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Ravenna, a passeggio con Dante

E intanto apre un nuovo museo a due passi dalla toma del sommo poeta

(Ravenna, Corona Perer) - Con i restauri della Tomba-monumento e del Quadrarco di Braccioforte e la prestigiosa visita-inugurazione con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, Ravenna ha aperto di fatto l'anno Dantesco per i 700 anni dalla morte. Un anno che la vede impegnata in mostre e iniziative alcune delle quali già in atto, a memoria di un legame indissolubile.

L'Amministrazione comunale di Ravenna, assessorato alla Cultura, ha realizzato un nuovo Museo Dante, a due passi dalla tomba, aperto al pubblico da domenica 16 maggio. Nove le sale, per 375 metri quadri, con numerosi e preziosi oggetti storici tra cui 400 immagini e 250 testi. 

Esule e in fuga da Firenze, Alighieri trovò rifugio a Ravenna, la città di Teodorico, e qui scrisse parte del Purgatorio e il Paradiso. Qui si spense dopo aver trovato rifugio e la protezione di Guido da Polenta, potente ravennate. Era il 13 settembre 1321.

Ravenna custodisce gelosamente le sue spoglie, per nulla al mondo le restituirebbe a Firenze (che le ha spesso inutilmente chieste) e dedica ogni anno al suo concittadino più illustre,  una serie di eventi che declinano in vario modo questa prestigiosa e silenziosa presenza. 

Palazzi, strade, basiliche, biblioteche, monumenti e l’intero territorio attorno alla città sono stati, senza ombra di dubbio, l’orizzonte visivo e culturale che più ha influito sulle immagini raccontate in alcuni canti della Commedia. Ancora oggi le sue tracce e i suoi versi riecheggiano in molti luoghi della città andando a suggerire un itinerario di memorie e approfondimenti a lui dedicati. Dall’attuale Palazzo Rasponi, probabilmente il Palazzo dei da Polenta dove soggiornò dal 1313 al 1321, al convento di Santo Stefano degli Ulivi, che accolse la figlia Antonia – Suor Beatrice, alla Casa dei Polentani, in via Zagarelli alle Mura, dove Dante immaginò di incontrare Francesca da Polenta (Inferno V Canto). Un percorso sulle orme di Dante e dei Da Polenta che sottolinea come l’ultimo rifugio del Sommo Poeta coincida con l’apice della sua creazione poetica, ma anche con un rinnovato impegno politico.

in questa casa di Ravenna sarebbe nata Francesca da Polenta, figlia di Guido,
legata da amore adulterino per Paolo Malatesta, narrato da Dante nel V canto dell’Inferno
foto: giornalesentire.it

 

Tra gli eventi programmati per il 700° anniversario c'è un'esperienza straordinaria e immersiva che inaugura anche un nuovo modo di fruire dei beni artistici: “Silent Play” è una visita guidata davvero speciale. Grazie alla tecnologia i partecipanti vanno alla scoperta della città, ascoltanto Dante, i suoi pensieri, le sue emozioni, ed anche i versi che proprio Ravenna ispirò all'autore della Divina Commedia.

Camminare alla scoperta della Ravenna del Trecento, con la musica medioevale e la voce di Dante in cuffia che oltre a narrare le vicende del suo tempo, guida di via in via nelle "sue strade" e declama alcune delle celebri terzine scritte proprio durante il soggiorno ravennate, è un'esperienza memorabile. La tecnologia Silent Play proietta il partecipante in un altro tempo. Mentre a fianco scorre la Ravenna contemporanea, ci si trova in un guscio ovattato che favorisce anche l'ascolto letterario e la fruizione dei monumenti con una lentezza e una concentrazione che i partecipanti dimostrano di apprezzare molto.

foto: giornalesentire.it

 

La memoria del Poeta e le sue alterne fortune recitate in prima persona dalla voce narrante (un attore della Compagnia La Piccionaia) costituiscono la trama di una passeggiata che emoziona e che parte dalla Piazza davanti alla  Basilica di San Francesco, in prossimità dell'Ufficio Informazioni Turistiche (Piazza San Francesco 7) dove si ritirano le cuffie e si incontra la guida.

Da quel punto attraverso la Biblioteca Classense, si arriva alla Zona del Silenzio. Nella Chiesa di San Francesco, dove furono celebrati i funerali c'è la suggestiva cripta allagata per colpa del fenomeno della subsidenza a cui Ravenna è costantemente esposta. Dei pesciolini rossi provvedono che non si formino pericolose alghe, preservando le tessere del mosaico. Da qui si passa alla Tomba del Poeta e al Quadrarco di Braccioforte con il giardinetto dove i frati nascosero le ossa per preservarle durante la guerra, ed è sempre fra chiostro e convento che si conserva la lapide sul punto esatto dove i frati si infilarono per prelevare e mettere al sicuro la teca del Poeta. I Chiostri francescani, il Museo TAMO ed i Giardini Pensili della Provincia completano la full immersion dantesca che permette di godere anche del bellissimo centro storico ravennate.

Un’esperienza di grande suggestione, tra aneddoti e curiosità, tra queste lo spostamento dell'urna contenente le ossa del poeta da parte dei frati francescani per metterle al sicuro da un possibile  trafugamento.  Riemergono volti e nomi dei ravennati che lo aiutarono e lo speciale rapporto che legava il poeta che lo aveva accolto. Un’esperienza teatrale poetica e coinvolgente da non perdere nell'anno del 700° anniversario della morte di Dante.

Il progetto è stato pensato dal  Comune di Ravenna, Assessorato al Turismo che ha sempre mantenuto viva la memoria dantesca, lo studio e la ricerca che a Dante dedica ogni anno il mese di settembre in ricordo del suo transito verso la pace eterna. Ogni anno a Ravenna si celebra l'offerta dell'olio da parte dei fiorentini affinché possa ardere perennemente la lampada del memoriale.

L’Ufficio Informazioni Turistiche di Ravenna in Piazza San Francesco, 7 promuove tour guidati. Noi abbiamo partecipato alla passeggiata guidata con Dante. Fantastica!

foto e testo: Corona Perer

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INFO
Ufficio Informazioni Turistiche di Ravenna:
iat@ravennareservation.it

 

Prenotazione obbligatoria qui

- Ravenna Incoming
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- Gli altri eventi per Dante   

 


Autore: Corona Perer

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