Arte, Cultura & Spettacoli

A Castelvecchio la Madonna in Blu

Nuovo percorso espositivo al Buonconsiglio di Trento

La "Madonna in blu"fa parlare di sè dopo un delicatissimo restauro. La scultura di stile veneto-veronese databile al Trecento, dedicata ad una rara scultura in pietra policroma del Trecento, è esposta a Castelvecchio.

L'opera è tra le pochissime testimonianze rimaste di scultura lapidea veronese del Trecento nel Trentino. Proveniente dal complesso agostiniano di San Marco, la Madonna è stata restaurata e ricondotta alle sue splendide cromie originali, su tutte la veste blu di azzurrite che la rende un unicum.

Sarà esposta insieme ad affreschi medievali, dipinti su tavola appena restaurati, delicati manufatti in vetro e lattimo decorati, maioliche, croci astile, ostensori, reliquari, reperti archeologici, inediti rilievi marmorei antichi, preziose medaglie bronzee del Pisanello, e rarissime sculture lapidee policrome trecentesche saranno per la prima volta visibili al pubblico nel nuovo allestimento proposto in Castelvecchio.

Il nuovo percorso espositivo voluto dal management, che recupera anche il rarissimo piatto in vetro ametista con decorazioni a smalto eseguito a Murano nel 1450/60, fino ad oggi esposto solo in occasioni di mostre temporanee.

Il riallestimento segue un criterio cronologico. Torna così ad essere visibile il magnifico e monumentale mosaico romano proveniente dal Doss Trento, assieme ad altri reperti esposti per la prima volta, reliquiari, fibule, capitelli, un prezioso sacramentario gregoriano del IX secolo, corredi sepolcrali di varie zone del territorio.

Tra gli oggetti più significativi dell’'età medievale si potrà tornare ad ammirare dopo molto tempo diversi affreschi come l'Adorazione dei Magi, l'Ascensione e l'Annunciazione, eseguito attorno al 1360/1370.

Con dicembre 2018 anche la biglietteria che si trova nel bastione avrà un restyling con grandi pannelli scenografici, installazioni video informative, e il visitatore potrà vedere la prima opera museale, ovvero un’ iscrizione lapidea del primo quarto del Seicento con la scritta in italiano e tedesco ''Qui si paga il dazio”''.

L'’attuale bookshop diventerà il nuovo punto info del museo, attraverso filmati, una ricostruzione in 3d delle fasi evolutive del maniero, cartine geografiche, postazioni multimediali con l’ intento di mostrare al pubblico la rete dei castelli provinciali e la loro storia. Grazie alla presenza di un grande plastico interattivo della città di Trento sarà illustrato anche il nesso tra castello e tessuto urbano nel corso dei secoli.

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