Arte, Cultura & Spettacoli

Scavi di Pompei, la Palestra Grande

Area di enorme fascino

Dopo sette anni di chiusura, è stata riaperta al pubblico dopo il restauro nell' agosto 2015: da allora registra continuo ed enorme interesse anche per il vasto spazio che si apre agli occhi del visitatore. La Palestra Grande di epoca romana, rimase sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 e fu ritrovata a seguito degli scavi archeologici dell'antica Pompei: il suo nome deriva dal fatto che si trattava del maggior impianto ginnico della città.

Al suo interno hanno trovato collocazione gli affreschi ritrovati nel 1959 in alcuni ambienti della cosiddetta casa dei Triclini in località Moregine, a pochi centinaia di metri dalle mura dell'antica città.

La Palestra Grande è stata edificata alla fine del I secolo a.C. poiché le altre palestre presenti in città, principalmente quella Sannitica, riservata ad una corporazione aristocratica e militare, e quella delle Terme Stabiane, non rispondevano più alle esigenze dei fruitori, in particolare dei collegia iuvenum, ossia quelle associazioni di giovani volute da Augusto, il quale vedeva nell'edificazione di questi monumenti la propria propaganda imperiale.

La struttura venne duramente danneggiata durante il terremoto di Pompei del 62, tant'è che devono essere completamente ricostruiti le mura di cinta, per poi essere seppellita sotto una colte di ceneri e lapilli, mentre i lavori di restauro ancora devono terminare, a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79. In seguito è stata riportata gradatamente alla luce con diverse campagne di scavo, dal 1814 al 1939.

L'area è inserita nel Parco Archeologico di Pompei, un Istituto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo dotato di autonomia speciale ed esercita le sue competenze nell’ambito della tutela, della conservazione e della fruizione pubblica.

Il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche della città antica di Pompei, avviato nel 2014 con il Grande Progetto Pompei ha visto fino ad oggi compiersi 76 interventi. Il totale della spesa al 30 gennaio 2020 è stato di 92 milioni di euro. “A Pompei non è più il tempo delle emergenze. Abbiamo davanti a noi nuove e importanti sfide per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione degli scavi e del territorio” afferma il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna.

Ora resta da concludere l'intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pom­pei. Di questo grande cantiere è stato già portato a termine l’intervento sui fronti di via del Vesuvio, di recente restituita alla fruizione con l’apertura della casa di Leda e il cigno, e nell’area del cosiddetto “cuneo”, dove sono venute in luce due domus di pregio con suggestivi affreschi, mosaici e reperti e il vicolo dei balconi, che ha ricongiunto il vicolo delle Nozze d’argento con l’arteria principale di via di Nola.

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)