Attualità, Persone & Idee

Yemen, la guerra che non interessa a nessuno

La scandalosa industria della guerra alimenta il conflitto

Le agenzie delle Nazioni Unite stimano che dal marzo 2015 al febbraio 2017 siano stati arruolati, da tutte le parti in conflitto nello Yemen, quasi 1500 bambini soldato. Human Rights Watch aveva già accusato, nel maggio 2015, gli huthi di arruolare, addestrare e impiegare bambini soldato. Tutto questo accade in mezzo a vergognose contraddizioni: Usa e Regno unito da un lato mandano aiuti umanitari allo Yemen, dall’altro fanno vendite multimiliardarie di armi all’Arabia Saudita, armi che stanno procurando una sofferenza devastante alla popolazione civile dello Yemen.

Da quando nel marzo 2015 è iniziato il conflitto dello Yemen, stati occidentali e altri hanno fornito agli Emirati arabi uniti armi per un valore di oltre 3,5 miliardi di dollari. Si tratta di armi pesanti convenzionali (come aerei e navi militari) così come di armi leggere, piccole armi, loro componenti e munizioni.

E anche l'Italia fa affari: doloroso dirlo, ma è provato.  Secondo l’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia (Opal), nel 2016 l’Italia ha fornito all’Arabia Saudita bombe e munizioni per oltre 40 milioni di euro.

Le spedizioni sono riconducibili alla RWM Italia, azienda del gruppo tedesco Rheinmetall, che ha la sua sede legale a Ghedi (Brescia) e la sua fabbrica a Domusnovas, non lontano da Cagliari. L’Opal ha documentato numerose spedizioni di bombe aeree della RWM Italia dalla Sardegna all’Arabia Saudita. È dal febbraio 2016 che Amnesty International denuncia come il governo italiano abbia più volte autorizzato l’invio di armi all’Arabia Saudita di bombe prodotte in Sardegna.

Della guerra ormai si leggono rare notizie. Le armi fornite dall'Occidente agli Emirati Arabi Uniti finiscono nelle mani delle milizie. Deviando illegalmente e irresponsabilmente le consegne ricevute, gli Emirati arabi uniti sono diventati il principale fornitore di veicoli blindati, sistemi di mortaio, fucili, pistole e mitragliatrici a milizie presenti in Yemen che compiono crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani in modo del tutto impunito.

“Le forze armate emiratine ricevono armi per un valore di miliardi di dollari dagli stati occidentali e da altri fornitori solo per deviarle a milizie operanti in Yemen che non rispondono a nessuno e sono note per commettere crimini di guerra”, ha dichiarato Patrick Wilcken, ricercatore su armi e diritti umani di Amnesty International. “La proliferazione di questi gruppi armati ha conseguenze disastrose sulla popolazione yemenita, che già ha subito migliaia di morti a causa degli attacchi aerei e che a milioni patisce la fame come conseguenza della guerra”.

Nonostante le gravi violazioni dei diritti umani attribuite agli Emirati arabi uniti e alle milizie alleate, numerosi stati hanno recentemente fornito armi alle forze emiratine. L’elenco comprende Australia, Belgio, Brasile, Bulgaria, Corea del Sud, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Stati Uniti d’America, Sudafrica e Turchia.

Uno scandalo sotto il sole, del quale poco si dice e molto si tace. Solo la voce del Papa non ha perso forza. Ma resta inascoltata.

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)