folklore a Cres - Foto Visit Cres
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Croazia - Cres, l'isola degli Argonauti

Paradiso dei Grifoni, delle pecore libere e delle gioiose danze dei delfini

(Corona Perer - Croazia) - Cres è l'isola delle gioiose danze dei delfini, del volo dei Grifoni bianchi che qui nidificano, delle pecore libere, delle api laboriose che danno un miele unico, il prezioso miele di salvia, delle foreste e di un mare smeraldino che fu solcato, dice la leggenda, dagli Argonauti. 

L'isola croata costituisce con Lussino un vasto arcipelago di isole, detto delle Apsirtidi, da "Apsirto" dalle cui membra sparpagliate in mare le isole sarebbero nate.

Narra la leggenda che Giasone s'impossessò del vello d'oro del re della Colchide, Aete. La figlia Medea, di lui innamorata, si imbarcò sulla nave Argo, con i compagni di Giasone, gli Argonauti. A tentare vendetta fu Apsirto, il fratello di Medea, che li inseguì e raggiunse. Mentre Medea implorava trattativa, Giasone tese l'agguato e lo uccise tagliando in pezzi il cadavere. Medea gettò in mare le  membra di Apsirto e fu da quelle che nacquero le isole Absirtidi. E' il mito fondativo delle isole di Cherso (Cres) e Lussino e dell'arcipelago che le circonda, un complesso di 36 isole isolotti e scogli e rocce emergenti dove l'uomo abitava già 12000 anni prima della nostra era.

L'isola è sempre stata al centro di numerosi traffici ed interessi: dalla Grecia antica all'impero Romano fino alla Serenissima e alla monarchia asburgica, Cres (Cherso). A renderla speciale la sua lunghezza (una torre di vedetta sull'Adriatico e un avamposto di difesa), mentre la sua grandezza le conferiva importanza: è infatti l'isola più vasta del Golfo del Quarnero (superficie di 405,7 kmq.). Strategica poi la vicinanza all'Istria e agli stati confinanti: durante una guerra consentiva una veloce via di fuga.

Anche oggi la si raggiunge facilmente. Dall'Istria parte a Brestova un traghetto che in 25 minuti raggiunge Porozina sulla sponda chersina, oppure si arriva da Krk, isola collegata alla terraferma da un ponte (il Titov Most) a poca distanza da Valbiska punto di traghetto verso Merag. Anche in questo caso bastano 25 minuti per approdare su un altro mondo.

E' un'isola dalla natura rigogliosa, foreste spettacolari, dove i pascoli si alternano al terreno roccioso e brullo sferzato dal vento. Al centro dell'isola c'è il lago di acqua dolce di Vrana, importantissimo perché fornisce l'acqua potabile necessaria agli isolani.

Lago di Vrana

 

L'abitato porta tanti segni della dominazione veneziana, angoli di straordinaria bellezza nel dedalo di viuzze e sempre una scorciatoia che conduce al porto.

Il porto di Cherso

 

Dell'antica Cherso restano  alcuni frammenti. Sul viale si trovano la Porta Bragadina (1581) e la Porta Marcella (1588) che portano i nomi dai principi-capitani che la dominarono con gli stemmi delle loro famiglie. La terza porta della città è la torre dell'orologio sulla piazza e rappresentava l'ingresso al porto.

Anticamente la città era dotata anche di un sistema di torri di difesa. Ne è rimasta solo una, tonda e merlata, eretta dai Veneziani nel punto più alto dell'abitato a fare da vedetta sul mare.

A Cres si sente molto parlare italiano, anzi si sente il dialetto triestino. Qui vive una comunità di italiani, autoctona, molto orgogliosa delle proprie origini, ospitale e aperta. L'abitato è molto pittoresco.

La stragrande maggioranza degli isolani dedita all'agricoltura, alla coltivazione di olivi, all'allevamento e naturalmente  al turismo vive a Cres. Sulla bella piazza in fronte al mare, localini e ottimi ristoranti.

Il pesce è freschissimo, lo comprano sul molo sia i residenti che i ristoratori. Il migliore fra tutti è il Ristorante Riva dove si degustano scampi al vapore che resteranno a lungo impressi nella vostra memoria insieme alla simpatia del signor Edi, il titolare.

Nei ristoranti la garanzia del pescato di ogni giorno

 

Molte le chiese di Cherso, alcune delle quali - come la parrocchiale - ospitano opere di maestri rinascimentali del Barocco, in particolar modo del veneziano Alvise Vivarini. Due i conventi: quello delle monache benedettine e l'altro dei francescani che esiste fin dal 1300, che si può visitare. E' una costruzione tipica in pietra con chiesa a navata unica e un coro quadrato coperto a volta. La chiesa fu costruita nel XV secolo con un grande e solenne chiostro rinascimentale che precede uno più piccolo detto "chiostro minore".

Il vecchio chiostro ha un pozzo al centro e in un colonnato è incisa la data 1490, sul parapetto è scolpito il più antico stemma della città di Cherso risalente al XIV secolo: una pantera in piedi.

 

Dal chiostro si entra nel convento vero e proprio che conserva un codice incunabolo, un testo liturgico raro e prezioso che risale alla fine del XV secolo.

In piazza c'è la Torre dell'orologio e una bella Loggia costruita quando avvenne il trasferimento della sede amministrativa dalla città di Osor (a sud) a quella di Cres. Qui si tenevano i processi e le udienze del consiglio comunale. Oggi si tiene il piccolo mercato di prodotti tipici.

Chi ama il mare trova acque e spiagge favolose, chi ama la vacanza attiva ha a disposizione sentieri ben segnalati, per trekking o mountain bike verso borghi semi disabitati in altura.

Da visitare Valun, villaggio di pescatori, un piccolo borgo di poche case affacciato sul mare

Incanta per la sua posizione e la sua splendida solitudine Lubenizze sorta in un punto strategico in cima ad una muraglia rocciosa che si innalza a 378 metri sopra il mare da dove si poteva controllare l'arrivo di barche straniere o anche di pirati. Grazie alla posizione geografica era strategica e lo si capisce dalla sua nobiltà architettonica. La sua spiaggia è tra le più belle dell'isola ma attenzione: si raggiunge solo a piedi e muniti di scarponcini, ci vuole un'ora circa di cammino e bisogna poi calcolare...la risalita. 

Caisole, ribattezzata Beli, un tempo era la "caput insulae" cioè la testa delle isole. Oggi questo piccolo villaggio collocato su una cima rocciosa si sta ripopolando grazie ai turisti. Bellissima la piazzetta con la chiesa, la colonna infame e il grande albero del pane, un immenso castagno. Qui si trova anche il centro per la salvaguardia lo studio dei Grifoni bianchi. Questo infatti è uno degli ultimi luoghi naturali dove questo animale nidifica. Curioso che per 5 anni della sua vita questo uccello voli libero alla scoperta del mondo, per poi tornare sull'isola in cerca di un partner e nidificare. I grifoni sono uccelli rari e protetti e non è raro vederli volteggiare in cielo, si cibano di animali morti perciò sono considerati uccelli ''spazzino''. Temono l'uomo, che non attaccano.

Prima di rientrare da Beli verso Cres vi consigliamo una deviazione: non fatevi mancare l'emozione della foresta di Tramuntana. La zona boschiva situata nella parte settentrionale dell'isola, si protrae su 5500 ettari e rappresenta una parte importante del patrimonio naturale. E' magnifica: boschi di quercia, carpini e monumentali castagni costituiscono il tetto vegetale di questa zona.

L'intera area comprende antichi sentieri che collegavano una volta i villaggi situati in zona. Una sorpresa sul cammino, mette in comunicazione Uomo e Natura: sono stati creati numerosi labirinti.



L a zona è  riserva speciale di specie protette e nuclei rurali architettonicamente ben conservati. Tramuntana nasconde numerose grotte e pozzi, importanti punti di ricerche biospeleologiche, paleontologiche e preistoriche. Nel pozzo di Čampari (caverna Banićeva pećina), situato vicino al villaggio di Petrićevi, sono stati ritrovati scheletri di orsi bruni delle caverne, risalenti a 12000 anni fa. Si cammina in silenzio e ci si sente in armonia: Tramuntana ha qualcosa di magico. Al margine del bosco vedrete pozze d'acqua anticamente indispensabili per l'approvvigionamento idrico e per l'abbeveramento del bestiame.

Visitare il bosco significa speriementare il respiro dell'isola, nel fruscio del bosco solo il cinguettìo degli uccelli e qualche lontano belato a dire che le pecore sono sempre dietro l'angolo.

La pecora di Cherso è l'emblema dell'isola. La si incontra ovunque: vive libera, la trovi in mezzo alla strada o su un ciglio che si riposa, se cammini nel bosco ti accorgerai che silenziosamente ti osserva. Le sue carni tenerissime sono molto pregiate. L'agnello di Cherso è famoso e il più buono si mangia a Loznati alla trattoria Bukuleta che da almeno 50 anni mantiene il primato assoluto.

La particolarità della pecora di Cherso la rende preziosa per la lana. La pecora di Cres ha pelo molto lungo, viene perciò cardata a mano, tinta con colori naturali e quindi lavorata con il sapone per diventare feltro.

Vesna Jakic la lavora ed è diventata una stilista del feltro a livello internazionale. Ha fondato l'associazione Rupa e nel suo atelier di Cres in di in via Zazid 4, si entra in un mondo dove il colore e il calore della lana sono i primi elementi che ispirano le opere di design.

Vesna è impegnata in tutte le isole della Croazia per organizzare laboratori e workshop per bambini, ragazzi e adulti per promuovere la lana della pecora di Cres attraverso progetti mirati alla conservazione della natura e delle tradizioni regionali.

Vesna Jakic , foto C.Perer

 

Nel laboratorio Vesna Jakic spiega come realizzare fiori e cornici, abiti e quadri. Tutte le attività sono mirate a trasferire il messaggio del rispetto per la natura e la conservazione del futuro. Stare con Vesna è respirare fantasia e una visione positiva della vita.

Il folklore viene portato avanti da un gruppo in costume tipico, gli Orlec, il cui canto è accompagnato da una speciale cornamusa, ricavata dallo stomaco della pecora.

Come detto l'isola deve tutto alle sue pecore. E' famosa anche per la carne di agnello. Alla Trattoria Bukuleta di Loznati la signora Antonia cucina gli agnelli più buoni dell'isola. Da oltre 40 anni questo posto è particolarmente ricercato e chi arriva a Cres ne sente subito parlare.

L'agnello di Cres è particolarmente buono perché gli animali si nutrono di erbe e piante aromatiche mediterranee che abbondano sull'isola. Ma al Bukuleta è stato creato anche un piccolo caseificio e si degusta una speciale ricotta e i buoni formaggi al latte di pecora e di capra.

Sull'isola infinite opportunità di villeggiare nei numerosi Apartmani (alloggi privati). Il portale Visit Cres offre informazioni utili e preziose per individuare quello più indicato: nel centro storico, in riva al mare, nella foresta, nelle località minori, nei borghi un tempo abbandonati e oggi ritornati a splendere grazie anche ai turisti che se ne sono innamorati ed hanno acquistato piccoli lotti in rovina riportandoli all'antico splendore.

Unire al mare la montagna è un'altra delle opportunità offerte dall'isola. I sentieri per il trekking sono ben tenuti e dalle alture è possibile ammirare panorami stupendi. Sull'isola numerosi operatori noleggiano bici elettriche ci sono più di 300 km di sentieri di percorsi sia sul lungomare che nell'entroterra.

Le spiagge e il mare di Cres, non occorre dirlo sono bellissime: le acque croate sono limpide e cristalline di un verde smeraldo. Molte sono raggiungibili in barca  o conquistate a piedi nel pieno rispetto dell'ambiente.

I mesi migliori per visitare Cres sono quelli primaverili e autunnali, d'estate ovviamente il mare offre il meglio di sè ed il mare è talmente cristallino che chi ama lo snorkeling potrà osservare anche la ricca fauna di un mare molto pescoso.

Cres  un'isola quieta e tranquilla fare una vacanza in totale relax è possibile perchè non è mondana e rumorosa. Non mancano ottimi hotel. Noi abbiamo soggiornato al Kimen Hotel, direttamente sul mare (ve ne parliamo qui > clicca) e per chi ama la vacanza in "total freedom" c'è un meraviglioso campeggio a Melin, affacciato sulla spiaggia con bungalow moderni e confortevoli, piazzole ampie e strutturate. Il Camping Kovacine è di proprietà di un gruppo italiano, ed è assolutamente consigliabile alle famiglie con bambini

E basta arrivare sul molo per prendersi il pesce fresco. In questa foto scattata alle 8.30 del mattino c'è la Jadranka che torna col suo gozzo al molo con il pescato del mattino. "Gò, un barbon, uno sgombro e tre piccole sfoiette, ma le xe bone".

Cosa portarsi via da Cres? I prodotti tipici non mancano: si possono acquistare marmellate, patè  di olive, ottimo olio d'oliva. Un po' più difficoltoso trovare invece il prezioso miele di salvia: si tratta di un'eccellente preparazione e di una piccola quantità di nicchia che va subito esaurita.

Merita spingersi più a sud fino a Osor (Ossero) che sorge su Cherso ma amministrativamente fa parte di Lussino. La città sorge infatti su un su un lembo di terreno pianeggiante che unisce le due isole. Il canale sormontato da un ponte levatoio fu con ogni probabilità scavato. A questo canale si deve nei secoli sia la ricchezza di Ossero che la sua successiva decadenza. Vale la pena fermarsi per percorrere le strade cittadine e le belle stradine con case curate e adornate da splendidi giardini. Bellissima la piazza principale con la nuova cattedrale e il Palazzo del Consiglio ora museo. Percorrendo le vie si arriva anche ad una zona archeologica dove si trovano i resti del monastero dedicato a San Pietro. E attraversato il ponte, si è già a Mali Losinj, ovvero Lussin Piccolo.

Altra storia, altro giro, stessa Croazia. Magica sempre, da assaporare lentamente.
Con una garanzia: a Cres una parentesi di autentica pace... è possibile.

(corona perer, 29 aprile 2022)


foto: c.perer, visitCres
Visit Cres

da vedere

> Centro Visitatori e Recupero Grifoni

> Primorje-Gorski Kotar County

> Hotel Kimen

ENTE NAZIONALE CROATO PER IL TURISMO

 


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Autore: Corona Perer

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