Arte, Cultura & Spettacoli

L'arte in tasca

Al Museo della Figurina di Modena

In quel ventennio che intercorre tra la due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione dell’Art déco i calendari da tasca, i cosiddetti ‘calendarietti del barbiere’, erano assai diffusi. Lo testimonia la mostra "L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940"  allestita a Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103, Modena), e che sarà visitabile a lungo, fino  al 18 febbraio 2018.

Nella prima metà del ‘900, i calendarietti condividono con le figurine il piccolo formato, le tecniche di stampa, la serialità, la vocazione a diventare oggetti da collezione e, soprattutto, il fatto di veicolare messaggi pubblicitari, funzione che in seguito le figurine perderanno. Specchio dei gusti, delle tecniche pubblicitarie e dei consumi del secolo scorso, i calendarietti rappresentano documenti preziosi anche dal punto di vista della storia della grafica e più in generale dell'arte, poiché frequentemente disegnati e firmati da artisti famosi, altra cosa che li distingue dalle figurine, i cui autori sono spessissimo ignoti.

Quella tra il 1920 e il 1940 è la stagione più felice per i calendarietti e la micrografica sia per l’apporto di illustratori di grande richiamo . Lo racconta il materiale raccolto da l curatore Giacomo Lanzilotta: ottanta esemplari, per un totale di oltre 300 immagini, accanto ai prodotti affini a quel mondo – réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari come un curioso apparecchio spuzza-profumo a monete degli anni Trenta  – in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria alla seduzione fino al fascino dell’Oriente, passando per letteratura e spettacolo)  e illustratori.

I calendarietti che saranno esposti a Modena a settembre hanno inaugurato un genere artistico autonomo degno di rilevanza e oggetto di collezionismo. Tra i soggetti la bellezza delle dive del cinema, le avventure d’amore lette nei libri o viste a teatro, gli eroi e i grandi personaggi della storia.

Ma al di sopra di ogni altra cosa è stato il mondo della bellezza, dei profumi e dei cosmetici il tema dominante che ha influito non poco per la fortuna stessa di questo genere artistico: il legame tra i calendarietti tascabili, la loro profumazione e le correlate réclame delle diverse case produttrici è stato infatti uno dei fattori più importanti per la loro stessa popolarità, permettendo che quei piccoli foglietti illustrati fungessero da veicolo pubblicitario gradevole e duraturo nelle tasche di intere generazioni.

Accompagna la mostra il catalogo L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940 (Franco Cosimo Panini) con testi del curatore Giacomo Lanzilotta e di Maurizio De Paoli. La mostra è prodotta in occasione del festivalfilosofia 2017, dedicato quest’anno alle Arti, dal Museo della Figurina in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

 

L’arte in tasca
Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940
15 settembre 2017 – 18 febbraio 2018


Autore: Angela Pagani

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)

Articoli correlati