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Citerna, la Madonna di Donatello

Umbria - Qui si trova un tesoro: la Madonna di Donatello

Citerna, in provincia di Perugia, è un paesello arroccato, di antiche origini etrusche. Uno di quei borghi incantati che fa del vivere italiano una delle meraviglie agli occhi degli stranieri.

Al confine tra Umbria e Toscana, questa cittadina situata su una collina offre uno stupendo panorama su tutta l'Alta Valle del Tevere.

Attorno al Borgo un panorama mozzafiato che abbraccia La Verna a nord e i primi Monti Sibillini a sud. Lo si ammira dal bellissimo slargo di Piazza Scipione Scipioni, la più famosa terrazza sull’Alta valle del Tevere sulla quale affacciano anche la Torre civica e la Chiesa del Santissimo Sacramento, realizzata sul suolo dell’antica Pieve di San Michele Arcangelo, distrutta da un terremoto e ricostruita, fonte battesimale fin dal XII secolo.

Difesa da mura medievali ha una rarissima struttura architettonica è organizzata su due livelli urbanistici sovrapposti: il borgo medievale con strade vicoli monumenti e punti panoramici da cui si abbraccia con lo sguardo l'intera Valle del Tevere e gli ammassi del sottosuolo, dei camminamenti usati come magazzini dove sono state trovate anche antiche cisterne per la raccolta di acque piovane. E il suo nome pare derivare proprio qui: Citerna ovvero “cisterna”.

Contesa ripetutamente per la sua posizione strategica (di avvistamento dei flussi militari provenienti da Romagna, Marche e Toscana), Citerna conserva ancora nella cinta muraria, nei camminamenti medievali e nell'acropoli sovrastante il borgo, la memoria della sua ricca storia.

Entrata a far parte del Club dei ''Borghi più belli d'Italia'', Citernna conserva un tesoro nella Chiesa di San Francesco la Madonna di Citerna di Donatello, una terracotta policroma che dopo un lungo restauro durato quasi 7 anni a cura dell' Opificio delle Pietre dure di Firenze è tornata nella Sacrestia della Chiesa di San Francesco.

Nella chiesa ubicata lungo Corso Garibaldi, ed edificata insieme all’annesso convento francescano di Santa Elisabetta (ora sede del Comune di Citerna), la sosta davanti alla Madonna è una tappa obbligatoria.

Datata intorno al 1400/1420 è l’unica opera di Donatello presente in Umbria ed è un esempio di altissimo livello della sapiente maestria scultorea dell’artista, considerato insieme a Brunelleschi e Masaccio, il padre del Rinascimento italiano.

Tra i più importanti esempi di scultura policroma degli inizi del Quattrocento, presenta caratteristiche tardo Gotiche, e venne realizzata come opera devozionale. Scolpita in argilla è bella ''a tutto tondo'' con mirabili panneggi sul manto della Vergine. Il restauro ha valorizzato l'incarnato della Madonna e del Bambino, i capelli realizzati con la foglia d’oro e le vesti della Vergine. Ignoto il committente dell’opera. 

 

La giovane Madonna dal volto delicato, che tiene in braccio un Bambino d’argento vivo, si trovava da tempo immemorabile (ma ignorata) nella Chiesa di San Francesco a Citerna, dove è stata scoperta nel 2001 e dove è tornata, dopo il restauro, nel 2012, in una piccola cappella dove si può ammirarla a distanza ravvicinata.

Ci spiegano che fu rinvenimento del tutto casuale ma subito si ebbe consapevolezza che si trattava di un capolavoro per la pregiata ricercatezza della decorazione che rivela il piacere per il gusto del gotico internazionale presente nei primi anni del Quattrocento a Firenze.

La chiesa dedicata al santo di Assisi, risalente al 1316 ricorda un episodio della vita del Poverello. Quando San Francesco vi arriva nel 1214, molti volevano sentirlo predicare. Si scelse quindi di andare in un luogo di aperta campagna. Francesco si appoggiò ad una quercia, che però era piena di formiche: le quali in nome di Dio obbedirono al santo di andarsene. Il luogo, chiamato Montesanto, ospitò nel XIII secolo il Conventino degli Osservanti.

Alla Chiesa di San Francesco si arriva dopo una breve salita che rende ieratico il luogo di culto dalla facciata semplice ed essenziale e pienamente coerente con l'architettura urbana circostante.

 

La chiesa conserva al suo interno anche una bellissima Madonna con Bambino della scuola di Giovanni della Robbia, una pregevole Crocifissione su tavola (1570) con relativo altare ligneo del Pomarancio e una campana datata 1269.

La storia di questo borgo che fu densamente popolato anche in età romana come attestato dai ritrovamenti di monete nel territorio, vede aspre contese nel periodo medievale tra la Ghibellina Arezzo e la Guelfa Città di Castello, che si stende sulla piana.

Da feudo, nel 1463 passò allo Stato Pontificio che con il 1500 l'ha concessa in Vicariato alla famiglia Vitelli di Città di Castello. Tra alterne vicende i Vitelli l'hanno impreziosita con  monumenti e opere d'arte.

Da queste partì passò anche Garibaldi, mentre si ritirava verso Ravenna (Citerna è nell'alta Umbria e si incunea nelle Marche restando a poca distanza dall'Emilia Romagna) così nel 1860 fu la prima fra tutte le città umbre ad entrare nel Regno d'Italia. Passeggiando tra le viuzze linde e ben tenute

Una delle piccole e graziose rarità della cittadina è la sala degli Ammassi nei sotterranei del Palazzo Comunale. Risalenti all'epoca medievale, ospitano la donazione di opere pittoriche di Renzo Scopa visitabili nella mostra permanente. Si tratta di tele legate ad un particolare periodo di vita dell'artista, di stile molto intimista ed essenziale.

Per visitare la collezione meglio consultare orari e apertura dal sito www.prociterna.it

 


Autore: Corona Perer

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