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Trani, Signora del Mare

La cattedrale: non una, ma tre chiese

Per vederla bene, dopo il primo emozionante incontro de-visu, occorre andarle dietro. La cattedrale di Trani è di una bellezza emozionante. Un romanico puro, vestito di candore, che risalta nel blu del mare dal quale sembra emergere. L'edificio è in realtà costituito da ben tre chiese: è sorta su ipogeo che fa da vedetta fin dal medioevo, una sorta di faro, ma al suo cuore conserva due chiese inferiori con la particolarità di una cripta posta proprio nel mezzo e non come verrebbe naturale immaginare, al fondo.

La cattedrale è intitolata a San Nicola Pellegrino un giovane greco che morì in seguito alle percosse subite durante il suo peregrinare in cui invocava conversione e pietà per i peccati.

Nella cripta, 24 colonne di marmo di spoglio recuperato da edifici classici (si tratta di Proconnesio giunto da Istanbul e scolpito da manovalanza araba), la prima eccezione: luce naturale in un luogo molto simile ad una moschea. Qui c'è la teca con le reliquie del Santo venerato fin dalla prima metà dell'anno Mille.

Nicola Pellegrino tornava da Gerusalemme e camminava scalzo e povero tra le campagne di città in città, gridando “Signore pietà”: tutti lo credevano pazzo e molti lo perseguitavano. Nel maggio del 1094 giunse a Trani ed invece di trovare persecutori trovò una comunità che subito ne percepì la santità. Se ne presero cura ma gli esiti delle violenze subite durante le peregrinazioni, lo condussero a morte 5 anni più tardi e da subito gli abitanti della città presero a venerarlo e considerarlo non solo santo, ma loro protettore.

La Cattedrale di Trani è bellissima da ovunque lato la si guardi: è la cattedrale del mare, posta a guardia di un porticciolo e di una città tutta da scoprire, piena di vicoli, angoli suggestivi e austeri palazzi, ristoranti e bar affollati sul lungomare, B&B esclusivi al riparo della folla nei vicoli della zona pedonale del centro storico. Vicino al porto turistico vale la pena concedersi una passeggiata alla scoperta del Castello Svevo (siamo nel cuore della Puglia Imperiale) oppure nel quartiere ebraico a pochi passi dal porto per poi arrivare al Giardino della Città.

Venne costruito per i Nobili e realizzato grazie ad uno scambio di natura urbanistica. La nobiltà di Trani era di natura agraria, erano cioè grandi possidenti terrieri. La ricchezza veniva soprattutto dalla produzione agricola. La guida spiega che un nobile del luogo, il duca Telesio, aveva patteggiato con gli amministratori della città uno scambio: mantenere libera l'area davanti al suo palazzo fruttò il dono di un terreno che digradava verso il mare. Ed è qui che  venne edificato un giardino per la nobiltà, in stile italiano e francese, con viali prospettici aperti da una parte su una splendida veduta della cattedrale, dal lato opposto il Monastero di Colonna.

Agli inizi del Novecento venne anche edificata una struttura balneare  con pontili (erano di fatto i primi lidi) riservati alle classi più abbienti. E qui in effetti veniva soltanto la nobiltà e l'alta borghesia. Solo dopo la prima guerra mondiale venne aperto a tutti. Oggi è gestito dalla Giardineria comunale e da qui si accede anche alla torre della Dogana, costruita dagli spagnoli tra 400 e 500, e al Belvedere dove la vista sulla Cattedrale regala al turista scatti straordinari e la migliore prospettiva verso l'edificio sacro. Proprio sotto il Torrione c'è un'altra chiesa, dedicata a Sant'Angelo.

Che Trani abbia svolto un ruolo da Signora del Mare è evidente: fin dal 1100 è leader nel commercio Marittimo ed  infatti già nel XII secolo vennero stipulati proprio qui i primi trattati marittimi che fissavano le regole dei rapporti commerciali di scambio, ovvero i primi Statuti di vendita e acquisto. Non è un caso se molti paesi europei avevano già dal Medioevo la sede delle proprie ambasciate, visibili ancora oggi, che guarda caso si aprono proprio sul sagrato posteriore della cattedrale.

Oggi Trani è splendida per un week-end come per una vacanza con il suo mare affacciato sull'Albania. Da queste parti non ha eguali la cucina e l'ospitalità. La Puglia è magica per la storia che conserva, per la qualità dei servizi turistici.  La Regione ha certamente un merito: gli uffici preposti al Turismo lavorano indefessi sui media per comunicare  la specificità di un territorio pieno di peculiarità, comunicando storia e futuro: la prima attraverso i monumenti e il secondo attraverso le emozioni che restano in chi la visita. E' del resto sul tacco che poggia lo stivale. Una bella lezione per chi si occupa di promozione turistica.

Info: www.viaggiareinpuglia

Foto: @www.giornalesentire.it


Autore: Corona Perer

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