Scienza, Ambiente & Salute

El Paìs: il MUSE, una punta di diamante

Il quotidiano spagnolo valuta positivamente l’intero progetto museale

Il Muse è «la punta di diamante di un progetto di rigenerazione di una vecchia zona industriale ad ovest della città, nonché un centro innovativo per la diffusione della cultura scientifica e dello sviluppo sostenibile».

Lo scrive El País che descrive il Museo delle Scienze di Trento una realtà innovativa dal punto di vista scientifico, tecnologico e architettonico. Apprezzata soprattutto l’attenzione riservata all’evoluzione e alla diversità degli ecosistemi del pianeta, ben rappresentata dal ghiacciaio alpino e dalla serra tropicale, riproduzione dell’ambiente dei monti Udzungwa, in Tanzania.

Il quotidiano spagnolo valuta positivamente l’intero progetto museale, sorto nel 2013 dal progetto di Renzo Piano che nel corso dell'estate 2018 ha festeggiato i suoi primi cinque anni: 1826 giorni, 261 settimane, 43.824 ore. 

Cinque anni festeggiati con un regalo speciale:  il Muse si doterà di un planetario che sarà pronto nella primavera 2019. Muse H2O replicherà la molecola di acqua, tre sfere con i tre atomi che proiettano il museo nei cieli e nell'astronomia. Costerà oltre 2 milioni di euro, e di sicuro potrà regalare emozioni  ed esperienze immersive. Il progetto è dell'architetto roveretano Emiliano Leoni.

Dal 29 luglio 2013, quando il Museo delle Scienze di Trento ha aperto la sua sede, al 30 giugno 2018, i visitatori del MUSE sono stati oltre 3 milioni. La loro provenienza: 24% viene dal Trentino Alto Adige, 69% dalle altre regioni italiane, 7% dall’estero. Tra le regioni limitrofe che si confermano maggiormente affezionate al Museo il Veneto con un 26% di provenienza, 20% Lombardia e 12% Emilia Romagna. Per l’estero, il 38% proviene dalla Germania e l’11% dall’Olanda. Il museo è dunque punto di riferimento e attrazione non solamente per il pubblico locale, ma anche nazionale e internazionale; un’eccellenza trentina che ben figura a livello internazionale, basti pensare che l’ottima affluenza di pubblico colloca il Museo nella top ten dei musei italiani più visitati e 1° per numero di visitatori tra i musei scientifici.

Tra i visitatori, l’apporto dato da gruppi e scolaresche corrisponde al 40% del totale. In 5 anni, l’utenza scolastica ha sfiorato il milione di presenze, con scuole che provengono, oltre al Trentino, principalmente da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Dal punto di vista economico, il MUSE ha raggiunto una capacità di autofinanziamento che si aggira attorno al 46%, un dato unico sul territorio nazionale e rilevantissimo anche a livello europeo, con un indotto sul sistema economico provinciale pari a circa 7,5 milioni di euro all’anno.

Tra le collaborazioni, in questi 5 anni, il MUSE ha collaborato con 142 istituzioni in Italia e all’estero: ben 95 realtà con sede in Trentino, 10 in Alto Adige, 26 nelle restanti regioni italiane e 11 realtà internazionali con sede in Italia. Collaborazioni internazionali anche per quanto riguarda la ricerca, con oltre 80 partner internazionali tra istituti, enti di ricerca e fondazioni.

Prosegue intanto la mostra "GENOMA UMANO. Quello che ci rende unici" un viaggio tnella genomica - scienza in continua evoluzione - ed un viaggio sulle tante domande che questa scienza muove sul piano etico che affronta interrogativi che ci riguardano profondamente. La mostra è un focus su opportunità e rischi originati dall'applicazione delle nuove conoscenze ad ambiti particolarmente sensibili, quali la salute.

La mostra intende spiegare quanto conta il DNA, quali altri fattori intervengono nella sua definizione (ad esempio ambiente e stili di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo. Da non perdere quindi la sezione dedicata alle mutazioni genetiche, che contribuiscono anche a generare la diversità genetica della nostra e di altre specie. Il percorso espositivo si svolge attorno a quattro temi principali: il sequenziamento completo del genoma umano; l'attuale conoscenza dei suoi elementi e caratteristiche; le mutazioni genetiche che stanno alla base delle differenze tra individui e altri cambiamenti che influenzano il nostro fenotipo; le tecniche di ricerca d'avanguardia per la salute umana. L'allestimento curato dall'architetto Lorenzo Greppi  è frutto di un lavoro di staff composto di ricercatori ed esperti. E la 'contaminazione' artistica è offerta da Claud Hesse, artista visiva specializzata sui temi del dna e del genoma. Fino al 6 gennaio 2019

 

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