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Atene, capitale mondiale del Libro

L'ha scelta l'Unesco. Per un anno intero, la capitale greca epicentro culturale

Atene è stata scelta dall'UNESCO come Capitale del Libro 2018, epicentro della cultura mondiale: per un anno intero, la capitale greca invita i visitatori di tutto il mondo ad ammirare e godere dei suoi tesori, a scoprire più di 30 istituzioni, tra istituti culturali, biblioteche e vari luoghi storici durante i diversi festival che saranno organizzati in città, ma anche negli angoli più nascosti (info clicca qui).

"Quando è stata aperta la busta contenente la nomination per la Capitale Mondiale del libro, ho provato grande gioia ed emozione” commenta Giorgios Kaminis sindaco di Atene, “anche quest’anno Atene ha l’occasione per dimostrare di essere la destinazione più importante per quanto riguarda la cultura, la conoscenza e la storia".

Atene è infatti un viaggio per l'anima. Arrivando il visitatore deve programmare alcune tappe irrinunciabili. La prima è l'Acropoli, ovviamente; quindi il nuovo avveniristico Museo dell'Acropoli,  sorto ai suoi piedi ( > clicca qui) e poi il “vecchio” museo che però non ha perso fascino e resta uno dei più grandi e importanti musei del mondo. Restaurato  di recente espone  - dicono i suoi addetti - 11690 reperti. Ci tengono a precisare il numero esatto. Il  Museo Archeologico Nazionale di Atene, è un approdo naturale.

Per raggiungerlo dall'Acropoli è consigliabile il filobus che conduce proprio davanti all'ingresso del Museo oppure si può prendere la metro (linea rossa) e scendere alla stazione di piazza Onomìa. Qui o si prosegue con la linea verde, che in poche stazioni conduce al museo, oppure dalla piazza si imbocca a piedi (non ci vuole poi molto), Avenue 28 Ottobre. In pochi minuti si è al cospetto del grande parco davanti al Museo, nato il 3 ottobre 1866 a soli 30 anni dalla raggiunta indipendenza dello stato greco.

Dice molto della dignità del popolo greco e del suo profondo rispetto per la storia, che i primi governanti del moderno Stato abbiano posto tra le priorità di governo la messa in sicurezza dei tesori archeologici. Grazie a loro nell'ottobre 2016 il Museo Archeologico Nazionale di Atene ha potuto celebrare i suoi primi 150 anni.

La struttura di stile neoclassico sorge accanto al Politecnico, affacciato in una delle vie più trafficate di Atene nel terreno dove era sorto nei secoli il Foro Romano. Furono gli architetti Ludwig Lange ed Ernst Ziller a disegnarlo e a 150 anni di distanza il rigore formale delle sue aule (lo stile interno è molto essenziale e razionalista), è ancora attualissimo per gli oltre 11 mila reperti che fino a prima erano conservati nel tempio di Efesto nell'Agorà. Dall'arte Calcidica, all'arte ellenica del periodo più aureo, si è al cospetto della Storia.

Si parte dai tesori micenei, dalle maschere d’oro, come quella di Agamennone, il primo personaggio con il quale il visitatore fa conoscenza. Un tuffo al cuore: la maschera fu scoperta a Micene da Schliemann. Si cammina tra  vasi rituali, ceramiche e affreschi, statuette votive.

E' in questo museo che si conserva il magnifico Kouros scoperto a Sounion, tornato in Grecia dopo varie vicissitudini. Un tuffo al cuore continuo: tra le sculture del tempio di Afea e Egina, la stele votiva, del 440 a.C. di grande valore, raffigurante una scena dei misteri Eleusini, i numerosi lekythos (vasi) funerari come quello di Hermés che conduce una giovinetta nell’Ade, la statuina di Zeus, la testa di Igea, l’Efebo di Maratona, la stele di Egeso. Capolavori che meriterebbero una giornata intera.

Il museo va visto e meditato con calma, perchè le emozioni sono continue: si sosta davanti al famoso fantino di Artemissio, un bronzo dal realismo impressionante per arrivare a Zeus (o Poseidone) datato 470-460 a.C., bronzo, una fusione a cera persa, alta oltre 2 metri, dove il guerriero personifica la Bellezza e la Perfezione nella magnifica proporzione  tra anatomia e movimento.

Negli 8000 mq di superficie espositiva trovano spazio anche servizi molto avanzati: al pian terreno c'è un bellissimo book-shop dove si possono trovare anche ottime riproduzioni in gesso dei principali miti greci, e una modernissima caffetteria (dove è possibile mangiare qualcosa di tipico a costi contenuti), affacciata su un bellissimo patio anch'esso ricco di reperti.

I greci hanno sempre amato il loro museo: lo difesero quando la dichiarazione di guerra dell'Italia fascista (1940) fece temere saccheggi. Le guide ricordano sempre ai turisti che furono gli archeologi del museo ad impacchettare uno ad uno i reperti per seppellirli in grandi fosse sotterranee e metterli al riparo da eventuali razzie.

Fu un particolare humus culturale a far nascere il Museo, ovvero quell'epopea tra 17mo e 19mo secolo segnata dalla malattia per le antichità greche per non dire ossessione che produrrà con l'interesse anche fenomeni vicini al saccheggio di oggetti antichi. Proprio per arginare questo fenomeno le autorità greche chiesero ai loro governi di legiferare, proteggere il patrimonio e creare musei archeologici come quello che si sta celebrando.

Non chiamarlo Amore sarebbe impossibile.

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Autore: Corona Perer

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