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Made in Brexit: Boris ha vinto....e ora?

Il dilemma è restare o tornare

di Margherita Vitagliano - Chi avrebbe mai immaginato che mi sarei trovata un giorno fuori dall'Europa pur vivendo nel paese che tutti abbiamo sempre pensato solidamente europeo?

Arrivando qui, 5 anni fa, mi sono accorta molto presto che la civiltà che noi accreditiamo dallo stivale agli inglesi, è un totem che abita nella nostra testa. Se dovessi riassumere in una foto lo sguardo che gli italiani ricevono spesso dall'inglese medio, non ho dubbio alcuno a dirvi che quello sguardo sta in una foto (guardatela nella gallery di questo articolo).

E così ora che la Brexit è un dato di fatto con questo voto che vede il nostro ''Boris'' stravincere,  molti degli italiani si preparano a tornare in un paese ancora europeo (...l'Italia), ora che la bandiera inglese è stesa metaforicamente su una tomba, mi ritrovo a pensare al bene e al male di questi anni. Anzitutto devo dire che sono felice di una cosa: di non aver imparato a nascondere quella che sono, sono felice di arrossire, sono felice di piangere per un torto o una gioia, e di essere come sono sempre stata. Sono felice di non essere cambiata nemmeno di una virgola!

Il rapporto che gli inglesi hanno con gli stranieri non è nemmeno degno di questa parola. Rapporto? Io la chiamerei convivenza, bene o male  pacifica. Se non forzata.

Gli stranieri sono accettati anche perchè "lavorano". noi abbiamo bisogno di lavorare e loro hanno bisogno di noi. Sarebbe una nazione molto fragile senza di noi (pensieri che a volte sento fare anche in Italia a riguardo degli immigrati). Sbaglio o il vostro presidente Inps ha detto che senza gli immigrati non ci sarebbero pensioni? Bè: diciamo che una cosa simile si dice anche qua, degli stranieri. Cioè di gente come me.

Mi sono chiesta ora che c'è la Brexit, Margherita, vuoi restare o tornare? Sinceramente ritornerei a nuoto, o anche camminando, se in Italia almeno ci fosse una minima speranza di un futuro migliore.

E allora mi chiedo è stato utile partire? Sì voglio crederlo che lo è stato, lo spero e ci voglio credere, perchè non è stato affatto facile per i miei figli. Le loro lacrime, le loro fatiche sono sempre davanti a me.

Aspetti positivi dell'Inghilterra? La libertà di fare quello che ti pare: puoi andare a fare la spesa in pigiama e con i bigodini senza che nessuno importi o si giri a guardarti credendoti una pazza. Non so però se questo possa coincidere con l'idea di un paese progredito. Tuttavia di libertà ce n'è tanta: libertà di cantare, ballare, amare, essere te stessa senza essere giudicata cosa che magari al mio paesello almeno un commento l'avrebbe prodotto!

Aspetti negativi? Tanti. Tanta falsità nei rapporti e poi trovi sempre qualcuno pronto a cercare di fregarti per farti sentire ignorante. Cosa ho imparato? Ho imparato a sopravvivere. Per il resto sono restata me stessa e pur amando la pasta sono felice di non aver imparato a magiare gli spaghetti con il sugo in scatola. Me lo faccio: ragù all'italiana.


Autore: Margherita Vitagliano

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