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Istria croata: le Isole Brioni, paradiso davanti a Pola

Tanto care al maresciallo Tito che qui arrivava in nave a bordo del suo Galeb

C'erano una volta i paesi non allineati. A fondare l'organismo furono Nasser, Nehru ed il maresciallo Tito  nella famosa dichiarazione di Brioni (Pola - Istria croata) del 19 giugno 1956. Le Isole Brioni sono il piccolo paradiso davanti a Pola, il buen retiro del Presidente e della moglie Jovanka che qui invitavano capi di stato e il jet set internazionale.

L’arcipelago formato da un gruppo di 14 tra isole e isolette che si estendono dinanzi alla costa sudoccidentale dell’Istria, è ancora oggi, come allora, una delle mete turistiche piu’ attraenti in Croazia. Tito le amava moltissimo e a lui, nell'isola maggiore, è dedicata una mostra fotografica permanente che lo ritrae tra capi di Stato e jet set internazionale e a bordo della sua adorata cabriolet (che tra l'altro - a un costo non certo modico - si può noleggiare con autista per avere l'emozione di passeggiare nei viali con la decapottabile che lui stesso guidava).

 

Nel 1983 le isole dell'arcipelago furono dichiarate parco nazionale. Distano solamente 6 km dalla citta’ di Pola dalla quale le divide uno specchio di mare chiamato Canale di Fasana, lungo il quale naviga un servizio giornaliero di traghetto dal porto di Fasana.

Le due isole più grandi  – l’Isola maggiore (Veliki Brijun) e l’Isola minore (Mali Brijun) - sono un vero e proprio paradiso con una costa ricca d’insenature, ed erano abitate già nella preistoria. Qui sono state rinvenute anche importanti tracce di dinosauri, e grazie al clima mite mediterraneo, con molte giornate di sole e notevole umidità d’aria, vivono anche animali esotici.

Sono quelli portati in dono da molti di capi di stato al maresciallo Tito, ancora oggi  ricordato con molto affetto e orgoglio dai croati, una pietra migliare della storia del loro Paese. Il Maresciallo seppe mantenersi equidistante da Mosca e dall'Occidente e fece di questo lembo di terra il crocevia del mondo.

Vennero qui Nasser, Nehru, Re Hussein di Giordania, la regina Elisabetta, Gandhi, Gheddafi e le nostre dive nostrane: Sophia Loren (per il quale Tito aveva una predilezione) e la Lollobrigida.

 

Il Presidente Tito ricevette in dono animali esotici: tigri, dono del primo ministro indiano Nehru, elefanti regalo di Indira Gandhi, leoni dal presidente egiziano Nasser. E poi struzzi, pavoni, daini, e cervi.

Grazie alla ricca vegetazione e al clima molto mite (durante l’inverno la temperatura media dell’aria non scende sotto i 6 gradi, e le estati non sono torride ma ventilate) tutti hanno sempre trovato le isole ideali per vivere e procreare.

Sopravvive oggi un elefante dei due donati a Tito, alcune zebre...e meravigliosi pavoni albini.

La vegetazione delle isole di Brioni e’ particolarmente ricca e una parte del parco nazionale e’ ricoperta di piante tropicali. Viali, parchi e giardini, ville (persino i resti di una residenza romana) campi da golf e da tennis. Briuni è bellissima e ha tutto per soddisfare una fascia alta di turismo.

Spesso Tito portava qui gli ospiti che accoglieva nel Galeb (in serbo-croato "gabbiano") ovvero  il panfilo di rappresentanza ora ormeggiato al porto di Rijeka dove è diventato museo in occasione della nomina - nel 2020 - a Capitale Europea della Cultura.

 

La nave conosciuta anche come Nave della Pace di Tito veniva usata dal presidente iugoslavo nei suoi viaggi di stato all'estero, per missioni di pace e di amicizia e per i suoi frequenti spostamenti nell'Adriatico, in particolare per recarsi nel suo rifugio nell'isola di Brioni.

Sul Galeb vennero intrattenuti numerosi uomini di Stato e molti personaggi famosi. Trasportò anche gli animali donati a Tito dai capi di stato alcuni dei quali vivono ancora oggi nello zoo-safari dell'isola di Briuni. Lo yacht divenne anche un simbolo per i popoli che costituivano la Jugoslavia così come per molte nazioni del Movimento dei paesi non allineati e all'epoca era il 3° yacht più grande al mondo.

Pula info

 


Autore: Corona Perer

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