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Bovino nelle terre del Duca

Borghi d'Italia - reportage di Laura Perolfi

"...a Bovino, tra le altre cose strane, cacciamo il vento al suon delle campane". E qui suonano davvero intensamente, tant'è che  il De Cesaris, patriota al confino  lascia intendere con questa poesiola quanto il  Favonio, vento che soffia al pari della Bora triestina, potesse esser scacciato dal suono delle campane della Cattedrale di San Marco. In reatà venivano fatte suonare per allertare le persone affinchè accorressero a ripararsi, anche in chiesa, a pregare, perchè la tempesta durasse poco, ma nel borgo medievale arroccato,  con castello, la leggenda lascia ampiamente spazio alla magia divinatoria del suon delle campane per  placare la forza del vento .

Bovino fu citata da Plinio, ma fu fondata nel III sec. dai Dauni che, tra Adriatico e Tirreno , alimentarono il traffico di cose e persone. Città di vescovi, e nobili aristocratici, è sicuramente da annoverare trai borghi d'italia più caratteristici e belli dove Medioevo e  XXI secolo si incontrano.

Dapprima la zona fu colonia romana, divenuta successivamente provincia; vantava una imponenete amministrazione, in cui sorse l'acquedotto romano,l' anfiteatro e il foro che  nel tempo fecero la fortuna del borgo. Anche  la leggendaria divinità dei boschi - Pan -  sembra alberghi tacitamente  tra gli  splendidi belvedere che si  affacciano, da un lato sul Monte Sambuco, vetta principale dei  Dauni, dall'altro sul Tavoliere con una apertura su tutto il territorio, fino ad arrivare  al golfo di Manfredonia, con il giallo oro del grano, i  papaveri, i girasoli e il verde intenso dei suoi  3000 ettari di  bosco e le numerose sorgenti d'acqua sotterranee. Ai piedi di Bovino il  fiume Cervaro, navigabile in passato (ora solo un torrente), e  una piccola strada diramazione antica della via Appia che conduceva direttamente a Napoli, si snodano paralleli.

Si parla di guerre tra Sanniti, Romani, Cartaginesi, terre abitate da popolazioni diverse che oggi fanno la felicità di appassionati di archeologia per la ricchezza continua di ritrovamenti.
Poi Longobardi, Bizantini, Normanni, Svevi  coi loro castelli fortificati, case di pietra e stemmi gentilizi.  Il castello di Bovino nasce in epoca romana. Fungeva da  tenuta difensiva e armeria. Oggi Bovino conta 3020 abitanti che rivive solo d'estate al rientra vacanziero di chi lavora e studia lontano.

La corte del Castello Ducale, è l'ala gentilizia in cui si svolgeva la vita di corte dei Duchi Guevara (foto) il casato più nobile della Spagna che conducevano  vita sfarzosa, propria di aristocratici secenteschi quali erano. All'interno si contavano 366 stanze, adibite oguna per ogni giorno dell'anno incluso  quello bisestile, così cambiavano stanza ogni giorno.
E a corte non potevano mancare gli spunti letterari, e di livello della letteratura italiana impersonati  a corte da Giambattista Marino, e Bernardo Tasso. Il primo fu  successivamente cacciato perchè innamoratosi della duchessa, cui dedicò sonetti  troppo audaci per l'epoca, e poco graditi dal duca; il secondo, padre di Torquato, fu accettato a corte, non tanto per le abilità poetiche che vanterà in seguito il figlio, ma per la capacità di piacere nel  comporre lodi ai nobili di corte.

Torquato Tasso, di personalità più introversa, considerato debole, non venne apprezzato e  quasi mai invitato a corte. Lo spirito del Duca contrariato da quando un'ala del castello fu adibita a collegio femminile con le monache, pare si aggirasse per impaurirle. Una unica strega fu processata e messa al rogo proprio all'interno del castello verso il quale,  prima di morire, in una notte nebbiosa, riservò una maledizione.

Quadri di scuola caravaggesca del 1600 sono custoditi con oggetti di  arte sacra, statue cinquecentesche  e raffinate argenterie  dall'anno 1000 al 1900. La vastissima proprietà di  terreni che arrivava fino al Gargano, fu  riscattata, anche se alcuni fondi abbandonati e, di demanio pubblico, ancora oggi godono dell'appellativo di 'terre del duca'.

Dal 2008 il castello è in comodato d'affitto dalla Diocesi e,  con l'ausilio  di fondi europei, di anno in anno la Società Cooperativa Sipario tende  al  ripristino di tutta la struttura.
Nella cattedrale  di S Marco un tela raffigura S Giovanni che, dopo la conquista dell'impero romano, si trasferisce da Roma a Efeso (Turchia) per evitare di essere ucciso. Trovandosi davanti ad un tempio pagano, pare gli venisse chiesto di scegliere se adorare la dea Diana o  l'essere ucciso, bevendo  vino, da un calice avvelenato. Scegliendo la prima opzione, e ponendo un segno di croce sul calice con le tre dita, in segno di benedizione, la leggenda vuole che il veleno contenuto nel liquido si strasformasse  in  serpe che fuggendo uscì rapido dal calice.

Il territorio si sta dando da fare per la promozione. Il Comune di Bovino (FG) sta lavorando alla divulgazione di questo borgo che figura nell'elenco dei "Borghi più belli d'Italia". Da 15 anni gli amministratori stanno lavorando per formare un territorio unito, soprattutto per la speranza di vedere i giovani protagonisti e successori dei loro progetti. Il Comune di Bovino non vuole essere area marginale. Riuscire a tenere i giovani, significa colloquiare fra comuni e garantire servizi, chiedere ed ottenere fondi dalla Comunità Europea.  Nelle ultime due legislazioni, si lavora per far conoscere Bovino che è una piccola Umbria per la bellezza di paesaggi inaspettati, ma i tour operator ancora non vendono questo straordinario prodotto. La qualità dei luoghi e  le bellezze sono anche enogastronomiche, paesaggistiche e faunistiche. L'ospitalità e la buona cucina non mancano, perchè anche a tavola si incontra la storia.

Dal 1500 in età borbonica si producono odori e sapori derivati soprattutto dalle erbe, dai formaggi avvolti tra erbe aromatiche, si ottiene un prodotto di eccellenza, grazie a tre tipi di muffe che si creano nella stagionatura: verde grigia e bianca. Siamo nerl foggiano e quindi ottimo è il Nero di Troia  - rosé- bianco che accompagna i formaggi sia freschi che stagionati uniti alla marmellata di rosa canina.

Meritano attenzione il ristorante La Cantina di Nicola Consiglio  che inizia col catering di prodotti caseari e salumi, migliorando e aggiungendo 'assaggi' fino ad aprire nel 2004  il ristorante, e successivamente l'agriturismo Piana delle Mandrie. Imperdibile il soffritto di suino e le pezzedde maltagliati con pomodorini e sedano oppure con foglia di zucchina e pomodorini, eccellenti formaggi freschi e stagionati buoni i vini e i dolci.

Da "Carlo di Giovanni" la cantina è a 10 metri sotto terra ed offre il caciocavallo podolico fatto con latte di mucca chiamata 'grigione di puglia' a rischio estinzione. Vive allo stato brado e viene munta direttamente  nel bosco non è stabilizzabile e non ha mai subito incroci. Produce poco latte, ma il prodotto è eccellente.

"Lo Moleno" antico mulino ad acqua sul torrente Cervaro risale al 1810. E' stato ristrutturato ripristinando i materiali originali, le travi sono in pioppo, lo stesso che cresce sulle sponde del fiume. Due macine  diversamente dedicate allo sfarinato umano, (crusca, semola), e a quello animale (granturco e ceci). Il mulino sfrutta l'acqua del fiume convogliata a monte in un distributore e fatta arrivare in velocità nelle due grotte carcerarie, alle pale orizzontali della struttura foto per consentire la macinazione. Qui si lavorano granaglie antiche come  'senatore cappelli' o la 'bianchetta'. Questo mulino subì fasi alterne: splendore quando forniva gli sfarinati alla stazione di posta e necessitò di macine più grandi per poi rimanere  abbandonato. "Lo Moleno" oggi è  gestito  dalla famiglia Grasso, le figlie e i rispettivi mariti, contribuiscono ad alliettare i pellegrini che godono in anticipo di un'assaggio di Paradiso. Per il palato qui è davvero un ben di Dio. Antonio, che si occupa della produzione del vino, come della nascita di un figlio, con la sua Falanghina di Benvento, lascia tutti in estasi per il retrogusto zuccherino e   raffinato  del suo prodotto. Le zucchine di Caterina sublimi tra tante buone pietanze tipiche, semplici e gustose. Anche i salumi sono prodotti a livello familiare.

"Le pietre del Borgo" residence e centro benessere, offre una piccola Spa con idromassaggio bagno turco, stanza del sale, massaggi, bellissima vista dal terrazzo.

Questi luoghi sono un  museo diffuso,  all'aperto, che consente, a chi si inoltra, di immergersi completamente nelle  differenti sfumature. Bovino con riti e tradizioni, ci offre un  tuffo nel passato e nel presente, nelle radici comuni del buon vivere  e della buona vita.

 

info:
Comune di Bovino (Foggia)
www.prolocobovino.it


Autore: Laura Perolfi

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