Arte, Cultura & Spettacoli

La Casa del Fanciullo sul Delfino

Viaggi tra arte e storia: la Domus Romana di Lucca

Basta scavare tre metri sotto la sede stradale di Lucca perchè rinvengano resti romani. L'importanza della città nella Roma nel primo secolo avanti Cristo è chiara dal suo impianto (la struttura urbanistica in cardi e decumano e la piazza Anfiteatro, un tempo arena vera e propria ne sono un esempio), ma è stata ribadita anche da un ritrovamento casuale, avvenuto nel 2012 durante i lavori di restauro di un palazzo del centro storico, quando è venuta a galla la Domus Romana denominata "Casa del fanciullo sul delfino" oggi museo.

La casa  è un libro di storia aperto su quattro epoche: consente di vedere la stratificazione avvenuta in età romana, longobarda, medioevale e rinascimentale. Duemila anni di storia sono osservabili ad occhio nudo nelle sue strutture murarie.

Durante gli scavi vennero però alla luce anche importantissimi reperti: un sesterzio del tempo di Tiberio, e la "fibula felix" rinchiusa in un'anfora e lì posta per un rito propiziatorio per la felicità della casa. Ma è soprattutto un fregio con due delfini montati da due fanciulli, rivolti verso la testa di una Gorgone, ad aver attirato l'attenzione degli studiosi. Elementi divini e umani compaiono nell'ornamento: il delfino, ritenuto animale divino, proteggeva gli uomini in vita e post mortem, accompagnando l'anima del defunto nel mondo dei beati. Il fanciullo rappresentava la vita e la Gorgone il male. Dunque due forze del bene contro il male.

Raffigurazioni di delfini sono presenti nel simbolismo religioso e nella iconografia e sono stati rinvenute in Spagna, Grecia e in Libia. Quello di Lucca è però un esemplare unico nel suo genere ed ha quindi grande valore archeologico.

Di grande valore anche l'operazione culturale svolta dai proprietari del sito: il museo è il primo e unico sito archeologico in Europa portato alla luce in una proprietà privata, musealizzato e aperto al pubblico totalmente con risorse private. La Soprintendenza dei Beni Archeologici della Toscana che ha diretto i lavori di scavo, ha valutato i reperti scoperti una testimonianza di nodale importanza per la ricostruzione storica della città e i resti archeologici nel 2015 sono stati riconosciuti patrimonio dei beni culturali dello Stato. Ora sono in 48 casse e presto torneranno nel luogo dove i reperti furono rinvenuti grazie all'impegno, peraltro previsto dalla legge, di renderli disponibili alla comunità. Cosa che i proprietari faranno.

Lucca aveva un importante ruolo nella Roma del tempo: era città più a sud della della Gallia Cisalpina ed 'extra pomerium' cioè fuori dai confini di Roma dove Cesare poteva conservare tutti i poteri di proconsole e agire fuori dal controllo diretto del Senato. Nell'ordinamento geopolitico Romano, questo era un confine importante. Per questo Caio Giulio Cesare nel 56 avanti Cristo vi posizionò il suo quartier generale dando luogo con Pompeo e Crasso al primo triumvirato.

Ma il legame di Lucca con la storia di Roma è anche testimoniato da un fatto che lega la città a Strasburgo dove venne rinvenuta la stele di un Miles romano, un legionario: Caius Largennius,  il primo cittadino di Lucca noto alla storia e il primo abitante di Strasburgo del quale si conosce l'identità (la città francese nel 2009 gli ha dedicato una piazza). Nella Domus Romana di Lucca è esposta una copia della stele.

La Domus è visitabile tutto l'anno. La visita è sempre guidata dal titolare Giuseppe Bulleri (che ha il merito di aver subito percepito di non poter tenere per sè l'immenso valore di quanto ritenuto) e dall'architetto Simona Velardi che del restauro ha seguito ogni passo e nella sua veste di direttore scientifico promuove e comunica con grande competenza questo tesoro che il Comune di Lucca ha posto tra i punti di maggiore interesse della città insieme al Museo Puccini e allo straordinario impianto di mura rinascimentali, torri, chiese e storia di cui questa città è depositaria.
info su orari e ticket: www.domusromanalucca.it
 

> Visit Lucca
> Lucca Promos


Autore: Corona Perer

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)