per decorare la Torre de la Parada, la palazzina reale di caccia a Madrid. Li terminò solo nel 1638 e li inviò in Spagna.

Ma la salute di Rubens iniziò a peggiorare proprio in quegli anni. L'artista morì nel 1640 all'età di 62 anni, nella sua casa sulla piazza Wapper di Anversa. Lasciando una immensa eredità culturale.

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