Scienza, Ambiente & Salute

Nuova potente risonanza magnetica per il Cimec

Prosegue intanto lo studio sulla acalculia finanziato con 30 milioni di dollari

Negli ultimi vent’anni gli scienziati che studiano la mente umana hanno sviluppato tecniche di indagine sempre più potenti in grado di conoscerne in dettaglio la struttura e il funzionamento. La nuova Risonanza magnetica installata al CIMeC (Centro interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento) che opera tra Trento e Rovereto, porta avanti la ricerca. 

L'applicazione della nuova macchina (affidata al ricercatore Roberto Bottini) è molto più avanzata e riguarda i laboratori di stimolazione transcranica e magnetoencefalografia. Si tratta di uno strumento potente e all’avanguardia, prezioso per “fotografare” lo stato di forma e il comportamento del cervello e quindi studiare tutte le malattie che lo affliggono come il Parkinson, la sclerosi multipla e l’Alzheimer. La nuova risonanza magnetica  ha sostituito quella in funzione finora. Con i suoi 3 Tesla e una dotazione strumentale di primissimo ordine, la nuova RM è tra le macchine più potenti ed evolute presenti sul mercato mondiale per la ricerca clinica.

La nuova risonanza è in grado di soddisfare le sofisticate richieste dei progetti di ricerca attivi al Centro Mente/Cervello in termini di qualità delle immagini, di velocità e di stabilità nel tempo. Tra le numerose iniziative scientifiche portate avanti al CIMeC, la macchina sarà fondamentale per lo sviluppo dei tanti progetti attualmente finanziati dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), contribuendo a consolidare il ruolo dell'Università di Trento nel panorama internazionale della ricerca.

Fra le numerose attività di ricerca che il CIMeC conduce, particolare rilievo è dato ai temi dell’età matura. C’è il lavoro diagnostico/riabilitativo sui deficit cognitivi svolto al Centro di Riabilitazione Neurocognitiva, CeRiN, e quello finalizzato alla diagnosi precoce delle demenze. Di recente, poi, il CIMeC ha promosso una rete interdipartimentale di ricercatori e ricercatrici all’interno dell’Ateneo per affrontare il tema dell’invecchiamento attivo e della plasticità cognitiva e neurale attraverso una prospettiva multidisciplinare.

Il cervello è un oggetto complesso, composto da 100 miliardi di neuroni per un chilogrammo e mezzo di peso, capace di immagazzinare una quantità di informazioni che non ha eguali.  Con il suo patrimonio di conoscenze ed esperienze, interagendo costantemente con l’ambiente fisico e sociale, il cervello guida il comportamento, le scelte individuali e collettive, crea strumenti sempre più raffinati di comunicazione e interazione, indirizzando linee di sviluppo, scelte politiche, economiche ed industriali.

Il Cimec studia l’acalculia, una sfida che l’Università di Trento sta portando avanti grazie a un finanziamento da 30 milioni di dollari. Il progetto del CiMEC, condotto dal neuroscienziato Giorgio Vallortigara insieme alla genetista Caroline Brennan, del Dipartimento di Scienze biologiche e chimiche alla Queen Mary University di Londra e al fisico Scott Fraser del Dipartimento di Ingegneria biomedica della University of Southern California a Los Angeles, riguarda le basi genetiche della capacità di usare i numeri, di contare e più in generale di stimare le quantità.

Le “neuroscienze” costituiscono un settore in rapida crescita con prospettive cliniche molto interessanti non solo per la diagnosi e la cura delle malattie, ma anche per la salute ed il benessere della persona e della comunità. Il CIMeC è un centro di altissimo livello, proiettato a livello internazionale, nella ricerca, formazione, strumentazione e diffusione delle neuroscienze.

«Il CIMeC è cresciuto, ha intessuto una rete di collaborazioni internazionali di primo livello. Al tempo stesso vogliamo essere un centro di ricerca universitario che si occupa di neuroscienze anche a servizio dei bisogni del territorio, a cominciare dalle persone con patologie del sistema nervoso come la malattia di Alzheimer o altre demenze» afferma Carlo Miniussi, direttore del CIMeC.

Al suo interno lavorano esperti provenienti dal territorio nazionale, dai Paesi Bassi, dal Belgio, dagli Stati Uniti, Canada, Argentina, Israele e numerosi altri paesi. Recentemente è stato classificato come principale unità di ricerca italiana in Neuroscienze cognitive. Al suo interno i dipartimenti di Psicologia e Scienze Cognitive, Lettere e Filosofia, Matematica, Fisica Ingegneria e Scienze dell'Informazione

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