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Delta del Po in bicicletta

di Massimo Occello

Il Delta del Po è un luogo insolito: da scoprire. Su tutto domina l’acqua, nel confronto antico tra il grande fiume che vuole uscire e il mare che lo accoglie con umori alterni. In mezzo -per decine di chilometri- la declinazione dei sette rami del Po (ciascuno grande come l’Adige), canali, idrovore, chiuse, dighe e poi lagune, buse, sacche, oasi, dune. Lì la terra rubata all’acqua è sabbia fertile, e sotto gli argini alti vive gente semplice e buona, da secoli abituata a tirarsi su le maniche e fare da sola.

La gran parte del Delta appartiene al Veneto. Forse meno frequentata -ma di una bellezza stupefacente, e di grande interesse storico, culturale e ambientale- è la parte della Romagna (già marca di confine dello Stato Pontificio), cui facilmente si accede da Ferrara ma anche  da Verona e da Padova. Lì l’accoglienza è una cosa naturale, come il sorriso e il lavoro. E il tempo diventa lento. Un luogo ideale per una vacanza che aiuti a staccare dai ritmi severi della vita. 

Questo luogo “sospeso”, impregnato d’antico come d’acque, somiglia a un triangolo: delimitato, a nord-est, dal corso del Po di Goro; a sud da Comacchio e le sue valli liquide, a est dal mare Adriatico, punteggiato di spiagge bianche e tranquille; ad ovest dalla Statale Romea, che da Ravenna porta a Chioggia, passando per Pomposa, dove sorge da 14 secoli una splendida Abbazia benedettina. Un giardino misterioso da scoprire.

Per farlo abbiamo scelto come base Santa Giustina, che è un piccolo borgo contadino nel Comune di Mesola, costruito negli anni 50 come “avamposto”  della riforma agraria repubblicana, in vista di Torre Abate, uno dei gioielli dell’intero Delta.Realizzata nel 1569, durante la Bonifica Estense, su un ramo del Po ora morto (chiamato appunto “dell’Abate”) fu un’opera d’ingegneria idraulica all’avanguardia, dove si sperimentarono le chiuse automatiche di Leonardo da Vinci: all’epoca sorgeva sulla riva del mare, che ora dista oltre 10 chilometri. Era anche il caposaldo di una fortificazione che arrivava al Castello di Mesola, residenza dei Duchi d’Este.  Restaurata alla fine degli anni Sessanta, è oggi meta fra le più suggestive del territorio, anche per gli ambienti naturali che la circondano. Un biotopo ricchissimo di uccelli, pesci, vegetazione mediterranea.

A Santa Giustina, la società Aqua (senza la “c”) -che si occupa da molti anni di turismo ambientale- gestisce un ostello, un ristorante tipico e un centro didattico-museo rivolto specialmente ai ragazzi. Questa struttura, aperta tutto l’anno, è la base per escursioni e visite guidate organizzate dalle guide di Aqua nelle più belle località dei dintorni: escursioni costruite su misura per tipologie di pubblico diverse - dalle famiglie ai cicloturisti, dalle gite scolastiche ai birdwatchers ai percorsi per fotoamatori- che si effettuano da primavera fino a fine autunno. Ma molto è possibile anche d’inverno, grazie al clima mite.

Gli immediati dintorni contengono veri e propri gioielli: cittadine da scoprire (Comacchio con i suoi canali e i suoi ponti, “capitale” del Delta emiliano; Mesola con il suo meraviglioso castello/ museo; Goro, Gorino e gli altri villaggi di pescatori sulla foce) e straordinari ambienti naturali (la  Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola con i suoi cervi italici, ormai scomparsi altrove; le Valli di Comacchio, aree  salmastre -estese per oltre 20.000 ettari- dove da sempre si pratica l’allevamento del pesce e la pesca dell’anguilla; le aree umide -perle di biodiversità- con approdi, fari, ristoranti ecc.).

Qui la vacanza ha i ritmi lenti di una bicicletta, di un’escursione a piedi, di una gita in barca elettrica o a vela; e si abbina sempre alla bontà dei prodotti tipici: l’anguilla, le vongole, i granchi, la straordinaria varietà di  pesci appena pescati; e poi gli asparagi, i radicchi, i vini delle Sabbie, i profumi dei risotti e delle grigliate, che da soli meritano un soggiorno.

Ma le regine del viaggio qui sono le biciclette, veri strumenti per “sentire” l’armonia del territorio circostante. Belle, docili, silenziose, prendono il tempo del  cuore e della natura. Intorno trovi una fitta rete di piste ciclabili ben segnalate, che di solito sfruttano la sommità degli argini e ti portano dappertutto: come ovunque va il fiume. E da lì - dall’alto - vedi gli orizzonti di canne, le barche quiete dei pescatori, i nidi degli aironi, il guizzo di un pesce, il tuffo di un cormorano. Ogni tanto, trovi un’area di sosta o un borgo: una medicina per l’anima e per il palato.   

 

Per  informazioni:
Torre Abate, oasi naturale,
S.Giustina di Mesola, FE
tel +039 0533 993176
info@torreabate.it  - www.torreabate.it


Autore: Massimo Occello

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