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I mosaici di Ravenna in notturna

Torna la suggestiva proposta di godere del Patrimonio Unesco sotto la luna

Origini antiche e un passato glorioso, Ravenna fra il quinto e ottavo secolo fu Capitale dell'Impero Romano d'Occidente grazie a Teodorico, Re dei Goti che pose qui il centro dell'impero di Bisanzio. Ravenna conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell'umanità e i suoi edifici religiosi, paleocristiani e Bizantini, sono stati riconosciuti patrimonio mondiale Unesco. Recenti scoperte archeologiche come la Domus dei Tappeti di pietra o il Porto Romano di Classe fanno di questo territorio un vero e proprio tesoro.

La tappa più importante e ambita dai turisti è la meravigliosa Basilica di San Vitale. Consacrata nel 548 dopo Cristo è uno dei monumenti più importanti dell'arte paleocristiana. L'influenza orientale assume qui un ruolo dominante: non la classica basilica a tre navate ma un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una grande cupola. Vederla di notte è uneserienza  unica e indimenticabile che già da diversi anni permette ai visitatori di ammirare alcuni monumenti UNESCO nella suggestiva atmosfera notturna.

A partire da mercoledì 1 luglio, riprende  “Mosaico di Notte” con visite guidate organizzate e gestite dal Consorzio Ravenna Incoming che ovviamente aveva dovuto sospendere il programma durante il lockdown). Le visite – da prenotare esclusivamente on line, in maniera facilissima, al sito ravennaexperience.it. “Mosaico di notte”  prevede ogni mercoledì sera due percorsi di visita guidata, con apertura di monumenti riservata solo per l’occasione.

Il primo percorso (partenze alle ore 20.30 e alle 21) si sviluppa tra le vie del centro città e prevede la visita alla Basilica di San Vitale, al Mausoleo di Galla Placidia e da quest’anno anche alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Il secondo percorso, nato quest’anno e ambientato a Classe, prevede ogni mercoledì sera alle ore 21 una visita guidata della durata di un’ora al Museo Classis.

“Ravenna Bella di Sera” porta nei giardini più belli della città: (il sabato ai Giardini Pensili del Palazzo della Provincia, la domenica a Palazzo Rasponi dalle Teste, il lunedì al Giardino delle Erbe Dimenticate oppure a Palazzo Rasponi dalle Teste). Questi splendidi teatri all'aperto offriranno ai partecipanti alla visita un omaggio musicale sempre diverso di serata in serata.

Gli spazi e le decorazioni musive dell'abside tra cui la rappresentazione della coppia Imperiale di Bisanzio, Giustiniano e Teodora, sono un colpo al cuore. Non meno affascinante il Mausoleo di Galla Placidia, sorella dell'imperatore Onorio. Galla Placidia fece costruire il piccolo mausoleo a croce latina intorno alla metà del quinto secolo tuttavia non fu mai utilizzato dall'imperatrice che fu sepolta a Roma. La semplicità dell'esterno si contrappone alla ricchezza della decorazione musiva interna. Le innumerevoli stelle della sua cupola hanno affascinato molti visitatori (anche Cole Porter ne rimase folgorato).

La Domus dei Tappeti di Pietra è uno dei più importanti siti archeologici italiani scoperti negli ultimi decenni. Inaugurata nell’ottobre del 2002, dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, è collocata all’interno della settecentesca Chiesa di Santa Eufemia, in un vasto ambiente sotterraneo situato a circa 3 metri sotto il livello stradale, costituito da 14 ambienti pavimentati con mosaici policromi e marmi appartenenti ad un edificio privato bizantino del V-VI secolo.

Di particolare interesse e bellezza i mosaici decorati con elementi geometrici, floreali e figurativi ritenuti unici, come nel caso della “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni”, rarissima rappresentazione che mostra i Geni danzare in cerchio o come per la figura del “Buon Pastore”, ritratto in una versione differente dall’usuale rappresentazione cristiana.

Altra tappa imperdibile il Battistero Neoniano, uno dei più antichi monumenti di Ravenna. La sua architettura risale probabilmente agli inizi del quinto secolo mentre le decorazioni ai tempi del Vescovo Neone (da cui prende il nome il Battistero). Di forma ottagonale in muratura, ha interni in marmi, stucchi e mosaici di evidente influenza ellenistico-romana. Al centro della Cupola un mosaico raffigura il battesimo di Cristo circondato da 12 apostoli.

Ravenna Incoming organizza  ogni giorno alle 10.30 anche “Scopri Ravenna - Due passi in città”: itinerari guidati che accompagneranno il visitatore in una piacevole passeggiata lungo le vie principali del centro storico di Ravenna, alla scoperta dei monumenti Patrimonio Unesco, ma anche degli angoli più suggestivi e meno conosciuti.

Una gita a Ravenna si completa raggiungendo Classe dove c'è il Museo della Città e del Territorio "Classis" inaugurato nel 2018 che ha visto un luogo di degrado sociale diventare il biglietto da visita di Ravenna e della sua illustre storia antica. L’'ex Zuccherificio di Classe, ospita ora un punto culturale di riferimento per chiunque voglia conoscere la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, dall' epoca romana alla Ravenna Capitale dell'’Esarcato Bizantino.

Nei primi decenni del secolo scorso, 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in zucchero che, per nave e ferrovia, raggiungevano l'’Italia e l'’Europa. Poi il declino, e nel 1962 la chiusura. Il sito, per molti anni luogo per disagiati è stato strappato al degrado per diventare il punto di partenza necessario per ogni visita alla città.

Ravenna è uno scrigno d'arte di storia cultura di prima grandezza incastonato in un ambiente che offre molto da scoprire anche da un punto naturalistico, a partire dal Delta del Po e le Valli Di Comacchio dove sopravvive anche un'antica attività legata alla pesca e dove chi ha un capanno pesca col padellone dentro un' ecosistema dove trovano ripararo fenicotteri, aironi, garzette.

Ravenna è anche un importante terminal delle crociere a Porto Corsini dove le navi attraccano e i turisti partono alla scoperta della città. Due le mete-top: vedere i  mosaici di San Vitale e andare a salutare la tomba di Dante.

fotoservizio: www.giornalesentire.it


Autore: Corona Perer

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