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Thierry Vissol: essere europeisti oggi ha senso

Monetà unica, sovranità nazionale: ecco perchè l'Europa è necessaria

E' eversivi essere europei oggi? Certo, è essere coraggiosi e sapere di andare controvento. Lo ha dimostrato con la sua analisi l'economista e storico francese Thierry Vissol intervenuto a Rovereto in una affollata serata a Teatro Zandonai nell'ambito di "Europa Territorio per la pace e Utopia Necessaria” evento organizzato dal Comune di Rovereto, con il supporto dell'Assessorato Provnciale alla Cooperazione e Sviluppo della Provincia Autonoma di Trento e con il coordinamento scientifico di Anna Maria Giordano, di Radio3 Mondo.

“L'Europa è sempre stato uno spazio di libera circolazione di uomini e idee. Non c'è un'invenzione che non si sia diffusa in tutta l'Europa ed è in questo spazio che l'individuo ha assunto un suo peso. Io non sono a favore dell'Europa a due velocità, io penso alle parallele convergenti: condividere gli stessi valori e per alcuni stati magari fare anche di più, ma sotto lo stesso ombrello. Io sono un utopista: l'Europa non esiste ancora abbastanza ma c'è un'utopia razionale e dell'Europa c'è bisogno per permetterle di avere un ruolo nel mondo" afferma Vissol.

L'analisi dello studioso francese è anche sociale. "Oggi c'è molta paura, assistiamo alla mancanza di memoria e all'ignoranza  e predomina la rabbia. Occorre ritrovare la memoria, coltivare un po' di più la cultura per non avere più rabbia e paura". Circa il nuovo corso francese (Vissol parlava proprio nelle ore in cui si allestivano i seggi) è sembrato preoccupato. "La Francia è un paese arrabbiato, che Macron sia eletto o meno conta poco: il paese è già spaccato, c'è il problema di ricostituire l'unità e questo è il vero problema politico oltre a ridurre le disuguaglianze problema insopportabile.

Vissol spiega che già nel nome, l'Europa  reca in sé proprio il concetti di pace e di utopia. Il prefisso 'eu' in greco significa buono.

“La pace in greco vuol dire tregua, quindi non è mai permanente, e il termine utopia significa 'nessun luogo'. L'Europa è qualcosa che può essere il bene per tutti ma anche qualcosa che non esiste ancora” ha detto Vissol ad una platea molto attenta alla quale ha spiegato - o meglio sfatato - anche il mito di quel “ce-lo-chiede-l'Europa” che ognitanto sentiamo pronunciare.

“L'Europa non chiede proprio niente. Sono gli Stati che hanno l'interesse ad avere i conti a posto” ha detto Vissol, spiegando che nello spazio europeo il contratto sociale configura obblighi, diritti e regole, il problema è che i confini si sono mossi e le regole non sono state rispettate allo stesso modo.

Quanto alle aree di crisi europee Vissol spiega che la situazione in Grecia è drammatica perchè per 30 anni i greci non hanno rispettato nessuna regola, e sono state la baby pensioni a creare il buco. "E' dunque la realtà economica che impone di mettere a posto i conti". L'economista francese si è poi soffermato in un importante passaggio sul concetto di sovranità che può essere di due tipi: interna (ossia decidere in piena autonomia per se stessi) ed esterna,  il che però presuppone per i paesi avere materie prime. Ma in Europa sono pochi paesi che hanno risorse sufficienti. “In materia di energia dipendiamo dai russi, ad esempio". Quanto alla sovranità monetaria "...l'euro ha permesso di avere quella moneta internazionale che nessuno degli stati membri possedeva in presenza di un dollaro ed uno yen molto forti”.

E poi le debolezze economiche del vecchio continente. "La competitività: il gap con l'Asia è per l'Europa di natura tecnologico".  Ma Vissol ha parlato anche accennato ad un'altra sovranità molto interessante. “E' quella quotidiana  che vuol dire far funzionare lo stato nei suoi servizi e far sì che le disuguaglianze siano ripianate dentro i confini dei singoli stati affinchè ognuno abbia una vita dignitosa”.

E su questo ogni paese e ogni governo può e deve spendersi: dal governo centrale a quello locale.
Come dire: la sovranità non la porta via nessuno se la si sa esercitare.
 


Autore: Corona Perer

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