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La Brexit è ancora aperta, Theresa aveva ragione a piangere

di Margherita Vitagliano

La ricordate quando disse con le lacrime "Ho fatto quel che ho potuto per il mio paese" ? Io le ho creduto. Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn l'aveva definita "stupida donna". Lei in stile "english" aveva tirato dritto, trattato, lanciato accorati appelli, si era sottoposta al verdetto, infine aveva perso.  L'accordo di Bruxelles, il migliore possibile a suo dire. era stato bocciato. Oggi c'è Bori Jhonson a tentare l'impossibile.

C'è stato un giorno in cui tutti i quotidiani avevano in prima pagina il primo ministro inglese Theresa May. La  foto non poteva non essere che una: il momento in cui piange, purtroppo non si sono resi conto che non hanno messo in prima pagina il primo ministro piangente, ma hanno messo in prima pagina una donna. Una donna, con le sue emozioni. Ho pensato: "Non c'è niente di bello nel vedere una donna piangere, non credo sia lei a doversi vergognare siete voi a doverlo fare".

Mi accorgo che c'è una rete sotterranea di violenza e odio, verso cosa non capisco. I tanto decantati British-values sembrano  crollati. Ma una cosa a favore di Theresa May, voglio dirla: è stata la "stupida donna" a cercare di riparare e a portare avanti il disastro di Brexit, creato da un uomo che con la coda tra le gambe è scappato lasciando il caos. Ho potuto apprezzare una donna con attributi maschili, capace di metterci la faccia.

Cara Theresa quando nel 2016 sei diventata primo ministro, la tua foto in prima pagina era di una donna forte, vigorosa piena di idee e speranze ma sopratutto sorridente, orgogliosa e pronta a mettere l'anima per la propria patria. Purtroppo non è servito a niente. Le ferite si rimargineranno e capirai che non sei tu quella sbagliata, è stata l'Inghilterra a non meritarti.

 


Autore: Margherita Vitagliano

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