Arte, Cultura & Spettacoli

Il ''Rinascimento Segreto'' di Vittorio Sgarbi

Tre città e una triplice mostra: tra Urbino, Fano e Pesaro

Non c'è, probabilmente, nella storia umana e nella sua espressione attraverso l'arte, momento più alto e fervido d'invenzioni di quello che va dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento, da Piero della Francesca a Pontormo. A Firenze, e non solo a Firenze, ma a Venezia, a Ferrara, nelle Marche, in Sicilia, in Sardegna, in Friuli, in Lombardia, gli artisti danno vita a quello che è stato chiamato, con azzeccata definizione, Rinascimento.

Le città di Urbino, Pesaro e Fano rendono omaggio a questa irripetibile stagione con una grande mostra a cura di Vittorio Sgarbi inaugurata il 13 aprile (e aperta fino al 3 settembre) su tre sedi: Palazzo Ducale, Sale del Castellare, a Urbino; Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti, a Fano; Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro. Nelle tre sedi espositive viene proposto un patrimonio artistico quasi sconosciuto, non esposto in musei pubblici, di uno dei momenti più alto e fervido d'invenzioni nell’arte, quello dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento, da Piero della Francesca a Pontormo.

Sono esposte oltre ottanta opere, tra dipinti e sculture, disegni e oggetti d’arte dall’inizio del Quattrocento alla metà del Cinquecento, di proprietà di fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati con l’obiettivo di valorizzare, come indica il titolo stesso, un patrimonio artistico quasi sconosciuto (perché non esposto nei musei pubblici), e al contempo creare un dialogo con le opere rinascimentali presenti sul territorio.

«Rinascimento segreto è una mostra difficile per la complessità di ricerca sia delle opere che degli autori - afferma Vittorio Sgarbi che ne è il curatore -  Accanto a Raffaello e Perugino, si possono ammirare tanti artisti che ancora si muovono nell’anonimato, conquiste della ricerca critica recente o artisti pur conclamati ma ancora oggetto di studio. Tutte le scuole del Rinascimento italiano sono raccolte nella mostra di Urbino, il settore veneziano è ospitato a Pesaro, connesso alla grande Pala del Bellini. Nella sezione di Fano, con riferimento alla grande tradizione romana, si mostrano le sculture, che raccontano meglio il collegamento con l'arte plastica del mondo antico, insieme a ceramiche ed oreficeria. Questo Rinascimento segreto, nel suo percorso d’insieme, diventa così per il visitatore un Rinascimento rivelato».

Ci si potrebbe chiedere anche che cosa ci fosse prima di quel "Rinascimento". Bene: anche prima di quegli anni l'arte era stata sublime. «...Ma Piero della Francesca la arricchisce di una intelligenza che trasforma la pittura in pensiero, in teorema, ben oltre le esigenze devozionali. Davanti alla sua Flagellazione non è più sufficiente l'iconografia religiosa, e così davanti alla Annunciata di Antonello da Messina, alla Tempesta di Giorgione, all'Amor sacro e Amor profano di Tiziano, alla Deposizione di Cristo di Pontormo». Di anno in anno appaiono capolavori sempre più sorprendenti. Tra 1470 e 1475 la creatività dei pittori e degli scultori raggiunge vette inattingibili; ma sarà così, di quinquennio in quinquennio, fino alla metà del Cinquecento. Sono gli anni di Mantegna, Cosmè Tura, Botticelli, Leonardo, di Raffaello, di Michelangelo, ma anche di Giovanni Bellini, di Lorenzo Lotto, di Tiziano, di Correggio, di Parmigianino. Sono gli anni delle meraviglie, gli anni in cui l'artista si sfida, in un continuo superamento di se stesso.

Tra i simboli della cultura umanistica, spicca la silenziosa Città ideale nella Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale di Urbino, città che divenne per merito dell’intelligenza di Federico da Montefeltro una delle interpretazioni più raffinate e feconde del Rinascimento. Convocando decoratori, artisti e architetti all’avanguardia come Piero della Francesca o Leon Battista Alberti, il principe rinnovò in maniera radicale il contesto culturale e urbano di Urbino, che, all’inizio del Cinquecento, fu definita da Baldassarre Castiglione “una città in forma di palazzo”.

Cuore pulsante del grandioso edificio progettato Francesco Laurana e completato da Francesco di Giorgio Martini è il piano nobile, dove si trova lo straordinario Studiolo di Federico, le cui pareti sono rivestite da eccezionali tarsie lignee realizzate da Giuliano e Benedetto da Milano. E’ l’ambiente più intimo del Palazzo e simboleggia il ritratto interiore di Federico, la sua cultura, le sue scelte intellettuali ed estetiche. Nella parte più alta dello studiolo si incontrano i ritratti degli Uomini Illustri attribuiti al fiammingo Giusto di Gand e allo spagnolo Pedro Berruguete. Negli altri ambienti del piano nobile si trovano le opere più antiche della Galleria Nazionale delle Marche, tra cui la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca e La Muta di Raffaello, capolavori assoluti dell’arte italiana ed emergenze inevitabili nel percorso rinascimentale garantito da altri notevoli lavori.

A Pesaro, via mare, su una delle imbarcazioni che collegavano Venezia ai porti dell'Adriatico, giunge intorno al 1475 la pala dipinta per la chiesa di San Francesco da Giovanni Bellini, il massimo pittore veneziano del Quattrocento. Figlio del grande Jacopo, fu proprio sotto l’egida del padre che Giovanni iniziò a muovere i primi passi nell’arte. Dopo le prime sperimentazioni donatelliane, Bellini avviò un fervido dialogo con Andrea Mantegna e fu una vera e propria sfida, presto superata in virtù di una sensibilità poetica sconosciuta al più rude cognato. Il confronto con Antonello da Messina, documentato in laguna intorno al 1475, suggerì a Bellini una compiuta monumentalità prospettica e una suprema.

Innumerevoli gli artisti di scuola toscana, umbra, veneta, lombarda, emiliana e romagnola scelti dal curatore. Fior da fiore per testimoniare quanto fervido fu quel periodo di creatività che fide fiorire nello stivale scuole pittoriche locali. Ne citiamo solo qualcuno: Piero del Pollaiolo, Benvenuto Cellini, Matteo Civitali, Agostino di Duccio, Desiderio da Settignano, Bonifacio de’ Pitati, Giovanni Bonconsiglio detto Marescalco, Benvenuto Tisi detto Garofalo, Dosso Dossi, Agostino da Lodi, Cesare Magni, Giovanni Francesco da Rimini, Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, Paolo da Visso, Raffaello, Perugino, Giulio Romano, Giovan Francesco Penni, Liberale da Verona, Cola dell’Amatrice.

La mostra è promossa da Comune di Urbino, Comune di Pesaro e Comune di Fano, con il patrocinio e contributo della Regione Marche, dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pesaro e Urbino e dell’Anci Marche. La produzione è affidata a Sistema Museo.

RINASCIMENTO SEGRETO a cura di Vittorio Sgarbi
13 aprile – 3 settembre 2017
URBINO / Palazzo Ducale, Sale del Castellare
FANO / Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti
PESARO / Palazzo Mosca, Musei Civici


Autore: Angela Pagani

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