Arte, Cultura & Spettacoli

Il museo dell'arte folle

David Bowie diceva di averne tratto ispirazione

Sono più di 20 i musei di Losanna si va dalla storia allo sport, dalle scienze, alle belle arti, dalla fotografia all'arte contemporanea. La Fondazione de l’Hermitage ad esempio offre agli appassionati una prestigiosa collezione ed esposizioni, ma c'è un piccolo museo che vale il viaggio.

David Bowie (che amava molto Losanna dove aveva una casa e si era anche sposato nel municipio), diceva che da questo piccolo museo aveva tratto ispirazione per molta della sua musica e che periodicamente vi trascinava anche Brian Eno con il quale rimaneva per ore a contemplare le opere. La particolarità del museo che è davvero eccezionale e unico al mondo è che quelle opere vengono dalla follia o dal disagio o da artisti sconosciuti: artigiani, falegnami non meno geniali e non meno meritevoli di abitare un museo.

La Collezione de l’Art Brut, diretta da Sarah Lombardi, è celebre ormai in tutto il mondo. La catalogazione aggiornata delle sue opere porta a 60.000 il numero dei pezzi, dieci volte di più delle 5300 opere iniziali donate dal pittore Jean Dubuffet che coniò lo stesso concetto di Art Brut dopo aver speso una vita a cercare artisti nei manicomi, o a farsi dare notizie dagli psichiatri della vita e dell'opera di certi pazienti che improvvisamente iniziavano pratiche artistiche.

E' il caso ad esempio di Madge Gill che un anno prima della sua tragica morte a 79 anni di età inizia a disegnare guidata da uno spirito interno, lavorando indefessa per ore e ore di notte alla fioca luce di una lampada a olio.

Anche Anna Zemankova alla quale sarà dedicata la prossima mostra temporanea (dal 9 giugno al 26 novembre 2017) iniziò tardi a fare l'artista. Nata in Moravia nel 1908 e morta nel 1986, faceva l'assistente dentale, quando dopo il decimo figlio decise di smettere a seguito di una serie di episodi di depressione causati anche dalla morte di uno dei suoi amati figlioli. Debutta che ha quasi 50 anni nell'arte disegnando a pastello in autentici stati di estasi. Il museo di Losanna conserva un magnifico erbario.

Altrettanto geniale Michael Golz che sarà l'altra mostra di giugno: il museo gli dedicherà un'intera sala per ospitare la sua immensa cartografia di un paese assolutamente immaginario. “Voyage Dans le Pays d'Athos” è il titolo della mostra. Un mondo fittizio fatto di colline, stazioni, aeroporti, case, fabbriche, cinema e caffè dove la gente vive libera e senza regole.

Ma cos'è l'art brut o “arte grezza”? A coniare il termine fu nel 1945 proprio il fondatore del museo che offrì senza esito la sua collezione al Louvre.

Art Brut sono produzioni artistiche realizzate da non professionisti o pensionanti dell'ospedale psichiatrico che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali (autodidatti, psicotici, prigionieri, persone completamente digiune di cultura artistica). Dubuffet intendeva, in tal modo, definire un'arte spontanea, senza pretese culturali e senza alcuna riflessione.

Il museo di Parigi  rifiutò la collezione di opere raccolte da Dubuffet, mentre Losanna non si fece perdere l'occasione quando il pittore offrì la possibilità d una donazione che venne poi concretizzata con un atto. La municipalità mise poi a disposizione un piccolo ma affascinante castello posto sulla parte alta della città: le Chateau de Beaulieu, che con i suoi tre edifici e la sua aura seriosa sembra la prigione più allegra al mondo per un'arte che lo stesso Dubuffet definiva essere anarchica e pronta a scappare prima di ogni tentativo di definizione.

In Italia la conosciamo come "arte grezza" e designa “lavori effettuati da persone indenni di cultura artistica" i cui autori traggano tutto (materiali, temi, tecniche) dal loro profondo e non stereotipi dell'arte classica o da correnti artistiche, ma va distinta dall'arte popolare, dall'arte naïf, dai disegni dei bambini. In sostanza è frutto spesso di solitudine creativa e viene da impulsi autentici lontani dal desiderio di riconoscimento e acclamazione. Il sinonimo inglese è Outsider Art  coniato nel 1972 dal critico d'arte inglese Roger Cardinal.

Dubuffet però è specifico e include gli autodidatti o i creatori che non si sono mai istituzionalizzati mentre gli artisti della Outsider Art qualche contatto istituzionale lo hanno. Molte opere di Art Brut vengono infatti da stati mentali estremi o mondi di fantasia.

Ed è proprio per questo che entrare nel caleidoscopico mondo del museo losannese è una esperienza da non farsi scappare durante una visita nel cantone del Vaud. Perchè non solo si vede arte autentica e genio autentico, ma si percepisce la sofferenza che la originò.


il museo: www.artbrut.ch
info: www.lausanne-tourisme.ch
fotoservizio: Oscar Galletti


Autore: Corona Perer

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